Studio, lavoro, famiglia e vita sociale per chi ci riesce. A chi non è mai venuto in mente di mollare tutto e andare a vivere in campagna?

La giovane Heidi torna nella baita della nonna con lo stesso nome, sognando la vita semplice e felice che le raccontava. Riuscirà ad averne una simile?

Si può provare a calcolare.

 

La nonna ha sicuramente sorvolato sull’analfabetismo e lavoro minorile del bildungsroman originario di Joanna Spyri e dei 5 romanzi tratti da altri suoi lavori dopo la morte dal traduttore Charles Tritten: le stesse cose mancano nel famoso cartone di Isao Takahata.

La Spyri ha tratto il suo racconto da uno poco noto di Adam von Kamp stampato nel 1830.

Bildungsroman letteralmente è il “romanzo di formazione”, termine coniato nel 1819 da J.K.S. Morgenstern per le opere il cui protagonista cresce emotivamente confrontandosi con il mondo.

 

 

 

 

Premesse

Heidi ha risparmi e tempo per iniziare tutte le attività, tecniche e colture moderne a disposizione e vicini con lo stesso stile di vita. Non ha invece mezzi meccanici o chimici avanzati come trattori o glifosato, per risparmiare e restare fedele alla memoria della nonna.

Le mancanze dividono le rese per 2, e poi di nuovo per 2 per contare le annate magre.

In seguito la sussistenza indicherà generalmente rese divise per 4 o costi moltiplicati per 4: si trascurerà per rese non influenzate dai mezzi moderni, ad es. quella di un bosco. I conti verranno sempre approssimati per eccesso in modo da essere nelle condizioni migliori.

Heidi andrà oltre il “biologico” attuale, che consente l’uso di sostanze come il solfato di rame: poco male, visto che è molto più pericoloso del glifosato e va usato in quantità maggiore per avere risultati paragonabili.

Se usasse la biodinamica non cambierebbe nulla essendo l’applicazione all’agricoltura di una filosofia mistica (sic) con tecniche omeopatiche (ri-sic) e influssi astrologici (tri-sic).

Avrà sicuramente risultati invece con le colture della rivoluzione verde come il riso IR8, incrocio di 38 specie di riso nano, che rende 5 volte il riso tradizionale senza fertilizzante, o 10 volte con concimi specifici: diffonderlo evitò una carestia in India negli anni ‘60.

 

 

Heidi produrrà frumento che mangerà e scambierà, assicurando la generalità della scelta.

Ad un adulto ne servono 300kg l’anno, coltivabili in 0,4 ettari [1]: per confronto, un ettaro è circa un campo da calcio e mezzo.

 

Deve poi produrre la stessa quantità per ogni fornitore di risorse:

  1. Il boscaiolo per la legna;
  2. Peter per carne, uova, latte / formaggi, lana e cuoio / nappa (il cuoio degli ovini);
  3. Clara per frutta, verdura e legumi;
  4. quattro;
  5. La signorina Rottermeier per fibre vegetali ed alcol per vestiti, coperte e medicinali;
  6. Il minatore per metalli, vetro e argilla per riparare e / o sostituire gli attrezzi.

Si considerano scambi alla pari: Peter fornisce il necessario per un anno ricevendo altrettanto. Heidi dovrà coltivare quindi ( 5 + 1 ) x 0,4 = 2,4 ettari.

Pane ed acqua non è solo una dieta monotona: mancando di fibre, vitamine e proteine alla lunga causa problemi come gonfiore intestinale e stipsi. Anche per questo era usata come punizione.

 

 

 

Calcoli

Gli scambi sono più efficienti dell’autosufficienza, che costringe un singolo a fare molte lavorazioni diverse su terreni più vasti: già solo per una rotazione minima Heidi dovrebbe raddoppiare l’estensione invece di alternarlo con l’orto di Clara e il pascolo di Peter.

È quindi un caso migliore: se Heidi dovesse fare tutto da sola, il terreno necessario aumenterebbe.

Ruotare le colture per i Romani era lasciare metà terreno a maggese o a riposo, coltivando un lotto a cadenza biennale: è detto maggese perchè dissodavano a maggio. Nel medioevo il ciclo divenne triennale: semine primaverili, autunnali e riposo.

Il terreno usato passò dal 50% al 66% l’anno: introdurre i legumi migliorò sia l’alimentazione che il raccolto successivo, fissando azoto nel terreno.

 

 

Jethro TullL’alternanza quadriennale iniziò nel ‘600, diffondendosi due secoli dopo: sostituì il maggese con trifoglio e poi orzo per foraggiare gli animali tutto l’anno.

