Addio Principessa

4 anni fa

6 minuti

Il 27 Dicembre 2016 muore a 60 anni Carrie Fisher, la principessa più famosa del mondo cinematografico. Era stata male qualche giorno prima ma sembrava essersi ripresa. Purtroppo, alla fine, il suo cuore ha ceduto definitivamente.

Carrie Fisher è stata una di quelle celebrità iconiche per più di una generazione, grazie alla parte che ha recitato nella saga di Guerre Stellari, ovvero quello della Principessa Leia, un ruolo che non è mai uscito dalla sua vita e che l’ha accompagnata fino al giorno della sua scomparsa. Una donna forte e fragile, proprio come il suo personaggio più famoso. Una vita divisa tra carriera cinematografica, estro letterario e qualche problema a livello di salute e dipendenza da alcol.

Californiana doc e figlia d’arte, Carrie nasce in pieno ambiente artistico grazie alla madre Debbie Reynolds (Cantando sotto la pioggia) e il cantante Eddie Fisher (che poi sposerà Elizabeth Taylor). Dopo qualche anno di teatro e televisione, nel 1975 sbarca nel grande schermo con il comedy-drama Shampoo nel ruolo di Lorna.

 

 

Il suo nome e la passione per la recitazione vengono subito notati e due anni dopo indossa già uno dei più famosi abiti e acconciature della storia del cinema, entrando nel mondo di Star Wars nel ruolo di Leia Organa, la principessa kick-ass per eccellenza. Assieme a Mark Hamill, Harrison Ford e lo stesso George Lucas contribuisce alla creazione di quel mito cinematografico che resterà vivo per lunghissimi anni, diventando ossessione e passione per almeno due generazioni di fan della fantascienza.

 

 

 

 

Un ruolo che le calza alla perfezione, una donna sicura di sè, sfrontata, divertente e dolce. Niente giri di parole, niente virtuosismi, dritta al punto. “Nello scarico dei rifiuti giovanotto”.

E malgrado odiasse quell’acconciatura ridicola o il famoso bikini dorato, ha sempre cercato di essere professionale e continuare a fare il suo lavoro, per paura che George Lucas la licenziasse. Un rapporto di odio e amore con il suo personaggio, tra alti e bassi, soddisfazioni e frustrazioni:

 

I had a lot of fun killing Jabba the Hutt. They asked me on the day if I wanted to have a stunt double kill Jabba. No! That’s the best time I ever had as an actor. And the only reason to go into acting is if you can kill a giant monster.

 

Le sue scene preferite della saga di Star Wars sono probabilmente anche le nostre: quanto abbiamo amato la coppia Leia/Han mentre argomenta, litiga e si punzecchia? Anche se spesso Carrie doveva salire sopra una scatola per rimanere dentro l’inquadratura, non perdeva mai la sua privilegiata posizione di principessa.

Dopo l’enorme successo nella parte di Leia, cominciarono i suoi problemi legati all’alcol e alla droga. Nel 1980 entra nel cast un altro grande film iconico, The Blues Brothers. Purtroppo il periodo di dipendenza le diede molti problemi sul set, arrivando quasi ad essere licenziata per non essere in grado di finire una singola scena.

 

 

All’età di 24 anni le fu diagnosticato un disturbo bipolare dell’umore, che non accettò fino all’età di 28 anni. Dopo l’ennesimo crollo nervoso decise finalmente di curarsi e controllare il suo disturbo, iscrivendo agli Alcolisti Anonimi

Dopo Star Wars la Fisher trovò piccole e medie in parti in molti altri film hollywoodiani, tra i quali Hanna e le sue sorelle, Harry ti presento Sally e qualche cameo in film horror e comici come Scream 3, nel quale prende in giro se stessa, e Jay e Silent Bob strike back nella parte di una suora un po’ naive.

 

 

Carrie non fu solo attrice ma anche sceneggiatrice e scrittrice. Collaborò con Steven Spielberg nella stesura di Hook – Capitan Uncino, scrisse qualche episodio di Pappa e Ciccia e nel 1990 pubblicò il suo primo libro, per cui scrisse anche la sceneggiatura: Cartoline dall’Inferno. Uno script semi-autobiografico che racconta la vita di un’attrice in lotta tra lavoro e problemi personali. Il film fu recitato da Meryl Streep assieme a Shirley MacLain.

 

 

Nel 2008 pubblica il romanzo, che diventerà anche uno spettacolo teatrale, Wishful Drinking, l’autobiografia della sua vita, tra comedy e tragedia, nel quale ripercorre i punti chiave della sua carriera e vita personale, a cavallo tra problemi legati ad alcol e droga dei primi anni, la consapevolezza dei suoi problemi psichiatrici e la forza con la quale è riuscita a superare le sue paure. E, ovviamente, un sacco di battute alla Carrie Fisher.

 

Ripreso il ruolo della Principessa Leia, dopo lunghi anni fuori dal fenomeno di Star Wars, Carrie torna a casa ed è come se non se ne fosse mai andata. Con The Force Awakens scopriamo una Carrie ancora in forma, capace di tenere la scena e forte nel suo ruolo.

E di colpo diventa la nonna di tutti noi, la nonna migliore che un fan di Star Wars possa desiderare. Quella che non ha tempo per le cazzate, quella che ha un sacco di confessioni e gossip da dare, che parla a voce alta e che non si fa alcun tipo di problema. E, contemporaneamente, dolcissima e triste.

La prima volta che ho visto The Force Awakens non ho pianto con la morte di Han Solo, ho pianto durante del delicato e malinconico abbraccio tra due genitori spezzati.

In quell’alchimia così strana tra Carrie e Harrison, tra odio e amore sia fuori che dentro l’inquadratura. Era proprio come se fossimo tutti tornati a casa.

 

 

 

 

Carrie muore lasciandoci un vuoto incolmabile. Una donna che mi ha insegnato che possiamo essere sia principesse che guerriere. Che invecchiare è bello, che la paura fa parte della vita ma la Forza, se lo vorrai, scorrerà potente in tutti noi, fino alla fine.

La Fisher mi ha insegnato che nessun problema è così invalicabile come sembra, che se gli eventi ti piegano, devi trovare il modo di rialzarti. Questa piccola e bella signora, sommersa di lati oscuri e profonda tenerezza, ci mancherà davvero molto.

 

 

Rivedremo Carrie ancora una volta, in Episodio VIII. E avrà un sapore amarissimo. La produzione conferma che le scene di Leia Organa erano già state girate. L’ultima eredità di un imponente e insostituibile personaggio della nostra passione cinematografica.

Ecco alcuni tweet di cordoglio delle star:

 

 

 

 

 

 

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