The Crown, ovvero God Save The Queen

6 anni fa

6 minuti

The Crown

The Crown è la serie Netflix, scritta e diretta da Peter Morgan, che segue l’ascesa al trono della giovane Elisabetta Mary Windsor. 

Raffinata, ferma e colorata. È così che viene descritta la Regina d’Inghilterra, oggi novantenne e nella serie appena ventenne. A Elisabetta II, la donna, figlia, sorella e madre che ha segnato la storia del ‘900, Netflix dedica una serie di 10 episodi da circa 50 minuti l’uno.

Una serie fatta di famiglia e intrighi, non di corte, ma sempre di famiglia. C’è la storia d’amore, l’amicizia, le sconfitte e le rivincite, e non manca un po’ di invidia. D’altronde, come non essere un minimo invidiosi del trono più ambito del mondo! “Mi hanno tolto tutto per metterlo nelle mani di una ragazza impreparata”, è così che la Regina Madre recita a pochi mesi dall’incoronazione della gracile figlia e alla scomparsa dell’amato marito, Re Giorgio VI. Andiamo con ordine.

God Save The Queen, intrighi di famiglia

The Crown è una serie ideata da Peter Morgan, con Claire Foy nei panni della giovane sovrana e Matt Smith in quelli del tenebroso consorte, il Principe Filippo. La narrazione inizia nel 1947, a guerra da poco terminata, con un’Inghilterra vittoriosa ma acciaccata, anno del matrimonio della giovane Lilibet (come viene chiamata dalla cerchia familiare più stretta), e termina con la spaccatura tra la sovrana e la sorella minore Margaret – magnificamente interpretata da Vanessa Kirby.

 

 

The Crown

 

 

Lilibet è “la donna del destino”, il capo della Chiesa anglofona a cui non spetta alcuna decisione, se non quella di essere imparziale, austera e invulnerabile. The Crown in 10 episodi mostra esattamente questo: il percorso dall’essere umano all’essere divino, dall’essere donna, figlia, sorella, moglie e madre all’essere Regina. Una corona che pesa come un fardello, ma che deve passare agli occhi del popolo come il più bel dono.

Tra una scenografia e un’ambientazione ricca, sfarzosa e grigia.

Tra una scenografia e un’ambientazione ricca, sfarzosa e grigia, proprio come il più noto clima londinese, è la scrittura che vince sopra ogni cosa. La sceneggiatura è infatti preziosa e riservata, acuta e dettagliata. Descrive minuziosamente la “nuova era Elisabettiana”, dalla sfera intima a quella privata, ma non a quella pubblica. Perché, come in ogni buona famiglia che si rispetti, “i panni sporchi si lavano in casa”. È questo che si avverte tra Lilibet e Margaret, tra la Regina Elisabetta II e la Principessa Margaret.

La prima invidiosa della indole giocosa e coinvolgente dell’altra, la seconda oscurata in più momenti dalla Corona che la tiene lontana dalla sorella e al tempo stesso dal grande amore della sua vita, il colonnello Peter Townsend. La vera scintillante protagonista non è la giovane Elisabetta II come si pensa, ma proprio lei, la vivace sorella minore Margaret. La donna reale ma non del tutto, passionale, rimasta umana e imperfetta, tanto dal suscitare nel personaggio del Principe Filippo tale affermazione: “Ho grande fiducia in lei. Nella sua capacità di fare danni”.

 

The Crown

 

La storia d’amore tra Peter e Margaret ha storicamente coinvolto i tabloid di tutto il mondo.

La storia d’amore tra Peter e Margaret ha storicamente coinvolto i tabloid di tutto il mondo. Un amore andato al di là del moralismo e dell’etica di un Paese “vecchio”. Un Paese che ha ostacolato e allontanato i due senza mai rompere quel legame tanto sincero.

Il sentimento dell’allora Inghilterra e della stessa Corona impediva il matrimonio tra un uomo divorziato, come era il Colonnello Townsend, con una esponente della Royal Family. Una famiglia già colpita dallo scandalo suscitato da Edoardo VIII, zio di Margaret, che rinunciò al trono pur di sposare Wallis Simpson, divorziata. La Principessa Margaret era pronta a rinunciare a ogni benestare, se non fosse stato proprio il suo innamorato a persuaderla dal sacrificare i sogni reali con cui era cresciuta. “Duty before love”, come dice con voce determinata la Regina davanti alle lacrime di Margaret.

Ma dove in The Crown la finzione si intreccia con la realtà? Difficile da dirsi. Il racconto, la ricostruzione, i personaggi, tutto è ricreato in maniera tanto perfetta quanto “onirica”. In risalto così l’elemento più importante: la debolezza della carne, dell’uomo, davanti a determinati situazioni e comportamenti. Perché in fondo non sono il “sangue blu” o una corona a fare la differenza!

In The Crown c’è anche un “fantasma”, ed è lo stesso Principe Filippo. Marito della Regina ma non Re, padre ma non padrone di casa, uomo ma con “la gonna”. Viene mostrato nella serie così come è oggi in televisione.

Sempre al fianco della Regina, di lato o in disparte, quasi in penombra, dallo sguardo smarrito, cupo e con un solo ed esclusivo lavoro a tempo indeterminato e a volte non molto gratificante come si possa immaginare: prendersi cura di lei, non della Regina ma di Lilibet.

Perché questa serie mostra banalmente i due volti della medaglia che tutti immaginano, e al tempo stesso rivela la grande difficoltà che questi hanno nel convivere nel corpo di una sola persona, indipendentemente se sia di donna o di uomo.

 

 

The Crown

 

 

The Crown è un piccolo grande gioiellino.

The Crown è un piccolo grande gioiellino. Una serie Netflix dalle mille sorprese. Tra queste, l’ottantesimo compleanno del Primo Ministo Winston Churchill (John Lithgow). Ormai verso la fine degli episodi, lo spettatore è totalmente coinvolto dai grandi festeggiamenti del capo del Governo.

Un uomo che ha cambiato le sorti della “grande isola” e del Commonwealth, che per ben 56 anni ha svolto un ruolo cruciale a livello nazionale e internazionale rappresentando il suo Paese nel mondo e nella stanza delle udienze della Regina.

Consigliere, non sempre giusto e conservatore, non sempre sincero e a volte “padrone”. Un vecchio burbero che per amor proprio e di patria ha difeso fino all’ultimo la corona, restando in carica fino alla fine (decimo episodio), al momento in cui la giovane Lilibet è pronta, sbocciata nella rigida e “gloriana” Elisabetta II.

 

The Crown

 

The Crown è consigliata ai veri romantici, agli appassionati di stile e storia. E in particolare, ai curiosi “della corona”. Perché in fondo i pettegolezzi riguardanti il triangolo Diana/Carlo/Camilla sono foglie al vento rispetto a quanto successo tra le mura di Buckingham Palace tra gli anni ’40 e ’50.

Potete trovare tutta la prima stagione di The Crown su Netflix.

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