Giunti a fine anno, si iniziano a tirare le somme e a riflettere su tutte le pellicole viste durante l’anno. Immancabile la classifica dei migliori film del 2017 che vede tra i suoi protagonisti l’epico Dunkirk di Nolan, l’animazione della Disney Pixar con Coco, il tanto chiacchierato La La Land e l’intenso addio di Hugh Jackman a Wolverine con Logan.

Lo ammetto: adoro le feste, il Natale, le luci e tutte quelle cazzate che useremo per massimo 20 giorni e poi giù in cantina a prendere polvere, ma quando si avvicina questo periodo, e so che mi tocca scrivere la classifica dei migliori film dell’anno, entro in uno stato di ansia e angoscia.

Non tanto per il compito arduo – del resto possiamo essere tutti oggettivi quanto vogliamo, ma in queste classifiche più di un pizzico di soggettività ci sarà sempre – quanto per l’annosa questione della distribuzione in Italia, fonte di immensi mal di testa.

Eh si, perché parte dei film dell’anno più apprezzati, qui da noi escono sempre l’anno successivo, procurando una serie di grattacapi alla stampa del settore.

Classifica per uscita nel mondo o distribuzione in Italia? Sebbene la prima sarebbe la cosa più sensata da fare – considerando che gran parte di quei titoli andranno agli Oscar e hanno già ottenuto numerose candidature, come ai Golden Globes – bisogna riconoscere che padrone della sala resta lo spettatore, quindi sarebbe inutile fare una classifica sui film usciti nel 2017 ma che l’Italia non vedrà prima di diversi mesi.

Certo, questo significa andare a scavare nei meandri della propria mente, considerando il gran numero di pellicole che durante l’anno – e nelle tempistiche esatte – un giornalista vede, ma… hai voluto la bicicletta Gabriella? Bene, adesso pedala!

 

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Questa premessa per dirvi che, quest’anno finalmente possiamo mettere in classifica il tanto chiacchierato La La Land di Damien Chazelle (probabilmente uno dei film più nominati dal 2016), ma grandissime pellicole come The Shape of Water di Guillermo del Toro, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, Il Filo Nascosto di Paul Thomas Anderson o Chiamami Col Tuo Nome di Luca Guadagnino, non saranno nominate. Non prendetevela con me ma con le distribuzioni italiane :)

 

Bando alle ciance e iniziamo la nostra classifica dei migliori film del 2017!

 

 

 

 

Sicilian Ghost Story

di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia

Film d’apertura alla 56. Semaine de la Critique, sezione parallela al Festival Del Cinema di Cannes, Sicilian Ghost Story è la mia personale sorpresa italiana del 2017 che non può non meritare un post nella top ten dei migliori film di quest’anno.

 

Diretto dal duo Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, il film è una favola onirica, suggestiva ed emozionante ai tempi della mafia. Storia vera del tragico delitto del 1993, quando Giuseppe di Matteo, tredicenne figlio di un mafioso pentito, venne sequestrato per poi essere ucciso e sciolto nell’acido 25 mesi dopo.

 

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La magia di questo film risiede nel suo stile, nella composizione di ogni immagine, nella storia raccontata con le voci, gli occhi e i sogni di giovani protagonisti che si muovono lungo un paesaggio fatato, tra folletti ma anche orchi.

Una vera favola gotica che ha conquistato la critica e il pubblico di tutto il mondo, fino ad arrivare tra i quattordici titoli proposti per rappresentare il nostro Paese agli Oscar come Miglior Film Straniero.

 

 

 

Scappa – Get Out

di Jordan Peele

La migliore sceneggiatura del 2017 è quella di Scappa – Get Out, un horror-thriller molto diverso da quello che ci saremmo potuti aspettare. Un film che porta egregiamente il marchio della Blumhouse di Jason Blum e che ha letteralmente sbancato il botteghino con 252milioni di dollari di incasso, a fronte dei 4.5milioni spesi per realizzare l’intero film.

Ritratto della nostra stessa società. Un film politico ma di effetto, che sa essere tagliente e pungente, ma al tempo stesso coinvolgente, usando quel giusto grado di empatia con il protagonista della storia.

