Con questo articolo vorrei  farvi conoscere un posto unico nel suo genere, una ludoteca atipica che per il sottoscritto è quasi una seconda casa da almeno 15 anni: Il Circolo Quintet di Ravenna.

Con questo nome non vengono in mente molte cose.

Forse, per i pochi pazzi fortunati che l’hanno visto, viene in mente il film di Robert Altman del 1979 con Paul “Occhi di Ghiaccio” Newman e Vittorio “Il Mattatore” Gassman che racconta di un mondo post-nucleare “glaciale” in cui gli abitanti praticano uno strano e mortale boardgame, chiamato appunto “Quintet”.

Quintet Locandina
Ma non è di questo Quintet che vi voglio parlare.

Vorrei farvi conoscere una ludoteca un po’ atipica, nata a Ravenna nel lontano 1993 e ancora viva e vegeta nonostante sia un Circolo completamente autogestito.

Ma procediamo in ordine cronologico.

 

 

La Genesi

A Ravenna, la cultura ludica si è sviluppata un po’ come i Moti Carbonari

Bisogna specificare che Ravenna non è esattamente il prototipo della città aperta, anzi, non è proprio una città, ma un grande “paesone” e proprio per questo motivo, la cultura ludica si è sempre sviluppata un po’ come i Moti Carbonari: ogni gruppetto portava avanti la propria storia e le proprie esperienze senza avere un centro di aggregazione.

Questo è stato sempre un grosso limite nel nostro “paesone”, fino a quando qualcuno non ebbe la folgorante idea di chiedere al Comune di concedere alcuni spazi (leggasi Centri Sociali) ad alcuni gruppetti di  volenterosi che desideravano creare dei punti di aggregazione ludici aperti più o meno a tutti.

Dopo questa doverosa premessa, torniamo sui binari giusti.

Nel lungo inverno del 92-93, un gruppetto di cinque (che caso!) amici, stanchi di saltare da un centro sociale ad un altro o di incontrarsi sempre in locali poco avvezzi ai giochi di società e/o GdR, decisero di abbozzare il progetto di una Ludoteca dove poter passare il tempo libero e sfogare la loro voglia di insultarsi confrontarsi liberamente a colpi di tiri di dado.

Dopo mesi di discussioni, incontri e ricerche di appoggi dalle Istituzioni, nell’autunno del 1993, con l’appoggio del Comune di Ravenna delle loro risorse economiche e con la forza enorme dell’affiliazione ARCI (che il Valhalla li abbia in gloria) nacque il primo QUINTET.

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“Il gruppo dei Cinque” 

 

I locali in cui si insediarono “I Cinque” erano nel centro storico di Ravenna (per i conoscitori della città era via Tombesi dall’Ova) ma, dopo un periodo che varia da un anno e mezzo a due anni e mezzo (a seconda di chi narra la Genesi), la gestione della cosa si rivelò molto impegnativa soprattutto a livello economico a causa degli elevati costi dei locali (erano di proprietà di privati).

(NdR alcune altre fonti non molto attendibili perché non verificabili narrano che il motivo del primo fallimento fu da imputare principalmente al non favorevole appoggio da parte delle istituzioni politiche della città che decisero di non dare più in gestione i locali ai Cinque)

 

Proprio a causa di queste difficoltà, la prima associazione Quintet fallì e rischiò davvero di estinguersi se non fosse stato che, come in tutte le “belle storie”, quando tutto sta andando in malora, arriva qualcuno che risolleva la situazione.

 

 

La Rinascita

In questo caso, a “tirare su la baracca” non arrivò il classico Cavaliere Mascarato o il Paperon de’ Paperoni di turno ma una cordata di 10 folli frequentatori che accettarono l’onere (monetario) e l’onore di riportare in alto il Quintet traslocandolo, nel frattempo, in locali più adeguati sia in termini di spazi che di costi. 

Fatti non pugnette!

Dopo un brevissimo tempo, anche grazie all’intercessione dell’ARCI, venne presa la decisione di trasferirsi nella sede attuale: una ex sala da ballo nella prima periferia di Ravenna (Ponte Nuovo per i conoscitori della zona) di circa 300 metri quadri. Un locale molto ampio dotato di tutti i comfort (compresa una porta spazio-temporale posizionata all’ingresso).

In quei locali è cominciata la storia del Quintet attuale.

 

 

Il Quintet oggi

Dalla leggenda si passa alla realtà!

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E il Quintet è una gran bella realtà

Partendo da un drappello di 10 persone, il gruppo è cresciuto e cambiato; quelli che erano ragazzi nel ’93-94 sono diventati grandi, si sono sposati, hanno messo su famiglia, ma per uno che usciva, un’altro entrava o ri-entrava e così c’è stato quel ricambio che ha permesso di mantenere vivo il Quintet. 

