Smetto Quando Voglio Masterclass: i ricercatori sono tornati!

6 anni fa

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Smetto Quando Voglio Masterclass

I ricercatori più ricercati di sempre di Sydney Sibilia tornano al cinema in un nuovo divertente capitolo: Smetto Quando Voglio Masterclass, con Pietro Zinni e la sua banda che tornano sul campo, guidati dalla commissaria Paola Coletti. Questa volta però i loro principali nemici saranno proprio le stesse smart drugs e un villain inaspettato.

Sydney Sibilia riporta al cinema i laureati più disperati nel secondo capitolo della trilogia di Smetto Quando Voglio, con Smetto Quando Voglio: Masterclass.

Smetto Quando Voglio nasce nel 2014 come un progetto nuovo, fresco ed originale che cavalca l’ondata delle nuove tendenze seriali e crea un forte input affinché il cinema italiano riesca a cambiare le proprie carte in tavola, portando delle storie diverse e più grintose sul grande schermo nostrano.

In Sibilia, così come nella casa di produzione Ascent di Matteo Rovere, c’è una grandissima voglia di sperimentare e di osare, giocando soprattutto con i generi.

Infatti Smetto Quando Voglio Masterclass è una commedia continuamente contaminata, ricca di adrenalina e scene action, che non manca di omaggiare anche alcuni dei classici del cinema degli anni ’80, come Indiana Jones e Ritorno al Futuro.

Se nel film precedente Sydney Sibilia aveva posto le basi per un incipit convincente con personaggi realistici che si muovevano all’interno di un mondo si paradossale, restando pur sempre conforme con le condizioni sociali, politiche e culturali dei nostri tempi, in Smetto Quando Voglio Masterclass le premesse si sono notevolmente ampliate.

La struttura portante della pellicola è molto più matura, sicuramente meglio sviluppata e studiata, soprattutto sulla base di estendere l’arco narrativo in due film, senza però dilatare l’azione, ma concretizzando ogni sequenza della storia.

 

 

Smetto Quando Voglio Masterclass

 

 

La carta vincente in Smetto Quando Voglio Masterclass, così come nel suo predecessore, è la scelta di muoversi in un modo con cui tutti facciamo i conti, bene o male. Un sistema che non permette a moltissimi, giovani e non solo, di andare avanti dopo gli studi. Un’università prigione che non offre valide prospettive di crescita per il futuro e che, quindi, ci costringe ad arrangiarci come si può o a fare le valige il più velocemente possibile e partire.

Ma sarà davvero così diversa la prospettiva all’estero?

Ma sarà davvero così diversa la prospettiva all’estero? Smetto Quando Voglio Masterclass cerca di fare un prospetto generale spostandosi dal Vaticano a Bankok, passando per Lagos, grazie all’introduzione di tre nuovi membri nella banda: un anatomista senza specializzazione, Giulio Bolle (Marco Bonini), un ingegnere signore della guerra low-cost, Lucio Napoli (Giampolo Morelli), e un avvocato “del diavolo”, Vittorio (Rosario Lisma), .

Facciamo però un passo indietro, e cerchiamo di capire dove eravamo rimasti. Pietro Zinni (Edoardo Leo), assieme agli amici e colleghi, i latinisti Mattia (Valerio Aprea) e Giorgio (Lorenzo Lavia), l’archeologo Arturo (Paolo Calabresi), l’economista Bartolomeo (Libero de Rienzo), il chimico Alberto (Stefano Fresi) e l’antropologo Andrea (Pietro Sermonti), avevano creato una vera e propria banda di produttori e spacciatori di smart drugs.

La droga in questione permetteva ai sette di spacciare indisturbati, in quanto la molecola creata non era ancora stata catalogata come sostanza stupefacente dal Ministero della Salute. Quando le cose iniziavano a mettersi male per la banda, tra bugie ed esagerazioni, Pietro aveva deciso di consegnarsi alla giustizia, permettendo alla polizia di arrestare un noto spacciatore di Roma, a patto che la sua banda non venisse perseguitata.

 

Smetto Quando Voglio Masterclass

 

La fedina penale però resta sporca un po’ per tutti e i sette sono costretti ad affrontare un processo. Allacciandosi un paio di scene prima della fine del primo capitolo, quando paradossalmente Pietro trova una stabilità economica come docente proprio all’interno del carcere, l’intraprendente commissario Paola Coletti (Greta Scarano), vede nella disperata banda di ricercatori una chance per fare carriera. L’idea, infatti, è quella di riunire la banda e farli agire, sotto copertura, per conto della polizia e mettere mano su almeno 30 smart drugs, capendone la struttura molecolare, in modo da poterle definire illegali.

