Ant-Man e il futuro dell’MCU

3 anni fa

9 minuti

Il Marvel Cinematic Universe e le possibili direzioni che potrà prendere in futuro sono tra i topic più caldi di questa estate 2018. E come era lecito aspettarsi anche il nuovo Ant-Man and The Wasp, appena uscito nei cinema, potrebbe contenere alcuni fondamentali indizi sul futuro dell’universo guidato da Kevin Feige.

Spoiler Alert
Il seguente articolo contiene spoiler e rivelazioni sulla trama di Ant-Man and The Wasp e su Avengers: Infinity War. Ora che siete stati avvisati potete continuare la lettura.

 

I film del MCU sono interconnessi in modo decisamente profondo e Avengers: Infinity War ha dimostrato quanto questi legami siano riconducibili ad un’unica direzione comune che darà origine alla prossima grande serie di film dell’era post Infinity War Part 2.

E sulla scia di quanto scritto da Roby Rani sulle fan theory legate al proseguimento della continuity nel MCU, vorrei analizzare con voi alcuni indizi disseminati nell’ultimo film Marvel Studios, che ritengo davvero fondamentali e che potrebbero fornire interessantissimi sviluppi anche sulla trama di Infinity War Part 2 e sul prossimo futuro dei film della Casa Delle Idee.

 

Nell’ultimo capitolo di Avengers diretto dai fratelli Russo i grandi assenti erano proprio Scott Lang, aka Ant-Man, Hope Van Dyne e Hank Pym (e Clint Barton, ovvero Occhio di Falco, che però non ci interessa al momento per le finalità dell’articolo).

In particolare si era fatto riferimento ad una procedura di arresti domiciliari per quanto accaduto in Germania su Captain America Civil War, durante lo scontro all’aeroporto tra le squadre di Steve Rogers e Tony Stark.

E in effetti nella pellicola di Peyton Reed, collocata cronologicamente prima dei tragici eventi di Infinity War, il nostro buon Scott Lang sta realmente scontando una pena detentiva di due anni ai domiciliari.

 

 

Janet Van Dyne e l’universo quantico

Il tema centrale dell’intera pellicola è la famiglia e nel film l’obbiettivo principale è quello di salvare Janet Van Dyne, l’originale The Wasp, intrappolata nel regno quantico a livello subatomico da oltre 30 anni.

Nel momento in cui Hank Pym riesce a salvarla, dopo che la stessa è riuscita a stabilire una sorta di connessione psichica con Scott, veniamo a conoscenza della realtà nel regno quantico.

Il personaggio interpretato da Michelle Pfeiffer rivela che in questa diversa forma della realtà esiste la vita, lei stessa è sopravvissuta, invecchiando (a dimostrazione che lo scorrere del tempo è presente ed in modo coerente con quello terrestre, anche se il significato di tempo e spazio in questa dimensione non dovrebbe significare nulla) e che non si tratta solo di una questione di adattamento, ma di evoluzione.

Tenete a mente questa importantissima parola perché potrebbe essere la chiave di molte rivelazioni.

 

Janet Van Dyne in qualche modo ha vissuto, invecchiando, quindi è lecito pensare che se esiste un processo di deterioramento cellulare tale da giustificare la maturazione e il decadimento fisico, dovrebbe esistere anche la necessità di sostentarsi, alimentandosi, forse cacciando.

E in effetti il costume con il quale si presenta Janet ricorda da vicino quello di una sorta di cacciatrice post apocalittica, con un’arma collocata sulla schiena di cui non sappiamo nulla, ma il cui design non sembra propriamente terrestre.

Per quanto ne sappiamo il costume originale di The Wasp non includeva questa arma e quindi sorge spontaneo chiedersi dove Janet nel corso dei 30 anni abbia reperito tale artefatto o come si sia procurata i materiali per assemblarlo.

Ma anche dove abbia trovato cibo e viveri per sostentarsi in tutto questo tempo. Che sia riuscita forse ad entrare in contatto con qualche altra dimensione?

 

 

 

Il codino finale e lo schiocco di dita di Thanos

Nel codino finale del film ci spostiamo repentinamente in piena crisi di Infinity War. Scott viene spedito nell’universo quantico per reperire l’energia necessaria a curare Ava/Ghost (Hannah John-Kamen).

 

 

Il momento prefissato per il ritorno corrisponde esattamente con lo schiocco di dita di Thanos che cancella dalla realtà metà delle forme di vita esistenti dell’universo, compresi Hank Pym, Janet e Hope Van Dyne.

 

Scott finisce intrappolato nell’universo quantico, impossibilitato a tornare indietro, ma ancora vivo. Si tratta solamente del caso che ha voluto risparmiarlo o l’universo quantico si colloca al di fuori della sfera d’influenza di Thanos e del Guanto Dell’Infinito?

 

Dalla prime immagine trapelate dal set di Infinity War Part 2 sappiamo che Scott Lang sarà uno dei protagonisti, ma come è possibile che sia ritornato indietro dal pericolosissimo universo subatomico senza l’aiuto di Hank e Janet?

 

 

 

 

Le dimensioni parallele nel Marvel Cinematic Universe

 

Il concetto di multiverso è fondamentale nel mondo dei supereroi, sia Marvel che DC Comics.

Il concetto di multiverso è fondamentale nel mondo dei supereroi, sia Marvel che DC Comics. Esistono molte dimensioni parallele, simili e diverse allo stesso tempo, ognuna delle quali presenta una realtà parallela che ha generato conseguenze che nel nostro piano esistenziale non si sono verificate. In Ant-Man and The Wasp il concetto è ripetuto più volte.