Importanti furono i mezzi meccanici come il seminatore automatico e la zappa trainati da cavalli, che i Veneziani copiarono dai Cinesi e che l’agronomo inglese Jethro Tull perfezionò nel ‘700.

Per avere un minimo di carne, latte e formaggi all’anno serve lo stesso terreno di Heidi [2]; per una birra piccola e un bicchierino di whisky al giorno, più l’alcol come disinfettante o conservante ne serve un quarto [3]. Di bosco ne serve 1,4 volte [5], per le verdure circa la metà [6] e per i metalli un decimo [7].

La media è 1,7 ettari a persona [8], che sarà il minimo necessario ad Heidi se facesse tutto da sola.

Già solo raddoppiando i 0,4 ettari per la rotazione / pascolo e aggiungendo i 0,6 di bosco necessari, Heidi da sola dovrebbe usare (0,4 x 2 + 0,6) = 1,4 ettari senza contare le parti di Clara, Rottermaier e minatore. Con gli scambi poi Heidi ha altre 500 calorie oltre le 2500 necessarie per la sua attività fisica fornite dal suo frumento, ma come detto è un caso migliore.

Per la vecchiaia, posto il minimo per una popolazione stabile di 2 figli a coppia ( 1 a persona ) che usino le stesse risorse degli adulti si deve raddoppiare il terreno per la giovane Dietlinde, arrivando a 1,7 x 2 = 3,4 ettari.

Dietlinde è il vero nome della zia Dete nei romanzi e dell’annunciatrice televisiva Grueber nella realtà. Non è dato sapere se è un caso; comunque è una deformazione di Theudelinde, come la famosa regina dei Longobardi. Viene dal germanico Theud (persona) e linde (gentile), mentre Heidi in realtà è Adelaide, dall’antico alto tedesco Adalheidis, “di natura nobile”.

 

 

Problemi

Se tutti al mondo facessero come Heidi si potrebbero avere al massimo 29,4 persone ogni chilometro quadrato.

Se tutti al mondo facessero come Heidi si potrebbero avere al massimo 1.000 x 1.000 / 34.000 = 29,4 persone ogni chilometro quadrato.

Al momento sono 7,7 miliardi su 148 milioni di chilometri quadrati [9], in media 52. I soli deserti maggiori tolgono 15 milioni di chilometri quadrati aumentando la densità a quasi 58, il doppio del sostenibile, come se tutti potessero vivere come Heidi sia sulle spiagge che sui cocuzzoli.

Limitandosi all’Italia, la densità media è già di 185 persone a chilometro quadro.

Pure l’idea fosse sostenibile, ci sarebbero altri problemi: curare un’appendicite con le piante non sarebbe possibile anche a chi dice di curare il cancro con limone e bicarbonato.

Heidi si curerà con l’erboristeria, cioè composti presi da (parti del)le piante, poco purificabili quindi escludendo molte sostanze iniettabili. Sono in ogni caso molto più concentrati di quelli omeopatici, quindi non hanno solo effetto placebo.

Del resto, se l’acqua avesse memoria si ricorderebbe certo più di essere passata nello scarico di un bagno che in una boccetta con i fiori di Bach, quindi non converrebbe nemmeno fosse vero.

 

Un chirurgo come Black Jack nel gruppo richiede altri 3,4 / 6 = 0,6 ettari a testa, e non produce nulla da scambiare. È il problema di molti professionisti, accusati di costare troppo… finchè non servono. È la spiegazione bucolica della battuta “1 dollaro per aver usato il bisturi, 999 per aver studiato e quindi saputo come usarlo”.

Aggiungerlo al gruppo riduce la densità possibile a 1.000.000 / 40.000 = 25: da 29,4 sono 4 persone e mezza a chilometro quadro in meno per avere un medico, da ricordare ai laureati in paninologia.

Un problema simile si avrebbe se la figlia di Dietlinde vivesse contemporaneamente a lei e alla nonna, costringendo a chiamare qualcuno come l’accabadòra sarda anche per nonne sane.

Pur riutilizzando il possibile, quando anche la figlia di Dietlinde avrà 20 anni gli apparecchi di quando è nata dovranno essere sostituiti.

Un’automobile fatta di materiali non riciclati richiede almeno 0,6 ettari [10], e il carburante per un uso minimo altri 0,4 [11]: non è solo il ricordo della nonna a impedire ad Heidi l’uso di un trattore, anche condiviso. Se pure un mulo di Peter fosse a costo zero, andare a Francoforte richiederebbe almeno 5 giorni [12], altro che Amazon.

Anche le comunicazioni radio sarebbero costose [13] e un pò anche i libri, ma più importante sarebbe il tempo: se tutti fossero impegnati nella sussistenza, un Black Jack a togliere appendici costerebbe già abbastanza da far dimenticare motori meno inquinanti e nuove cure per le malattie ogni anno.

