Vestite i panni dell’Asse o degli Alleati e scontratevi in Blitzkrieg!, l’ultima fatica di Paolo Mori, un wargame che si gioca in venti minuti.

Alcune cose sono opposte per antonomasia. Fuoco e ghiaccio, buio e luce, wargame e partite rapide… ecco perchè quando mi è giunta voce dell’ultima fatica di Paolo Mori (autore di giochini da nulla come Pandemic: La Caduta di Roma, Libertalia, Dogs of War) mi si sono drizzate immediatamente le orecchie.

Blitzkrieg, ancora per poche ore disponibile su Kickstarter nella versione inglese e su Giochistarter nella versione italiana, si propone infatti di condensare l’esperienza dei wargame tradizionali in una ventina di minuti. Realtà o propaganda?

 

 

Una guerra decisamente lampo

Lo scopo del gioco è di cercare di essere la prima fazione ad arrivare a 25 Punti Vittoria

Blitzkrieg ci mette di fronte ad una mappa che rappresenta nella sua interezza il planisfero, dividendolo in cinque Teatri delle Operazioni.

Ogni Teatro è diviso in Campagne, che altro non sono che file di Spazi Battaglia dove i giocatori nel ruolo di Asse o Alleati andranno a posizionare le loro unità.

Lo scopo del gioco è di cercare di essere la prima fazione ad arrivare a 25 Punti Vittoria vincendo battaglie in giro per il globo e di conseguenza portando a termine le relative Campagne.

Entrambi i giocatori hanno a disposizione una scorta di tessere unità contenute in un sacchetto; ad inizio partita ogni giocatore ne estrae tre in maniera casuale e poi alla fine di ogni turno ne pesca una aggiuntiva, mettendole in entrambi i casi al riparo da occhi indiscreti nella sua riserva dietro l’apposito schermo fornito ad ognuno.

Queste tessere corrispondono a tre possibili tipi di unità: le Unità di Terra (che possono essere schierate solo sulle caselle battaglia rosse), le Unità Marittime (che possono essere schierate solo sulle caselle battaglia blu) e le Unità Aeree, che possono essere schierate in qualsiasi Spazio Battaglia; ogni unità inoltre ha scritto sopra un numero che indica qual è la sua forza.

 

In piena coerenza col periodo storico le tessere dell’Asse e degli Alleati si distinguono per lo sfondo grigio chiaro e grigio scuro. I colori non verranno inventati prima degli anni ’70

È scientificamente dimostrato che gli individui che indossano un cappello e gli occhiali da sole nel 97% dei casi sono spie

 

Il turno si svolge in 4 fasi piuttosto semplici:

  1. Il giocatore di turno piazza una tessera unità in uno spazio battaglia libero che sia compatibile con l’unità che sta giocando. Per ogni teatro di guerra è possibile partecipare solo alla campagna con spazi liberi più in alto, scegliendo quali di essi preferiamo.
  2. La differenza tra le varie caselle battaglia sta, oltre al rappresentare battaglie di terra, di mare o miste, negli effetti secondari che il giocatore che le va ad occupare attiva. Questi effetti sono diversi e vanno dal pescare una tessera addizionale, al rimettere una tessera casuale nel sacchetto dell’avversario, all’aggiungere nuove e potenti tessere al proprio sacchetto.
  3. Si fa avanzare l’Indicatore Battaglia corrispondente al teatro di guerra interessato verso la parte della fazione che ha appena giocato l’unità di tanti spazi quanto è la forza dell’unità stessa.
  4. Viene pescata una nuova tessera e si passa il turno.

 

Una volta che tutte l’ultimo Spazio Battaglia di una Campagna viene occupato, la fazione in vantaggio sul tracciato dell’Indicatore Vittoria del Teatro corrispondente prende i Punti Vittoria indicati a fianco della Campagna.

Un meccanismo piuttosto semplice, che porta a turni che si alternano velocemente in un’escalation di tattiche dove guadagnare Punti Vittoria è l’obiettivo finale ma non l’unica cosa da tenere d’occhio.

Limitare le risorse a disposizione dell’avversario, capire quali battaglie valga la pena sacrificare e quali assolutamente non potete permettervi di perdere è fondamentale per guadagnare i vostri sudati Punti Vittoria.

 

Spiegare come funziona un Teatro delle Operazioni senza un’immagine è tremendamente complicato e pressoche inutile.

 

Guadagnare Punti Vittoria è l’obiettivo finale ma non l’unica cosa da tenere d’occhio

A gettare un po’ di aleatorietà in questo meccanismo piuttosto semplice ci sono le tessere Ricerca.

