Destiny 2, l’attesissimo sequel del world shared shooter di Bungie è finalmente arrivato. Ci siamo presi qualche giorno per giocarlo approfonditamente ed ecco la nostra recensione.

Non possiamo iniziare a parlare di Destiny 2 senza prima aver speso qualche parola sul suo predecessore, un titolo da tutti atteso, da tanti amato e da altrettanti odiato. Partiamo dal perché fosse da tutti atteso: oltre a rappresentare la nuova produzione di uno dei team di sviluppo più talentuosi degli ultimi vent’anni (la Bungie di Marathon, Myth e soprattutto della saga di Halo fino al 2010) Destiny si proponeva di portare su console un world shared shooter in grado di creare una nuova epopea spaziale, con un universo esplorabile vivo e pulsante in cui ogni giocatore ne avrebbe arricchito le community.

Ma con gli appassionati di videogiochi, molto più che con altre categorie dell’entertainment, bisogna fare estremamente attenzione a ciò che si promette.

Ma con gli appassionati di videogiochi, molto più che con altre categorie dell’entertainment, bisogna fare estremamente attenzione a ciò che si promette. Quando infatti le aspettative dei videogiocatori vengono disattese poco importa che un gioco sia realmente godibile o meno, o che si riveli un contenitore di rara bellezza, ma vuoto e da riempire nel tempo (come è accaduto di recente con No Man’s Sky). Oppure si potrebbe parlare di Destiny, e di come la percezione in relazione alle aspettative non si sia rispecchiata nel prodotto finale. Ed ecco il motivo per cui in tanti lo hanno amato, e altrettanti l’hanno odiato.

Destiny ha realmente creato un universo con una Lore incredibile, semplicemente non lo ha saputo raccontare nel modo giusto. Al suo interno hanno avuto luogo centinaia, se non migliaia, di ore di gioco di tantissimi appassionati che hanno creato una community solida e hanno saputo apprezzarne struttura e gameplay a prescindere dal contesto narrativo. Chi vi scrive non era tra quelli. Personalmente non ho mai amato troppo l’esperienza multiplayer in cui non sono stimolato da un contesto artistico/narrativo degno di nota.

 

 

E il primo capitolo di Destiny è stato totalmente manchevole (soprattutto prima dell’uscita dei DLC che hanno ampliato e migliorato moltissimo il gioco) di una narrazione esplicita, di personaggi carismatici con i quali potersi identificare, di un ritmo che coinvolgesse come invece avveniva nella serie di Halo, ad esempio. Ciò non vuol dire che non avesse niente da raccontare, anzi. Il nostro pianeta è al centro di un’evoluzione enorme che ci ha portati non solo a colonizzare gli altri pianeti del sistema solare, ma a spingerci ben oltre i limiti della vita come la intendiamo oggi, grazie all’arrivo del Viaggiatore. Peccato che tutta la storia e la mitologia che Destiny ha creato siano state affidate per lo più alla lettura delle carte grimorio, invece che essere esplicitate anche solo in classiche sequenze filmate. Come se ciò non bastasse anche dal punto di vista tecnico le location non brillavano granché, complice di certo la natura cross-gen del titolo che uscì inutilmente anche su Xbox 360 e PlayStation 3.

Abbandonata la zavorra della old-gen e recepiti I feedback spesso anche molto duri che il mondo dei videogiocatori ha rivolto a questo primo capitolo, saranno riusciti con Destiny 2 a rimediare agli errori del passato e a regalarci quanto era stato promesso? Per scoprirlo non vi resta che proseguire con la lettura della nostra recensione! Vi ricordiamo che il titolo è disponibile a partire dal 6 settembre 2017 su PlayStation 4 e Xbox One, e che arriverà nei prossimi giorni anche su PC Windows tramite il Battle.net di Activision Blizzard.

 

Per ragioni di tempistiche nella recensione si da per scontato che siate già a conoscenza della trama, o quantomeno delle vicende principali, del primo Destiny [come chi siano il Viaggiatore, i Guardiani, i Caduti, i Vex, l’Alveare ecc…]. Per riassumerle impiegheremmo troppo più spazio di quanto tutti sareste ragionevolmente disposti a leggere.