 

 

Per confronto, al momento la superficie coltivata nel mondo è il 12% del totale, e si produce abbastanza per nutrire più della popolazione attuale: c’è ancora fame perché ci sono sprechi, ma anche problemi di distribuzione.

Non a caso salute e aspettativa di vita nel mondo (e non solo loro) sono ai massimi da sempre.

 

 

 

Conclusioni

Una Heidi può vivere come la nonna, con una dieta bilanciata e scambiando risorse in un gruppo con lo stesso stile di vita.

Una Heidi può vivere come la nonna: dieta forzosamente bilanciata e accudita dalla badante figlia in vecchiaia, scambiando risorse veramente biologiche e sicuramente a chilometro zero in un gruppo con lo stesso stile di vita, curando alcuni malanni ed emergenze con le piante.

Perché tutti lo possano fare si deve però rinunciare a strumenti complessi come internet, telefono e trasporti, cure mediche specialistiche e soprattutto alla ricerca futura.

Chi volesse comunque provarci dovrà essere parco nell’uso di alcol, dolci e mezzi con parti metalliche, anche semplici come coltelli, zappe, ecc..

È improbabile anche che nel lungo periodo si possa vivere quanto ora: se rinunciare a vaccini ed altre cure non bastasse, per controllare la densità di popolazione si potrebbe dover forzare l’alternanza tra generazioni, non solo in nome dei bei vecchi tempi della poliomielite nonna.

Che qualcuno possa fare come Heidi è possibile quindi solo perché altri producono con mezzi più avanzati e permettono a molti di fare altro.

Ovviamente questo aumenta la complessità della società, ma non è detto sia un male: avere tante strade possibili permette a molte più persone di trovare la propria invece di doversi adattare a quelle poche disponibili una manciata di anni fa.

Permettere a tutti di fare come Heidi si può solo con una decrescita molto veloce, e probabilmente ancora più infelice, che elimini chissà come almeno la metà della popolazione mondiale: una stima minima, che esclude comunque miglioramenti futuri.

Consumare di meno e meglio è sempre possibile.

Consumare di meno e meglio è sempre possibile: fa bene al portafogli e anche al pianeta. Presentarla come una scelta generalmente possibile è però fuorviante e illusorio.

 

 

 

 

 

Collegamenti

 

 

 

Note

[1]
Il grano duro rende tra 15 e 50 quintali l’ettaro, in media 30, quindi 3.000 / 4 = 750 chili l’ettaro in sussistenza. A un adulto servono 2.500 calorie al giorno: 100g di frumento ne danno 340 quindi 2500 / 340 / 100 = 735 grammi di frumento, arrotondando 365 * 0,8 = 292 chili all’anno, da coltivare in 750 kg / ettaro / 292 chili = 0,4 ettari.

[2] Una pecora da 1 litro di latte al giorno e 80 chili di carne all’anno, in sussistenza rispettivamente 0,25 litri e 20 chili, cioè una tazza di latte e 20 / 365 = 55 grammi di carne al giorno.

Per un chilo di formaggio servono da 6 a 10 litri di latte: la media di 8 è la resa in sussistenza di 8 / 0,25 = 32 giorni, quindi 365 / 32 = 12 chili all’anno, cioè 12 / 365 = 33 grammi al giorno.

Perchè ciascuno abbia 0,25 litri di latte, 2 x 55 = 110 grammi di carne e 33 di formaggio al giorno Peter deve cioè usare 2 capi a testa, in totale 12. Con 10 capi per ettaro fanno 1,2 ettari, che vanno raddoppiati per raccogliere fieno per l’inverno, quindi 1,2 x 2 = 2,4 ettari.

[3] 100 chili di grano danno 32-35 litri di alcol, o 80-87 litri di whisky all’80%, o 400 litri di birra chiara. Sicuramente la Rottermeier fornirà solo alcol conservante e disinfettante, di cui comunque servirebbe più di ora. Per avere tutti e tre trascurando la sussistenza servono 300 chili, cioè 0,4 ettari. Diviso 6 persone fanno 6 litri di medicinale e rispettivamente 15 e 70 litri di ricreativo all’anno a testa, ovvero 0,04 e 0,2 al giorno.
Il cotone rende 8 tonnellate l’ettaro, 2 in sussistenza: un asciugamano 100% cotone da 1 x 2 metri pesa 1 chilo, quindi con 60 chili si fanno vestiti, lenzuola ecc. per tutti ogni anno: 60 / 2.000 = 0,03 ettari, approssimato a 0,1 per la rotazione e altre fibre come il lino.
La Rottermeier deve avere quindi 0,4 + 0,1 = 0,5 ettari.