 

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Pellicola dalle svolte inaspettate, dalla costruzione incredibile della struttura drammatica che, con semplicità, sa esattamente come colpire ed affondare.

 

 

 

Jim & Andy

di Chris Smith

Presentato alla 74. Mostra del Cinema di Venezia, Jim & Andy è un viaggio emozionale di un’artista che racconta la sua grande ammirazione per un altro artista. In parole povere un Jim Carrey come non lo abbiamo mai visto, sdoppiato tra presente e passato, in cui racconta il suo percorso nel ruolo del comico Andy Kaufman per il film Man on The Moon, non solo attraverso le parole di oggi ma anche con delle immagini filmate vent’anni prima, proprio nel dietro le quinte del film.

 

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Chi è Andy? Chi è, invece, Jim?

Chi è Andy? Chi è, invece, Jim? Difficile dirlo. Un forte legame sembra incorrere tra questi due artisti che mai, per davvero, si sono conosciuti. Eppure è davvero impossibile non restare stregati, emozionandosi anche, dal racconto di Jim Carrey.

Un film documentario, prodotto da Netflix e che trovate sulla piattaforma on demand, che si trasforma immediatamente in un racconto di vita.

 

 

 

Jackie

di Pablo Larraín

Rivelazione nel 2016. Conferma di due enormi talenti nel 2017. Presentato alla 73. Mostra del Cinema di Venezia, Jackie è il meraviglioso ritratto della First Lady Jackie Kennedy, interpretata da una bravissima (e poco riconosciuta negli scorsi Oscar) Natalie Portman.

Una visione di Jackie molto diversa da come ce la siamo immaginati, che la vede nel momento più tragico della sua intera vita: i tre giorni successivi all’omicidio di J. F. Kennedy.

 

Una donna non solo icona di bellezza, eleganza e stile, ma soprattutto di forza, che ha saputo fare della sue lacrime degli scudi per affrontare l’ora più buia della sua intera esistenza. A testa alta, senza indugiare mai e facendosi valere per il suo ruolo di Prima Donna degli Stati Uniti d’America.

 

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Una pellicola in cui Larrìn si conferma, per l’ennessima volta, un genio del ritratto immortalando con un stile inarrivabile personaggi iconici della storia e dando sempre attentamente il proprio punto di vista, caratterizzando così ancora di più la pellicola.

 

 

 

Arrival

di Dennis Villeneuve

Arrival non può che rappresentare il tavolino di prova nel campo della fantascienza per Dennis Villeneuve che, quest’anno, ha fatto il suo ingresso in sala per ben due volte.

 

Un’imponente opera sul linguaggio, sulla comunicazione tra popoli, analizzata con una delle tematiche più comune: siamo soli là fuori?

 

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Villeneuve, attraverso l’interpretazione dell’incredibile Amy Adams, fa compiere un viaggio all’interno di una nuova cultura. La scoperta di un essere diverso da noi e la comprensione, con il suo studio, di una lingua che può aprire confini inimmaginabili. Tutto questo condito da un’importante suggestione visiva.

 

 

 

Baby Driver

di Edgar Wright

Edgar Wright quest’anno ha fatto proprio centro. Dopo il super pop e fumettoso Scott Pilgrim vs. The World, porta al cinema un’altra pellicola sopra le righe, conquistando per cast, storia e, soprattutto, musica: Baby Driver.

 

Un film da guardare, ma anche da ascoltare, al massimo del volume, facendosi trasportare dall’altissima velocità delle immagini, dell’adrenalina, della scoppiettante interazione tra i protagonisti. Si, perché in Baby Driver è la musica a dettare l’andamento della vicenda, come un musical, solo molto più action e scatenato.

 

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Un’altra piccola grande rivelazione per questo 2017, riuscita a mettere d’accordo sia critica che pubblico, da qualsiasi punto di vista.

 

 

 

Logan

di James Mangold

Un cinecomic in top ten – anzi top five praticamente – per i migliori film del 2017? No, perché Logan – The Wolverine è quanto di più lontano ci sia da un semplice cinecomic.

Hugh Jackman si appresta a interpretare per l’ultima volta l’X-Men Wolverine, e James Mongold “gli concede” di farlo con un film grezzo, feroce, drammatico e intimista. Una pellicola che scava nella carne, cerca tra le ossa di un uomo stanco, che ha “gettato la maschera” da tanto tempo e che agogna, come un pazzo, un briciolo di pace e serenità.

