Da oggi, per guidare un drone ci vuole patente ed assicurazione. Non è proprio così. La quasi totalitá dei mass media ha riportato la notizia in modo generalizzato. Proviamo a fare chiarezza.

La patente riguarderá solo i cosidetti APR, cioé “Aeromobili a Pilotaggio Remoto” utilizzati a scopo non ricreativo o non sportivo.

Quindi se siete degli appassionati potrete continuare a far volare il vostro drone sotto i 25Kg, purché con frequenze e potenze di trasmissione RC nei termini legali, in modalità VLOS – Visual Line Of Sight cioé con modello sempre in vista e senza superare la quota prevista dal regolamento di 70 metri.

Rispettando queste regole, si potrá far volare il proprio modello ovunque, con l’eventuale autorizzazione del proprietario del terreno in caso di terreni privati.

Non si potrá ovviamente far volare nulla su persone, centri abitati, singole abitazioni, ecc…

Ma se vorrete fare riprese pubbliche, potrete ovviare a questi limiti scegliendo di pilotare ad orari inusuali, sempre senza persone nei paraggi.

Detto questo, se siete interessati a fare riprese aeree per lavoro, quindi ricadendo nel campo “professionale”, sarete obbligati ad assicurare il vostro drone per eventuali danni cagionati verso terzi (anche se molte assicurazioni non hanno ancora piani ben stabiliti) e sopratutto dovrete essere maggiorenni e dotati di patentino ufficiale ENAC.

Per spiegare tutte le normative in materia e dipanare i dubbi degli appassionati, ENAC terrà un apposito incontro al “Roma Drone Expo&Show” dei prossimi 24 e 25 maggio.

 

Quello che si può ancora fare:

  • Peso entro i 25Kg
  • Modello sempre in vista
  • Lontano da persone o luoghi pubblici
  • Uso amatoriale e non professionale

 

Per tutto il resto serve patente ed assicurazione, deal with it!