 

 

 

 

Le vicende di Destiny 2 si aprono con una sapiente miscela di sequenze filmate e tutorial di quelle che sono le principali dinamiche da shooter del titolo, in cui vedremo il leader della Legione Rossa dei Cabal, Dominus Ghaul, assaltare la Torre lasciando senza via di scampo i Guardiani. La sue intenzioni sono quelle di reclamare il potere e intrappolare il Viaggiatore, da cui pretende di essere riconosciuto come leader. Il suo assalto purtroppo per noi andrà a buon fine e l’ultima città cadrà sotto i colpi dei Cabal, privando i Guardiani della Luce, la fonte energetica con cui il Viaggiatore li ha scelti e ha donato loro straordinarie capacità.

Il nostro personaggio (che potrà essere come nel primo gioco Umano, Insonne o Exo e come classe Titano, un Cacciatore o uno Stregone) si trova al centro di queste vicende in quanto grazie a una visione, dopo l’assalto alla Torre, riesce a trovare una scaglia del Viaggiatore e a recuperare la Luce. Ripristinate le peculiarità tipiche dei guardiani sarà dunque una risorsa fondamentale per riprendere ciò che è stato sottratto all’umanità all’indomani di questa tragedia senza precedenti. Così si ritroverà ad interagire con alcuni dei personaggi più noti dell’universo di Destiny quali il Comandante Zavala, Ikora e Cayde-6, ma anche con new entry di spessore come la burbera Hawthorne, che darà ai sopravvissuti una nuova casa: il Rifugio, nuovo hub social nel cuore della Zona Morta Europea.  La campagna è composta da missioni principali cui si affiancano diverse secondarie e serve per arrivare al livello 20, dopo il quale inizia un end-game davvero denso in cui si potrà arrivare ad un punteggio potere massimo di 350 e ottenere un sacco di nuovi equipaggiamenti ed armi. Non intendo addentrarmi più a fondo nelle vicende, ma la cosa importante da rilevare è il radicale cambio di regia che Bungie ha dato all’intera produzione.

Destiny 2 riesce a farti venir voglia di giocare e di affrontare l’esperienza nella sua interezza.

Sequenze filmate d’impatto, un villan parecchio carismatico così come carismatici e per la prima volta tangibili appaiono anche i membri dell’Avanguardia e i comprimari, insomma la storia di Destiny 2 c’è e viene raccontata finalmente in modo esplicito ed incalzante, tanto che anche il giocatore meno avvezzo a dedicarsi a missioni secondarie (come me) non ha potuto fare a meno di completarle una ad una poiché tutte dotate di una propria mini-storia che le contestualizza bene e ti fa venir voglia di giocare. Ecco, questo è un punto davvero importante e troppo spesso sottovalutato: Destiny 2 riesce a farti venir voglia di giocare e di affrontare l’esperienza nella sua interezza. L’incipit della trama ha un pathos incredibile e trasmette al giocatore un forte senso di smarrimento ed impotenza di fronte ad una così grande disfatta, e proprio per questo riusciamo ad immedesimarci nel nostro avatar e vogliamo a tutti i costi diventare più forti per ristabilire la situazione.

 

 

Queste ambientazioni sono un vero e proprio spettacolo per gli occhi.

Inizieremo dalla Terra, culla dell’umanità, e più precisamente dalla Zona Morta Europea per poi viaggiare alla volta della spettacolare Arcologia del nuovo Pacifico, su Titano, una luna oceanica di Saturno costellata di antiche rovine galleggianti dell’Età dell’Oro degli umani, Ci spingeremo poi verso i cromaticamente sbalorditivi panorami della Valle Arcadica di Nessus, un planetoide dell’orbita irregolare convertito dalle temibili macchine Vex, e ancora verso il sistema IO. Tutte le location sono finalmente vive e pulsanti, estremamente caratterizzate in termini artistici e di dettaglio. Una vera e propria rivoluzione rispetto ai panorami spesso spogli e sempre uguali che ricordavo dal primo Destiny (di certo l’aver potuto lavorare liberi dai vincoli delle macchine della scorsa generazione ha permesso allo studio di creare un prodotto davvero next gen). Queste ambientazioni sono un vero spettacolo per gli occhi.

Non solo belle da vedere, ma anche piene di cose, con coerenza.

Non solo belle da vedere, ma anche piene di cose da fare non piazzate a caso nella mappa per aumentare il contatore delle vostre ore di gioco, bensì con coerenza. Anche mentre si va ad affrontare una missione della storia principale troveremo indicatori delle avventure (le missioni secondarie di cui parlavamo sopra, che ricompensano in armamenti e reputazione con i vari NPC che mandano avanti anche interessanti parentesi di Lore) ma anche eventi pubblici e assalti, con gli altri giocatori intenti a combattere ondate di nemici di diverse razze che arrivano da ogni dove, e anche dopo l’end-game tutte queste attività saranno disponibili insieme ai settori perduti (modesti dungeon sparsi per i pianeti) e varie imprese che vi permetteranno di continuare a potenziarvi e divertirvi in questo spettacolare universo.

