Arrivano le scuse di Greenpeace dopo la sciagurata operazione effettuata da suoi attivisti presso i famosi geoglifi di Nazca, patrimonio dell’umanità, rovinati per mettere in mostra una serie di striscioni.

 

In un comunicato ufficiale si legge:

Without reservation Greenpeace apologises to the people of Peru for the offence caused by our recent activity laying a message of hope at the site of the historic Nazca Lines. We are deeply sorry for this.

[…] via

Il comunicato continua spiegando che Greenpeace si prende la totale responsabilità dell’accaduto e bla bla bla. Potete leggerlo tutto qua.

 

 

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, in pratica degli attivisti di Greenpeace sono entrati illegalmente in un’area protetta, patrimonio Unesco, e hanno camminato in mezzo alle famose linee di Nazca per stendere un messaggio ambientalista, senza preoccuparsi delle conseguenze.

Il problema è che il terreno su cui sono tracciati i famosi geoglifi è attraversabile solo indossano particolari calzature a pianta larga (larghissima) per evitare di tracciare altri segni visibili tra i famosi disegni.

Le linee sono tracciate rimuovendo le pietre contenenti ossidi di ferro dalla superficie del deserto, lasciando così un contrasto con il pietrisco sottostante, più chiaro. La pianura di Nazca non è ventosa e il clima è piuttosto stabile così i disegni giganti sono rimasti intatti per centinaia di anni.

via

 

Hanno camminato per centinaia di metri fino ad avvicinarsi ad uno dei disegni più famosi, il Colibrì.

E insomma che lo scorso 8 dicembre gli attivisti di Greenpeace, provenienti dal Brasile, Argentina, Cile, Spagna, Germania, Italia e Austria, si sono intrufolati con il favore del buio nell’area, hanno camminato per centinaia di metri fino ad avvicinarsi ad uno dei disegni più famosi, il Colibrì, e hanno steso i loro teli per formare una scritta con un messaggio ambientalista.

 

 

Il problema è che, camminando in così tanti e senza alcuna precauzione, hanno creato innumerevoli nuovi tracciati nella valle, anche molto vicino ai famosi disegni, visibili chiaramente anche da lontano:

 

Greenpeace 07

 

Sorvolando sulle linee rimaste nei punti in cui erano depositati i teli, vi invito a notare quel sentiero enorme in alto a sinistra, usato dagli attivisti di Greenpeace per arrivare in prossimità del Colibrì… quel sentiero non c’era prima del loro arrivo. Si avete capito bene:

 

colibri

 

Greenpeace aveva prima provato a sminuire i fatti, ma poi, di fronte all’evidenza, sono arrivate ieri le scuse ufficiali.

Il Perù ha già annunciato che agirà per vie legali contro l’organizzazione ambientalista.

 

 

Non so come ho fatto a trattenermi per tutto l’articolo. Notate come non ho usato nessuna parolaccia. Lascio a voi i commenti del caso qui sotto.