Tali dimensioni esistono nel medesimo luogo nello spazio, ma vibrando a frequenze diverse non si intersecano con la nostra realtà.

Ecco, immaginate l’universo quantico come il limbo tra esse, come lo spazio bianco tra una vignetta e l’altra nei fumetti. Anzi, spingiamoci ancora più in la: se è possibile accedere all’universo quantico dalla nostra realtà, è immaginabile che la stessa cosa si possa fare anche da altre dimensioni parallele.

 

 

 

 

L’universo quantico rappresenta una sorta di enorme stanza, apparentemente vuota, con infinite porte che conducono potenzialmente ad altrettanti universi.

Insomma l’universo quantico rappresenta una sorta di enorme stanza, apparentemente vuota, con infinite porte che conducono potenzialmente ad altrettanti universi, dove la realtà si è sviluppata in maniera differente rispetto agli eventi vissuti durante Infinity War.

Dove la vita stessa si è sviluppata (o meglio evoluta) in modo differente.

Quale di queste realtà ha potuto vedere Dr. Strange durante il suo viaggio astrale alla ricerca di una possibilità di vittoria contro Thanos?

Se Hank, Janet e Hope sono scomparsi dalla realtà che conosciamo, non è detto che si debba dire altrettanto delle loro versioni “alternative”.

 

 

 

Viaggi nel tempo o viaggi nelle dimensioni?

Dalle immagini trapelate dal set delle riprese di Infinity War part 2 si è visto chiaramente che Scott Lang è presente durante la famosa battaglia di New York del 2012, con Iron Man, Thor e Capitan America ancora con i loro vecchi costumi.

 

 

Subito si è pensato ad un viaggio nel tempo, vista anche la presenza di strani equipaggiamenti sulle mani dei diversi attori che in qualche modo sembrano ricordare i dispositivi usati da Cable e Deadpool in Deadpool 2.

E se invece si trattasse di una dimensione parallela?

Qualcuno deve aver aiutato Ant-Man ad uscire dall’universo quantico, quindi è probabile che lo stesso sia entrato in contatto con le versioni alternative di Hank Pym, Janet e Hope, provenienti da dimensioni parallele.

Ma voglio ricordarvi che ormai l’accordo Twentieth Century Fox e Disney non è più utopia e che una volta determinati i dettagli della cessione molti personaggi come i Fantastici Quattro e gli X-Men entreranno a pieno titolo nelle possibilità di Marvel Studios e di Disney.

E se Ant-Man non fosse destinato ad incontrare i suoi vecchi compagni ma qualche altro gruppo di scienziati, viaggiatori e pionieri?

E se fossero proprio Reed Richards e i Fantastici Quattro ad aiutarlo a tornare?

 

 

 

 

Finalmente vedremo il più storico (e cinematograficamente bistrattato) gruppo di supereroi Marvel riprendersi la dignità che spetta loro.

 

E se parliamo di Fantastici 4 necessariamente parliamo di due dei più grandi villain dell’universo Marvel, da sempre antagonisti della super famiglia, ovvero Dr. Doom (Victor Von Doom) e Galactus, che potrebbe rappresentare il perfetto super villain cosmico della prossima wave di film.

 

 

È una reazione a catena a questo punto, perché se vedremo il Divoratore di Mondi sicuramente sarà mostrato anche il suo araldo Silver Surfer (con un Brian K Vaughan impegnato in una possibile sceneggiatura stando ad alcune indiscrezioni di qualche mese fa).

 

 

 

 

Ma prima parlavo di evoluzione, ricordate? “Non si tratta di adattarsi, ma di evolversi” dice Janet Van Dyne su Ant-Man and The Wasp.

E quando si usa questa parola magica nel mondo Marvel la conseguenza può essere solo una: homo superior, mutanti.

 

Alcuni rumors ci dicono che Fox ha recentemente bloccato la produzione di X-Men Dark Phoenix e New Mutants. Che tutto questo sia l’ennesimo indizio dell’arrivo dei mutanti nell’MCU?

Janet Van Dyne potrebbe essere entrata in contatto con i mutanti di una realtà alternativa ed essere sopravvissuta anche grazie al loro intervento, magari con l’aiuto di una mente illuminata come quella di Charles Xavier o grazie alle grandi capacità scientifiche di Hank McCoy (Bestia).

 

 

E quale migliore occasione di questa per risvegliare una delle entità cosmiche più potenti dell’intero universo, ovvero La Fenice che si impossessò del corpo di Jean Grey?

Ci state pensando eh?

Un’entrata in scena di Wolverine con sigaro ed artigli sguainati che prima litiga con Ben Grimm (La Cosa) e poi prende a calci il villain di turno.

Pregusto già il momento, finalmente un universo amalgamato e coerente, in un progetto di proporzioni mai viste prima d’ora nella storia del cinema.

Al momento ci troviamo ancora nel campo delle teorie e delle speculazioni, ma ogni buon conoscitore del mondo Marvel non può essere rimasto indifferente di fronte a queste evidenti strizzatine d’occhio inserite in Ant-Man and The Wasp, che al momento  sembrano chiari segnali per preparare il terreno alla grande fusione ed accompagnare il pubblico verso grandi eventi cinematografici.

Se Kevin Feige e il suo staff di sceneggiatori e registi sono riusciti a prevedere tutte queste possibilità e a disseminare indizi nelle varie pellicole non posso far altro che togliermi il cappello di fronte a tanta lungimiranza e strategia.

A chi pensa che Marvel Studios abbia già raggiunto il suo apice con Infinity War posso solo dare un suggerimento: il bello deve ancora venire.

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