Destiny 2 propone anche nuove sottoclassi potenziabili grazie alle abilità garantite dai set di talenti che si possono sbloccare progredendo di livello tramite gli appositi Punti Abilità (ogni classe ha anche delle nuove abilità sempre uguali a prescindere dalla sottoclasse). Tra queste troviamo per il Titano la sottoclasse Sentinella, che permette di evocare uno scudo di vuoto utilizzabile sia per proteggere gli alleati che per colpire i nemici con lanci e rimbalzi; per i Cacciatori la sottoclasse Fulminatore che li fregia di una letale lancia elettrificata, mentre per gli Stregoni abbiamo la Lama dell’Alba, che permette loro di sfoderare una spada infuocata con cui lanciare fendenti in grado di seguire il nemico.

 

 

 

 

La campagna (intesa come sole missioni principali) si completa in circa 12 ore di gioco e potrà essere giocata anche da soli e senza particolari problemi vista una buona curva d’apprendimento e una difficoltà piuttosto bilanciata, che potrebbe far storcere il naso ai veterani del genere ma non è da criticare se si capisce che Bungie ha voluto avvicinare al gioco una fetta considerevole di nuova utenza che magari non è pronta a un livello di sfida alto fin da subito. Ovviamente l’end-game oltre alla componente PvE riserva anche il PvP.

Una volta ottenuto l’accesso social al Rifugio si potrà incontrare il responsabile del Crogiolo, Lord Shaxx, e ricevere una delle prime Pietre Miliari, nuovo sistema che tiene traccia di ogni attività necessaria per progredire nella campagna e incrementare il proprio livello di Potere. Il Crogiolo ha subito diversi miglioramenti e le partite risultano dinamiche e divertenti ma mai frustranti, con un maggior bilanciamento dovuto al sistema di diversificazione delle armi. Per ora vengono offerte partite veloci e competitive, dove cambiano ovviamente le sfide e il numero di giocatori (ad arricchire il tutto l’inedita modalità 4vs4).

Pad alla mano in sostanza, il gameplay di Destiny 2 resta ottimo e migliora la formula grazie ad un un feedback di risposta delle armi davvero notevole. Immediato ed appagante, ma non semplificato o banalizzato (anche se le Super spesso possono creare un bel contrappeso all’abilità balistica in sé). Anche il bilanciamento è ottimo e in generale tutto si sposa alla perfezione con un level design ricercato e particolarissimo, che sfrutta anche una verticalità che personalmente non ricordavo esserci nel suo predecessore.

 

 

Provando a concludere, come già accennato sopra Destiny 2 è graficamente e visivamente spettacolare. Gli scenari sono ricchi di colori e dettagli, ogni pianeta appare vivo e mette al giocatore voglia di esplorare ogni anfratto, anche grazie ad un ottimo level design. Si vede tutta la cura che il team ha posto nel creare ambientazioni coerenti e artisticamente ispirate, per far sì che la storia e le avventure dei Guardiani che calpestano le superfici di quei pianeti diventino le nostre. Il fiore all’occhiello dell’intera produzione è poi una colonna sonora spettacolare che in certi momenti riesce davvero a far venire la pelle d’oca e che accompagna splendidamente le sensazioni di ogni momento del gioco.

L’unica pecca tecnica, avendo sperimentato la Beta su PC del titolo, è il fatto che su console il frame-rate sia bloccato a 30fps, cosa che può far storcere il naso non poco ai giocatori più competitivi e amanti del PvP, ma fattore sorvolabile visto il livello altissimo del prodotto per chi è più interessato alla sua componente PvE. Rispondendo dunque alla domanda che ci ponevamo all’inizio, se Bungie avesse recepito i feedback sul primo titolo e ne avesse fatto tesoro per migliorare tutto il migliorabile per questo Destiny 2, la risposta non può che essere affermativa.

Se avete amato e ancor più se avete odiato il suo predecessore, preparatevi a imbracciare i fucili, Guardiani. Perché Destiny 2 è il gioco che fa per voi.

 

92
Destiny 2
Recensione di Francesco Ventrella
ME GUSTA
  • Una super campagna, finalmente
  • Gameplay solido e appagante
  • Grafica e sonoro notevoli
FAIL
  • Su console è bloccato a 30fps
  • Il PvE per i giocatori più esperti risulterà un po' semplice