Thimbleweed Park

5 anni fa

4 minuti

Thimbleweed Park è la dimostrazione che il punta e clicca non è un genere morto. Ron Gilbert torna a far danni con il suo nuovo gioco, scopriamo di che si tratta.

Ron Gilbert (Monkey Island) torna all’opera insieme a Gary Winnick (Maniac Mansion) per offrirci questo nuovo titolo in cui la nostalgia dei pixel torna ad essere giocata. Ma cosa è di preciso Thimbleweed Park? Prima di parlarne è doverosa una parentesi storica:

Io sono la gomma e tu la colla…

In quanti anni sono passati da questa storica frase? Quanti giorni sono stati passati a chiedersi a cosa servisse la famosa latta di benzina sul pianeta Marte? Quanti interrogativi sono stati posti sulla pazza famiglia Edison e la loro strana dimora?

Stiamo parlando di quella che oggi potrebbe essere definita come preistoria dai gamers più giovani, eppure, in un’era dove se non hai almeno 60 fps non sei nessuno i vecchi nostalgici dei mitici anni ’80 e ’90 cercano ancora la semplicità, la pazienza nel risolvere gli enigmi, e la particolare atmosfera, oltre alle spassose gag, che solo i giochi punta e clicca della ormai defunta LucasArts erano in grado di regalare.

 

 

Viviamo in un periodo colmo di remaster di giochi storici come Monkey Island, Grim Fandango, Day of the Tentacle e Full Throttle. Riedizioni che toccano il cuore e ci fanno passare momenti divertenti sotto una nuova veste grafica, eppure la mancanza di una nuova produzione di questo genere si è fatta pesantemente sentire per gli amanti delle avventure grafiche vecchio stile. Fino ad oggi, grazie a questo Thimbleweed Park.

Pixel, Pixel, Pixel ovunque! È questa la chiave vincente

Non aspettatevi la classica avventura moderna in stile Telltale Games. La Terrible Toy Box, unita al genio di Ron Gilbert ha creato un mix che unisce una grafica retro e un doppiaggio moderno, ad una trama avvincente disseminata da tantissimi easter eggs dei vecchi titoli con motore grafico SCUMM che ha riportato in auge un genere che si credeva defunto.
Su questa pagina potrete trovare tutte le informazioni utili se siete nuovi nel settore dei punta e clicca. Per i più navigati invece sorvoliamo la fase realizzativa e parliamo del plot.

 

 

Thimbleweed Park è un anonimo paesino di 81(…ops, 80) anime situato negli Stati Uniti d’America. La nostra avventura ha inizio in una palude sotto il ponte di un treno, il nostro primo incontro sarà con l’ubriacone del paese, intento a tracannare alcool di bassa qualità. Nel nostro inventario, oltre a qualche effetto personale, avremo una lista di istruzioni di cose da fare e,  per andare avanti, dovremo seguire tutto alla lettera, fino al goal prefissato.

In tempo per scoprire che la nostra vita finirà  in quel preciso istante.

Ci ritroveremo catapultati nei panni di due agenti dell’ FBI, una veterana un po’ acida ed un pivellino molto audace, che inizieranno ad indagare sull’omicidio appena avvenuto. Proprio grazie a questo evento i due familiarizzeranno con le più strane e grottesche personalità di Thimbleweed Park: uno sceriffo dalle personalità multiple, una maga vodoo, un volgare clown ed una programmatrice di videogiochi estremamente nerd della LucasFlemm.

Ci sono due diverse modalità di gioco: per veterani e semplificata

Questi ci guideranno o ostacoleranno nella risoluzione del caso, che non sarà la nostra punta dell’iceberg! La vera storia del titolo avrà molto di più da offrire, ma è meglio che lo scopriate da soli se deciderete di avventurarvi in questo splendido gioco. Ci sono due diverse modalità: una per veterani (che chi vi scrive consiglia caldamente di giocare) dove avrete molte difficoltà aggiuntive nello svolgere l’avventura ma godrete di tutti gli easter egg; per rivolgersi anche ai più giovani ed inesperti esiste poi una modalità facilitata che permettere di godere la storia priva degli enigmi più intrigati, ma anche di molti dei richiami al passato.

 

 

 

 

Le musiche sono sporadiche, ma quelle poche che ci sono risultano tutte piacevoli ed in linea con la storia. La grafica è, ovviamente in stile retro in quanto la parola chiave di tutta la produzione in questione è “nostalgia”.

Un consiglio… Non spegnete il computer dopo i titoli di coda.

Il gioco è disponibile per PC, Mac e Linux oltre che per PlayStation 4 e Xbox One, arriverà a settembre anche per Nintendo Switch. Auguro ai veterani di riprovare le emozioni che solo questi titoli sanno regalare, ed auguro ai più giovani di conoscere un mondo da cui tutto ciò che loro amano nei videogiochi è iniziato, nella speranza che possiate ampliare il vostro bagaglio videoludico e avvicinarvi anche alle glorie del passato e al cosiddetto retrogaming!

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