Nel corso della Gamescom abbiamo visto finalmente in azione Control, il nuovo titolo firmato Remedy Entertainment. Ecco le nostre impressioni sul nuovo lavoro di Sam Lake e soci.

Sam Lake i giochi li sa fare bene, non fossero bastati i primi due Max Payne ci ha pensato quella perla di Alan Wake a confermarlo, e tra alti e bassi non è stato da meno neanche il più recente Quantum Break. Dispiace dunque, che il rapporto che ha legato a doppio filo lo studio finlandese e la casa di Redmond si sia interrotto, dal momento che quest’ultima ha un bisogno smisurato di esclusive di forte impatto narrativo. Le vicende, più o meno note, che hanno portato alla rottura, hanno tuttavia dato una nuova carica a Remedy, che è già da un paio d’anni all lavoro su almeno tre titoli multipiattaforma.

Uno di questi è Control, che si è mostrato per la prima volta con un trailer allo scorso E3 di Los Angeles durante la conferenza di PlayStation, ed era ovviamente tra i titoli più attesi anche per la Gamescom di Colonia, dove l’abbiamo visto in azione con un hands-off esclusivo. Andiamo ad analizzarlo in questo articolo e a sviscerare quanto è stato possibile capire finora della nuova esperienza firmata da Remedy Entertainment.

 

 

 

 

Il gioco racconta la storia di Jesse Faden, la giovane direttrice del FBC, organo che studia e controlla i fenomeni paranormali.

Control racconta la storia di Jesse Faden, giovane direttrice del Federal Bureau of Control (un organizzazione governativa che ha come obiettivo lo studio e il controllo di fenomeni paranormali) che si ritrova, suo malgrado, a fronteggiare una misteriosa minaccia: l’attacco di un’entità incorporea nota come The Hiss, capace di muoversi attraverso la luce e di prendere il possesso dei corpi umani. Anche la nostra protagonista però dispone di poteri, che a quanto sembra persistano solo all’interno della struttura; questi consistono non solo in abilità telecinetiche, ma di controllo vero e proprio della materia.

Oltre ai suoi poteri, l’unica arma a nostra disposizione sarà una pistola mutaforma.

L’unica arma a nostra disposizione sarà la pistola mutaforma di Jesse, in grado di mutare la propria conformazione fornendo diverse bocche da fuoco, che potranno anche essere perfezionate proseguendo nel gioco. Il mix tra azione da third person shooter e poteri che hanno forti implicazioni sul gameplay, banalmente dal permetterci di utilizzare i residui di una parete come scudo, mediante l’uso della telecinesi, per difenderci dai colpi nemici, al plasmare la forma di corridoi e sfruttare i vuoti d’aria per levitare da un lato all’altro di un ponte distrutto, con tutto ciò che ne consegue in termini di varietà del level design.

 

https://www.youtube.com/watch?v=j1DHWRz47Rc

 

Non abbiamo potuto scoprire molto altro sulla trama di Control, ma le premesse affinché lo si annoveri tra le migliori produzioni della software house, per ora, pare ci siano tutte. Dalle dichiarazioni dei ragazzi di Remedy durante la presentazione è emerso che il titolo, oltre ad affrontare il tema del paranormale, sarà anche parecchio introspettivo circa i personaggi che ne comporranno gli intrecci, primo fra tutti proprio Jesse. Che i labirintici corridoi del Federal Bureau of Control e le intricate deformazioni strutturali dell’ambiente rispecchino a loro volto la psiche contorta di una donna tormentata? Qual è l’origine di questi fenomeni? Da dove provengono questi poteri? Per rispondere a questi quesiti bisognerà attendere.

Oltre che nell’impostazione da third person shooter e in altre dinamiche di gameplay, Control ricorda parecchio lo stile di Quantum Break anche per quanto riguarda il comparto tecnico (e la cosa, a scanso di equivoci, è decisamente un bene). Non solo riprende quello stile estremamente fotorealistico e cinematografico che avevamo apprezzato nella più recente produzione Remedy, ma lo arricchisce con giochi e contrasti cromatici favolosi e con continui mutamenti dell’ambiente che circonda la nostra protagonista. Pattern e altri elementi architettonici estremamente geometrici e regolari finiscono col mescolarsi in un turbinio sconnesso di animazioni che deformano lo spazio e rendono la tangibile fisicità del Federal Bureau of Control quasi una dimensione eterea, in cui possiamo fluttuare.

 

Restano ancora moltissimi misteri da svelare su Control, per cui non resta che attendere di poter tornare a vederlo in azione il più presto possibile.