Queste tessere speciali fanno parte di un pool comune e vengono pescate a caso ed aggiunte al sacchetto del giocatore che occupa una Casella Battaglia col simbolo Ricerca.

Queste tessere hanno poteri speciali molto forti, come il poter copiare la tessera appena giocata dal nostro avversario, poter occupare qualsiasi Casella Battaglia a prescindere dalla Campagna attiva oppure la temuta Bomba Atomica, che farà avanzare di ben 6 caselle l’Indicatore Battaglia di un teatro a nostra scelta (e 6 punti sono, tipo, un sacco).

Queste tessere non entreranno tutte in azione durante la partita dato il numero di caselle Ricerca disponibili e quindi andranno a variare la nostra strategia  e ci renderanno più difficile il compito di capire quali sono le opzioni a disposizione del nostro avversario.

 

Per giocare alla guerra basta un po’ di cartone e dei cubetti di legno

 

 

War never changes (or does it?)

La versione che ho avuto modo di provare è un prototipo molto avanzato e non credo che verranno apportati troppi cambiamenti al progetto finale ma per rimanere cauti sui materiali vi dico solo che sono di ottima fattura, con token spessi e dagli angoli arrotondati, e che la grafica anche se spartana come tradizione dei wargame vuole è molto piacevole e mi ha dato l’impressione di strizzare l’occhio a Twilight Struggle; questo lo considero un punto a favore dato quanto mi piaccia quest’ultimo.

La versione italiana sarà probabilmente pubblicata con una copertina diversa da quella internazionale (c’è un sondaggio aperto sulla pagina della campagna Giochistarter) però il contenuto sarà identico, localizzazione italiana a parte.

 

La copertina italiana (sulla sinistra) è carina ma il soldato americano più sovietico della storia ha il suo fascino.

 

La domanda che però ha ispirato questa anteprima è un’altra: Si può prendere l’esperienza di un wargame e comprimerla in venti minuti?

La mia risposta è un sonoro “NI”.

Blitzkrieg ha degli aspetti che di sicuro corrispondono agli standard dei wargame: la tematica militare (specie quella della Seconda Guerra Mondiale), la gestione di truppe con un valore assegnato ed abilità particolari, l’essere studiato per due giocatori, la grafica semplice ed efficace.

Tanti aspetti che però non riescono a distogliere il pensiero dal fatto che Blitzkrieg sia un gioco semplice. Non voglio dire che sia un gioco banale, e la profondità delle scelte tattiche che vi troverete ad affrontare metterà in crisi anche i boardgamer più esperti; tuttavia chi ama i wargame quando pensa a questo genere ha un’idea ben precisa di come dovrebbe essere il regolamento e la snellezza di Blitzkrieg potrebbe far storcere il naso ai veterani di titoli come Memoir ’44 o Axis and Allies, abituati a meccaniche complesse e regolamenti pesanti come un cavallo di Frisia.

 

“oh mio dio, un wargame che occupa meno di 5 metri quadrati di tavolo!”

 

Proprio mentre riflettevo su questo mi è caduto l’occhio sullo slogan della campagna Kickstarter di Blitzkrieg ed ogni pezzo del puzzle è andato al suo posto.

Sotto il titolo del gioco campeggia orgogliosamente la scritta:

The perfect wargame for non-wargamers

Blitzkrieg è un boardgame che prende alcuni elementi interessanti di un genere che è una nicchia all’interno della nicchia dei giochi da tavolo e li propone in un formato facilmente digeribile per chi i wargame nemmeno sa neppure cosa siano e che non sarebbe disposto a spendere un pomeriggio ad imparare un regolamento formato Guerra e Pace.

Blitzkrieg nello spettro dei wargame si posiziona dal lato diametralmente opposto rispetto a Campaign for North Africa e con il suo essere una specie di ponte tra i boardgames ed i wargames riesce a catturare l’attenzione e l’entusiasmo anche (o meglio, sopratutto) dei giocatori che a quest’ultimo genere non si sarebbero mai avvicinati.

Il mio giudizio finale è positivo, con l’unica vera perplessità data da una longevità che dopo alcune partite ancora non mi sento in grado di valutare.

Il mio giudizio finale è positivo, con l’unica vera perplessità data da una longevità che dopo alcune partite ancora non mi sento in grado di valutare. Il gioco funziona bene ed ho potuto vedere dal vivo che la sindrome da “ne facciamo un’altra?” colpisce anche chi di wargame non mastica proprio nulla.

Come al solito aspetteremo di avere il prodotto finale tra le mani per poter dare un voto definitivo, nel frattempo do a questo gioco il mio marchio d’approvazione e vi rimando a Novembre per il follow up post-consegna!

 

https://www.kickstarter.com/projects/1992455033/paolo-moris-blitzkrieg-board-game/