Questa è la nostra forza: la passione e la voglia di gestire e mantenere vivo un luogo solo per noi, gestito da noi, dove andare a “rifugiarsi” e dove trovare sempre e comunque quello di cui si ha bisogno (proprio tutto tutto no purtroppo). 

Funny Fact:  non è raro trovare, soprattutto nei week end, qualche “residuato bellico umano” che dorme sul divano in posizioni assurde e innaturali dopo aver fatto l’alba ai tavoli da gioco (principalmente Magic). Non ho ritenuto fosse il caso di mettere prove fotografiche di quanto affermato. 

 

Il Quintet è un Circolo Ludico affiliato ARCI ed è gestito senza scopo di lucro da un gruppo di una ventina di volontari, studenti e lavoratori, che ne garantiscono l’apertura durante tutto l’anno, tutti i giorni dell’anno. 

La sopravvivenza del Circolo è garantita da un bar discretamente fornito (cibi e bevande varie) e da regolari aperitivi e Cene a tema che si svolgono principalmente nei week end. 

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A disposizione gratuitamente oltre 200 Giochi da Tavolo e tanto tanto altro.

Inoltre sono a disposizione di tutti i frequentatori  una postazione TV+Play Station, una ventina di postazioni per computer e una rete wi-fi libera (questi ultimi due dietro pagamento di un obolo simbolico) e, gratuitamente, vengono messi a disposizione oltre 200 giochi da tavolo (non li sto ad elencare, ma ci sono praticamente tutti), due salette private prenotabili gratuitamente dove giocare di ruolo, uno “scatolone” con tutte le carte di Magic esistenti (ovviamente 1x e stampate personalizzate Quintet), una zona allestita per Wargames tridimensionali (Warhammer Fantasy Battle e altri) e anche due bagni!

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Il Quintet è inoltre fucina di nuovi giochi (di comitato, da tavolo, ecc.) e non posso non menzionare Wherewolf che proprio al Quintet è nato e si è sviluppato.

Nota di colore Fossimo stati Ammeregani, a quest’ora fuori dal circolo ci sarebbe una targa con scritto “Qui è stato creato Wherewolf” e faremmo pagare un biglietto per giocarci.

 

 

 

Le attività del Quintet

Qui l’elenco sarebbe davvero lungo!

Come menzionato sopra, una piacevole abitudine sono diventate le Cene a Tema che vengono fatte una volta al mese: Hamburgherata, Hot Dog, Piada e salsiccia, Fagioli alla Texana, ecc. quasi sempre precedute dall’aperitivo del venerdì.

Inoltre un “must” è diventata anche l’Asta Tosta che si svolge in genere nel sabato più vicino all’Epifania. L’intento dell’asta è principalmente quello di far svuotare le cantine/riciclare vecchi regali e far guadagnare qualche Euro al Circolo passando una serata in compagnia.

Altro evento ormai diventato imperdibile è I Lupi della Befana: una serata (generalmente il 5 Gennaio) dedicata totalmente a Wherewolf.

Altri eventi molto importanti (anche a livello nazionale) sono i Tornei di Warhammer Fantasy Battle organizzati dalla Guardia Bizantina, associazione di giocatori che ha sede proprio nei locali del Quintet.

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Inoltre, negli anni, il circolo é stato ed è teatro di spettacoli in stile “Giallo dal vivo”, cortometraggi di fantascienza, oltre ad aver contribuito all’organizzazione e alla realizzazione di eventi che sono andati oltre i confini dell’associazione stessa come l’indimenticabile Mosquito Games, convention di giochi di ogni genere realizzata nella pineta di Punta Marina (RA).

 

 

Frequentare il Quintet

Per poter frequentare il Quintet, l’unico obbligo è la sottoscrizione della tessera ARCI, costa pochi euro ed è valida tutto l’anno solare e in tutti i circoli ARCI d’Italia.

  • Gli orari “ufficiali” sono da Lunedì a Sabato dalle ore 21.00 alle ore 01.00 e Domenica dalle 14.30 alle 01.00.

La realtà è decisamente meglio: durante la settimana “i cancelli” aprono verso le 17.30-18 mentre nel week end non è raro trovare aperto anche alle 15.

Di notte praticamente non c’è orario di chiusura. Può capitare di trovare aperto anche alle 4-5 di notte… e la leggenda narra che in molti week end, la porta spazio-temporale all’ingresso funziona talmente bene che entri in un giorno ed esci due giorni dopo!

Se capitate dalle parti di Ravenna, non dimenticatevi di fare un salto in questo antro senza tempo ma solo dopo aver visitato i monumenti Patrimonio dell’Unesco. :)

Nel caso vogliate sapere qualcosa di più, sono a vostra disposizione.