 

Cosa ci guadagnerebbero però i poveri studiosi? La libertà e la fedina penale pulita. Ma sarà davvero tutto rosa e fiori?

 

Sydney Sibilia compie un ottimo lavoro di ricostruzione, amalgamando perfettamente i fatti e le situazioni del primo film con questo seguito come se in effetti le pellicole fossero state girate insieme.

Vengono calcolate le tempistiche, rigirate alcune scene ed armonizzate perfettamente con il racconto complessivo che si estenderà per una trilogia. Infatti, sebbene non ci sia ancora una data d’uscita precisa, Smetto Quando Voglio Ad Honorem è già largamente in corso di produzione.

 

 

Smetto Quando Voglio Masterclass

 

 

Dal precariato ai cervelli in fuga, passando per la corruzione e l’egoismo, Smetto Quando Voglio Masterclass supera il suo predecessore in maturità, divertimento e, soprattutto, azione.

 

Il lavoro dietro questo film non è solamente nella struttura (come già detto altamente più solida e convincente, che sfrutta alla perfezione l’originalità del primo capitolo, senza mai renderla banale o cadere nelle solite trappole dei sequel) ma anche e soprattutto in una realizzazione adrenalinica e dinamica.

Una commedia dal sapore internazioanle che inserisce fortissimi elementi action in un modo a cui, nel cinema italiano, siamo molto poco abituati. All’interno del film vi sono sequenze che prendono spunto direttamente dai capisaldi del grande cinema, riuscendo a mescolare azione e commedia con uno stile da western moderno.

Sibilia ci regala una sequenza di grandissimo cinema che riesce a far tenere il fiato sospeso

Sibilia ci regala una sequenza di grandissimo cinema che riesce a far tenere il fiato sospeso allo spettatore, conducendolo verso un ventaglio di differenti emozioni che, appunto, vanno dalla risata genuina alla supense più pura. Torna nuovamente lo studio del colore, di una fotografia fortmente acida e fumettistica, che riprende ovviamente il tipo di argomento di cui si sta parlando, la droga, e fa da cornice ad una situazione, nel suo paradosso, realistica.

Smetto Quando Voglio Masterclass si fonde principalmente sul contrasto. Un contrasto che, appunto, rivediamo nel gioco dei colori e della fotografia, nella colonna sonora usata, nell’atteggiamento di alcuni personaggi, come per esempio la stessa Paola Coletti, che si dimostrerà essere una donna di giustizia poco giusta.

 

Smetto Quando Voglio Masterclass

 

Il contrasto lo si può leggere anche nel linguaggio usato da Sibilia, volutamente più marcato ma sempre molto attento a rispecchiare la personalità e gli studi dei vari personaggi, che iniziamo a conoscere molto meglio. Da un battibecco in latino, si passa a una spiegazione più matemicata, arrivando allo “sbroccare” più casereccio romano.

Il tutto fa parte di un folklore che ci riporta, inevitabilmente, alle serie americane, come per esempio The Big Bang Theory, ma anche a un certo immaginario collettivo. Sibilia parla di ricercatori, ma non da meno gli stessi problemi li può riconscontrare chi ha scelto degli studi in ambito artistico, culturale, e via dicendo.

Gli attori “vecchi” ritornano nei panni dei loro personaggi, ancora più convincenti

Gli attori “vecchi” ritornano nei panni dei loro personaggi, ancora più convincenti e molto più maturi. Il film permette di conoscerli ancora meglio, approfondendo la psicologia dietro ad ogni personaggio. Abbiamo un prospetto molto più amplio.

I nuovi personaggi, così come i loro interpreti, fanno sorridere e si fanno (a seconda del personaggio di riferimento) amare/odiare nell’immediato, sebbene Sibilia si riservi un jolly molto interessante per la parte finale che, con un cliffhanger da vera serie tv americana, lascia lo spettatore con una grandissima curiosità per il terzo e ultimo capitolo della trilogia.

 

Smetto Quando Voglio Masterclass

 

Smetto Quando Voglio Masterclass torna a far ridere con i suoi personaggi e le loro storie, ma ancora una volta conduce lo spettatore verso una riflessione molto più seria che analizza una situazione sociale non estranea ai più.

 

Si scaldano i motori e si diventa più grandi. Smetto Quando Voglio Masterclass è la sintensi perfetta di un giovane regista italiano ancora più maturo e consapevole delle proprie potenzialità, che porta al cinema una commedia intelligente e diversa, con un finale inaspettato e la promessa di un terzo capitolo senza precedenti.

 

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Smetto Quando Voglio Masterclass sarà nelle sale italiane dal 2 Febbraio

 

 

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