Arriva oggi su Netflix la prima stagione della nuova serie dedicata a Frank Castle, Marvel’s The Punisher. Tredici episodi di cinquanta minuti in cui scavare non solo nel passato, presente e futuro del personaggio, ma anche nella sua mente.

Dopo tanta attesa su Netflix fa finalmente il suo debutto Marvel’s The Punisher, la serie dedicata al punitore Frank Castle. Ma attenzione: non parliamo esattamente di un origin story, quanto di una storia in bilico tra i fantasmi, le ossessioni e la flebile speranza all’interno di un personaggio estremamente complesso.

L’universo televisivo Marvel continua e dopo Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage, Iron Fist e il più recente The Defenders, è il turno anche di The Punisher, già visto all’interno della seconda stagione di Daredevil.

 

Marvel's The Punisher
Marvel’s The Punisher fin dall’inizio mostra di essere la somma dei pregi e dei difetti del filone Marvel/Netflix.

Se da un lato vengono indubbiamente riprese le atmosfere dark, cupe e profonde di Daredevil, dall’altro lato la serie ha bisogno di un po’ di tempo per decollare, risultando macchinosa e dilatata nelle prime ore di show.

The Punisher, a differenza dei più recenti Iron Fist e The Defenders, sa subito come conquistare il suo pubblico grazie anche alla straordinaria interpretazione di Jon Bernthal.

Eppure The Punisher, a differenza dei più recenti Iron Fist e The Defenders, sa subito come conquistare il suo pubblico, grazie anche alla straordinaria interpretazione di Jon Bernthal. Tra attore e personaggio sembra non esserci limiti. I due si fondano completamente insieme a tal punto da pensare che lo stesso Frank Castle sia nato sulla figura di Jon Bernthal.

La serie, ovviamente, sviscera ancora di più il passato di Castle e ciò che lo spinge alla sua foga omicida carica di vendetta. Elementi che, in fondo, avevamo già visto all’interno di Daredevil.

Eppure questa prima stagione riesce a dare uno spettro ancora più approfondito, rappresentando in parallelo non solo il cammino di Frank, in bilico tra fantasmi e ossessioni, ma anche la terribile realtà americana riguardante i reduci di guerra.

 

 

Marvel's The Punisher
The Punisher è un vero e proprio focus sulla psicologia di chi ritorna dalla guerra, di chi non riesce a togliersi gli orrori di ciò che ha visto dalla testa e cerca disperatamente il suo posto nel mondo “normale”, sentendosi però abbandonato dal sistema e dalla società.

Senza stratificare troppo appesantendo la struttura narrativa, The Punisher riesce a mostrare molto bene questo tipo di contesto sociale all’interno del quale si muove Frank, dando una doppia visione del mondo dei soldati: chi va avanti e chi resta intrappolato nel passato.

Ovviamente nel caso di Frank Castle si parla della seconda, ma ad alimentare la follia del protagonista non è solo la consapevolezza di essere stato usato per scopi molto distanti dal “combattere per la patria”, ma l’ingiustificato e brutale omicidio della propria famiglia.

Frank è una mina vagante che cerca di passare inosservato sotto falso nome, eppure sembra che i guai vogliano sempre bussare alla sua porta, costringendo l’uomo ad agire.

 

Marvel's The Punisher

Frank Castle è morto!

Interessante e riuscita l’accoppiata tra Frank e Micro (Ebon Moss-Bachrach), ex analista della National Security Agency che si è finto morto per poter salvare la propria famiglia dallo stesso destino nefasto subito da quella di Frank.

Eppure, sebbene al nostro Punisher non piaccia lavorare in coppia, la collaborazione forzata tra i due sarà necessaria proprio per poter arrivare all’obiettivo finale e porre, una volta per tutte, fine a quell’inferno in Terra.

L’inferno per Frank non avrà mai fine.

Ma l’inferno per Frank non avrà mai fine ed è molto interessante come la serie riesca perfettamente a bilanciare passato e presente all’interno del personaggio, mostrando i due aspetti in un crescendo sempre più intenso.

 

 

Marvel's The Punisher
Marvel’s The Punisher segue per fortuna la scia di Daredevil inserendo elementi narrativi e cercando di dare allo spettatore uno spettro intimo e psicologico approfondito del protagonista.

Tornano anche alcuni delle figure appartenenti al passato di Frank come l’ex commilitone, nonché migliore amico, Billy Russo (Ben Barnes), ma anche la figura misteriosa di Orange.

Al tempo stesso c’è anche il ritorno di Karen (Deborah Ann Woll), ciò che più si avvicina a un’amica per Frank e unica ad averlo supportato nel corso della seconda stagione di Daredevil.

Molti sono i personaggi che si alternano sullo schermo: alcuni facili da capire e quasi scontati, altri invece coordinati da molte sfumature e capaci di ingannare molto facilmente lo spettatore, colpendolo quando meno se lo aspetta.

Eppure quando Jon Bernthal manca dallo schermo, l’assenza si fa sentire e viene fuori il poco approfondimento fatto sugli altri personaggi.

 

Marvel's The Punisher

 

Marvel’s The Punisher é una serie brutale, violenta, che punta a colpire dritto nello stomaco lo spettatore, giocando sul potere della costruzione psicologica del personaggio.

Qui non si parla di supereroi, di superpoteri, ma neanche di eroi. Marvel’s The Punisher é una serie brutale, violenta, che punta a colpire dritto nello stomaco lo spettatore, giocando sul potere del costruzione psicologica del personaggio.  Anche in questo caso si ritorna allo stile di Daredevil, purtroppo appesantito da un minutaggio davvero eccessivo e inutile.

Inoltre, come già accennato, la serie si prende il suo tempo prima di decollare. I primi episodi, ad eccezione dei cliff-hanger finali, sono sicuramente quelli più compromessi e che tendono a far distrarre con troppa facilità lo spettatore.

 

 

Marvel's The Punisher
Nel complesso Marvel’s The Punisher si mostra essere una serie riuscita che metterei al secondo posto tra i titoli Netflix/Marvel, dopo Daredevil.

Il lavoro di Steve Lightfoot è ammirevole, coraggioso e molto preciso. La serie, nonostante i difetti, possiede una sua anima e risplende di luce propria.

Superato l’ostacolo iniziale, Marvel’s The Punisher sa attirare lo spettatore in un crescendo sempre più intenso di azioni e reazioni, scelte e colpi di scena. Ovviamente Lightfoot non punta alla spettacolarizzazione, ma alla veridicità dei suoi personaggi, del suo protagonista, trascinando con violenza lo spettatore all’interno del suo stesso inferno.

Se Marvel’s The Punisher è il punto di partenza, le speranze non possono che essere ottime.

Non c’è redenzione per Frank Castle, ma c’è sicuramente per questa seconda fase dei supereroi Marvel su Netflix. Se Marvel’s The Punisher è il punto di partenza, le speranze non possono che essere ottime.

 

https://www.youtube.com/watch?v=lIY6zFL95hE

 

La prima stagione di Marvel’s The Punisher è da oggi disponibile su Netflix.