[4] Quattro

[5] Una casa da 90 metri quadri si scalda con 10 metri cubi di legna l’anno: in una baita grande la metà dovrebbero bastare anche per cucinare ed eventuali altri lavori. Si trascura la sussistenza. 10 metri cubi vengono da 30 alberi con 25cm di diametro: ad una distanza media di 3 metri occupano 15 x 15 metri, quindi in un ettaro entrano almeno 6 x 6 lotti. Con uno a persona l’anno, ci sono 6 anni di ricrescita: per dargli 20 anni servono 20 / 6 = 3,3 ettari.

[6] La mela rende da 400 a 600 quintali l’ettaro, in sussistenza in media 500 / 4 = 125. Per una mela a pasto ne servono 365 x 2 = 730: al peso medio di 200g sono 730 x 0,2 = 146kg = 1,46 quintali, quindi 1,46 / 125 = 0,01 ettari. Per dare a 6 persone almeno 10 tipi di frutta diversi in stagioni diverse ( pere, fichi, uva, ecc. ) servono almeno 0,01 x 6 x 10 = 0,6 ettari.

Un orto da 10 x 10 metri basta per quattro persone l’anno, in sussistenza una: per rifornire tutti serviranno 10 x 10 x 6 = 600 metri quadri, con 1.000 ( = 0,1 ettari ) si ha anche la rotazione.

Il fagiolo comune rende in media 2 tonnellate l’ettaro, in sussistenza 500 chili, ovvero 500 / 6 = 83 chili a testa, sufficienti per un piatto di 83 / 365 = 230 grammi al giorno a persona. Per ridurre l’effetto serra, ci si limita a 0,5 ettari, cioè 115 grammi al giorno a persona.

In tutto Clara deve avere 0,6 + 0,1 + 0,5 = 1,2 ettari.

[7] Per estrarre 1 ton di ferro servono ( Pag. 4-10, Tab. 4-2 ) 68.267 BTU.
1 BTU ( British thermal unit ) = 1055,06 Wh; 1 ton = 907kg ( US )
Quindi 1 chilo di ferro = 79,4 kWh. In sussistenza, diventano 317,65 kWh.
In media 0,36 chili di carbone fanno 1 kWh, e 1 chilo di legna diventa 0,25 chili di carbone. Si trascura la sussistenza.

Assumendo 1 metro cubo di legna pesi in media 2.406,5 chili, si ha:
2406,5 / 4 = 601,6 chili carbone = 601,6 / 0,36 = 1.671kWh di energia
1 metro cubo di legna = 1.671 / 317,65 = 5,26kg di ferro = 0,88 chili a persona l’anno.
Approssimando estrazione e lavorazione e assumendo un bosco dedicato, il ferro per tutti per un anno usa 1 / 10 di 1 / 6 del bosco usato per riscaldarsi, cioè 3,3 / 60 = 0,06 ettari.

Approssimando alla stessa quantità e consumi vetro, argilla e un paio di altri metalli come rame e stagno per fare leghe, servono 5 x 0,06 = 0,3 ettari per dare 26kg di materiali annui in tutto.

[8] 1 Heidi + 1 Peter + 0,25 Rottermeier + 0,5 Clara + 1,4 boscaiolo + 0,1 minatore = 4,25.Il terreno medio a testa è 4,25 / 6 = 0,71 Heidi, ovvero 2,4 * 0,71 = 1,7 ettari.

[9] 7,7 miliardi di abitanti (2018) su 148 milioni di chilometri quadrati = 52

[10] Una Panda 2003 pesa 999 chili: se la metà fosse di metallo, ne servirebbero 500 ogni 20 anni = 25 chili all’anno per sostituirla, quanto la produzione del minatore, ovvero 0,3 ettari. Ed è solo la metà.

[11] Se i motori ad alcol diffusi in alcune aree del mondo consumassero come uno a benzina, i 36 x 3 litri di alcol prodotti per il consumo di tutti alimenterebbero una Panda da 6l / 100km per ( 36 x 3 / 6 ) x 100 = 1.800 chilometri annui di autonomia, ovvero 1.800 / 365 = 5 chilometri al giorno.

[12] il villaggio di Heidi era Doerfli (letteralmente “piccolo villaggio”), oggi ricreato nel parco tematico Heidiland centrato sulla cittadina di Maienfeld, a 400 chilometri da Francoforte. Per Google Maps sono divise da 85 ore a piedi: camminando 8 ore al giorno, sono almeno 10 giorni. Posto con ottimismo un mulo il doppio più veloce diventano 5.

[13] Con 1 metro cubo di legna per 1.671kWh di energia, 4,58 kW al giorno, si trasmette a 130km. Via cavo si può migliorare, ma costerebbe il metallo per farlo.