 

Un percorso di redenzione per uno dei personaggi più amati sulla carta e sul grande schermo, che prende forma in un racconto d’autore, presentato allo scorso Festival di Berlino.

 

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Un film che lascia senza fiato, che non ha precedenti e che sarà molto difficile da eguagliare. Un modo diverso per intendere i supereroi perché, in fondo, anche loro sono fatte di carne e sangue.

 

 

 

Coco

di Lee Unkrich e Adrian Molina

Quando si parla di Disney Pixar c’è sempre da stare tranquilli, ma Lee Unkrich e Adrian Molina sono riusciti ad andare ben oltre con Coco, riportando sul grande schermo, in una festa di colori, le suggestioni e le grandi emozioni di pellicole con Up! e Inside Out.

Un film che parla di tradizioni, di cambiamento, di crescita ma anche dell’importanza delle proprie radici, dell’immenso valore che ha la famiglia e dei sacrifici che la vita ci chiama a fare lungo il nostro percorso.

 

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Una pellicola in perfetto stile Disney in cui si ride, si canta e si piange, emozionandosi con i protagonisti di questo gioiello che è già diventato un cult e che sarà un film da vedere e rivedere sotto l’albero.

 

 

 

La La Land

di Damien Chazelle

Medaglia d’argento per Damien Chazelle – che per noi nel 2016 è stato un oro, argento e bronzo assoluto senza concorrenti – con il suo incantevole La La Land.

La potenza di un film che ha unito il vecchio al nuovo, il cinema classico a quello moderno, mescolando il musical al dramma, al romanzo di formazione e alla commedia. Un mix grandioso che ha trovato la sua estrema perfezione sul grande schermo, incantando perfino i più scettici.

 

Un film musicale molto diverso rispetto al precedente Whiplash, ma dove Chazelle ha dimostrato a testa alta il grande talento artistico intrinseco dentro di sé, conquistando nomination e premi per tutta la stagione passata.

 

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La La Land è quella pellicola perfetta da consigliare (e che abbiamo consigliato) a chiunque. Una pellicola che non sarà mai dimenticata, che sa parlare delle difficoltà, delle scelte, dei sorrisi e delle lacrime della vita. Dei percorsi che si scelgono di fare e dei bivi che siamo disposti, o meno, a percorrere. Un cult che ha fatto già la storia.

 

 

 

Dunkirk

di Christopher Nolan

E parlando di storia del cinema, di storia e di film indimenticabili, quest’anno il 2017 se l’è letteralmente portato a casa Christopher Nolan con la sua opera più potente: Dunkirk.

 

Un film che rimbomba nell’anima, che a prescindere dall’essere un film di guerra, un biopic o meno, cattura lo spettatore per non lasciarlo andare neanche a visione finita. Un film enorme, ma proprio per questo complesso. Bisognoso di più e più visioni, per poter cogliere totalmente la grandezza di ogni suo dettaglio.

Una pellicola che Nolan ha saputo magistralmente raccontare tra terra, cielo e mare, inquadrata attraverso quattro ottiche differenti, tenendo lo spettatore costantemente sul filo del rasoio.

 

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La battaglia di Dunkirk ha rappresentato un vero e proprio miracolo, raccontato e tramandato nei libri di storia, ma il Dunkirk di Nolan ha aperto le porte verso una cinematografia spettacolare e senza precedenti.

Dunkirk non è un film fatto di parole, ma nei suoi silenzi, nel suo sound design sa come far uscire i sentimenti di ogni singolo personaggio arrivando al cuore e all’anima dello spettatore. Un film per il quale la parola capolavoro è semplicemente d’obbligo.

 

 

 

Ovviamente questa non è una classifica assoluta, anzi. Ne troverete in giro alcune simili a questa e altre totalmente diverse, così come sono convinta che anche voi avete la vostra classifica.

Se vi va, fateci sapere nei commenti quali sono per voi i migliori film del 2017.

 

 

TOP 10 LEGA NERD 2017 – Ecco tutte le nostre classifiche di fine anno.