Ci siamo, è uscito Macerie Prime, il nuovo libro di Zerocalcare per Bao Publishing. Avete notato una cosa particolare? Se un fumettista raggiunge un certo livello di popolarità e di successo ci si riferisce alle sue opere sempre come libri e non più “solo” come fumetti.

Meno male che lo stesso Zerocalcare fin dall’inizio ci riporta ad una dimensione più confortevole, attraverso la descrizione delle mille telefonate “accollo” di richiesta di adesione a questo o quel progetto che riceve quotidianamente, per

…quelle cazzate che fai te, quelle cosine coi disegni, là

Ah Calcà, se non rispondi è tradimento!

 

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Da grande popolarità derivano grandi accolli, probabilmente.

Perché la grande forza di Michele Rech è sempre stata questa, riesce a raccontarci cose talvolta molto serie ed impegnative, mettendoci fin da subito a nostro agio, della serie “ahò, se mo’ ce l’ho fatta io, che voi non farcela te?”.

 

Questa è la storia della fase comune di tutti gli esseri umani: la crescita.

In questo caso un po’ in ritardo rispetto alla media di età che si immaginerebbe, ma pur sempre il grande spartiacque della vita, cioè quel momento in cui – non te ne eri accorto proprio subito –  ti tocca ammettere che sei cresciuto e che niente d’ora in poi sarà più come prima.

Succede quindi che il gruppo storico di amici di Calcare si ritrova per un evento molto importante: il matrimonio di Cinghiale. E già qui dovrebbero partire gli allarmi.

Amico Cinghiale si sposa!

 

Cinghiale si sposa?!? Sissignore e non solo!

Scopriremo che nell’ultimo periodo gli impegni di Zerocalcare lo hanno portato ad allontanarsi un po’ (troppo) dagli amici di sempre e che qualche pezzo se l’è perso per strada.

Il ritrovo sarà l’occasione per tornare a fare il punto zero della storia, per fotografare una situazione, tutta italiana, dove un quarantenne ancora non riesce a guadagnare più di 800 euro al mese, dove la superficie media di un appartamento “accessibile” è di 30 metri quadri, dove il successo altrui a volte viene visto con sospetto anziché preso ad esempio per migliorare la propria condizione. Calcare sarà chiamato dagli stessi amici a fare da sponsor per un bando di gara, proprio in virtù del suo aver avuto successo e del dover restituire un po’ del bene che si è ricevuto.

Leggeremo quindi una storia corale dove ogni personaggio avrà un ruolo ben preciso, sapendo che se i percorsi possono essere diversi (Secco farà addirittura l’insegnante), la meta è sempre e solamente una.

Ogni personaggio di questa storia dovrà affrontare il proprio “boss finale” per passare alla fase successiva,

il proprio “demone della crescita”, ma come ci insegnano Sirio Il Dragone, Kenshiro, Raoul e compagnia bella, non si batte un nemico del genere senza sacrificare qualcosa di importante.

Si giungerà al finalone, pregno di hype, perché Macerie Prime non finisce qui.

Si chiuderà realmente tra 6 mesi, a maggio 2018 con la continuazione e quindi la conclusione di una storia che vedrà gli stessi protagonisti invecchiati di un semestre, ignari tanto quanto noi della conseguenze che le loro azioni possono aver comportato.

Geniale? Si, direi, abbastanza.
Zerocalcare mi fa stare bene. L’ho scritto all’inizio di questa recensione. Il suo modo di scrivere e di inframmezzare importanti riflessioni con battute, sketch e il profondo effetto nostalgia che fa presa (in particolare) sulla mia generazione, mi mette a mio agio, mi rende capace di leggere tutto senza alcun timore.

Quindi di nuovo il nostro amico di Rebibbia prende un vissuto, un trascorso di tutti quanti noi e che quindi conosciamo bene, lo romanza, lo confeziona e ce lo consegna, come a dirci “hey, non ti sei dimenticato qualcosa?”.

Il disegno di Calcare è quello che ricordiamo, veloce, essenziale, diretto, non cambia, non percepiamo l’accollo di vedere uno dei nostri fumettisti preferiti cambiare, magari sulla scia dell’enorme popolarità ottenuta (avete visto la presentazione milanese di Macerie Prime e la sessione di dediche durata tutta la notte? Ecco).

Il cartonato di 192 pagine è ovviamente realizzato con grande pregio, ho potuto vedere tutte e tre le versioni, quella Regular con la copertina colorata da Madrigal (ah il tramonto…) e le due Variant (5.000 copie per quella da libreria e 1.500 per quella da fumetteria). Il prezzo?  Popolare, ma non sarebbe un problema in ogni caso, credo che tutti noi siamo ben felici di tirar fuori dei soldini per delle opere del genere.

 

Conosco persone che non hanno mai letto un numero de L’Uomo Ragno, ma che hanno tutti i volumi di Zerocalcare in salotto. Durante un colloquio di lavoro tempo fa, in modo casuale, il mio interlocutore vedendo la mia passione per i fumetti mi disse “lei conosce Zerocalcare? Ha sentito della triste notizia della morte di Cappuccetto Rosso (Kobane Calling – NdZ)?”.

Ecco giusto per fare un esempio della trasversalità dei fumetti di un nerd come noi.

A volte, con artisti molto famosi, si può incappare in un effetto indesiderato della popolarità: si tende ad idolatrare tutto e a volte a dare significati alle opere che magari non esistono. Non vale per Zerocalcare perché il suo critico più severo è lui stesso, dentro le sue opere.

Per questo Zerocalcare è ancora uno di noi.