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La Lean Production in Daitarn III

8 anni fa

10 minuti

mazinga-7

Due domande si pone sempre un nerd quando guarda i cartoni animati di robottoni: perché sti cretini attaccano sempre il Giappone e perché sti cretini non vengono tutti assieme invece che andare uno alla volta e farsi fraggare dal robottone buono di turno?

Salve sono @nicholas forse vi ricorderete di me in articoli quali “Conviene studiare a Hogwarts dopo che un drago ha preso tutte le monete di Zio Paperone e le tiene in ostaggio?” oggi per nerdeconomy (modellizzazioni semi-serie nel mondo nerd) andremo a esplorare i magazzini dei meganoidi e cercheremo di capire se la lean production ha salvato la Terra molto più di quanto abbia fatto Daitarn 3.

 

 

nerdeconomy2

 

 

Il Costo del Magazzino

Se avete letto con attenzione l’articolo su Zio Paperone vi sarete resi conto che tenere delle merci immobilizzate ha dei costi, dei costi anche decisamente alti.

Dopo la sbornia produttiva degli anni ’50 – ’60 dove la domanda di beni era molto superiore all’offerta e il problema non si poneva, dagli anni ’70 in avanti gli economisti e gli ingegneri hanno invece iniziato ad analizzare il problema della gestione delle scorte scoprendo una amara verità: avere della roba in magazzino costa, e spesso, costa un botto.

Le motivazioni sono le stesse dell’articolo scorso: inflazione e costi opportunità, a queste però si devono aggiungere tutta un’altra serie di fattori ad esempio l’obsolescenza (che colpisce spietatamente i mercati hi-tech), l’usura, il furto, il rischio di distruzione del bene e tanti altri.

In pratica quando io metto un oggetto in magazzino invece che venderlo a qualcuno sto facendo una scommessa, sto scommettendo che quell’affare sarà ancora li, integro e con tutto il suo valore quando deciderò di venderlo.

E questa è una scommessa che non si può vincere.

Quindi perché si tiene un magazzino? Lo si fa perché si è costretti a farlo.

Il magazzino permette di assorbire i picchi di domanda, se io produco qualcosa, molto difficilmente ne produrrò esattamente la quantità richiesta, a volte ne produrrò di più a volte di meno.

Quando produco di più accumulo per quando produrrò di meno (o meglio, per quando la domanda salirà troppo rapidamente rispetto alla mia offerta).
Il magazzino mi permette di evitare gli sprechi quando produco troppo e di assorbire le perdite legate al mancato guadagno quando produco troppo poco.

Ovviamente però si tratta di un palliativo in quanto sarebbe ideale produrre esattamente quanto mi serve, non potendolo fare mi appoggio appunto alle scorte e le scorte si pagano.

 

 

La Lean Production

La ricerca di una produzione ottimizzata capace di far fronte alla domanda senza bisogno di scorte

Dagli anni ’70 in avanti, sotto molti nomi e con centinaia di modelli differenti si è affermato come mantra la lean production, ossia la ricerca di una produzione ottimizzata capace di far fronte alla domanda senza bisogno di scorte o comunque con scorte il più esigue possibili.

Dagli MRP degli anni ’80 al Just in Time, dalla produzione a flusso teso al metodo Toyota, dallo spostamento della diversificazione ai lotti economici è un fiorire di teorie di gestione, tutte accumunate da un generale problema di fondo: siamo incapaci di prevedere la domanda, il giorno che saremo in grado di farlo avremo centinaia di modelli spettacolari.

Sarebbe troppo lungo spiegare queste teorie (che spiegano ad esempio perché i laureati in filosofia vi propongono sempre i McMenù invece che i panini singoli) vi basti sapere che il concetto è quello di produrre il giusto e, se messo alle strette, di produrre di meno o di più a seconda del tipo di bene e del suo valore di riutilizzo.

 

 

daitarn 3

Alla Conquista del Mondo Giappone

Perché i cattivi attaccano sempre il Giappone?
Bella domanda, la dottrina militare moderna prevede che la difesa sia sempre superiore all’attacco ma che l’attaccante ha il vantaggio di scegliere dove colpire.
Per ora ho visto una motivazione decente solo in Neon Genesis Evangelion se però qualcuno ne conosce altre sono curioso.

In ogni caso non è un problema economico.

Perché i cattivi attaccano sempre con un solo robot alla volta?
Magari sono cavallereschi, magari sono stupidi o magari potrebbero avere un motivo economico per farlo.

Iniziamo a cercare di capire quanto costa agli alieni attaccare la Terra.

Gli alieni mandano giù dei robottoni che, ogni volta, sono sconfitti solo dal robottone di turno.

Quindi gli alieni hanno progettato una forza d’attacco singola in grado di opporsi efficacemente agli eserciti tradizionali.

Nessuno prova mai a distruggere i cattivi con caccia da combattimento o carri armati, e le poche volte che ci provano falliscono miseramente.

Quindi un robottone deve essere migliore di un esercito, quindi costerà circa quanto un esercito (se costasse di meno sarebbe inutile avere eserciti e produrremo tutti robottoni, ricordiamoci che il compito dei robottoni cattivi è conquistare una zona e quello dei robottoni buoni difenderla esattamente i compiti di un esercito).

Quanto costa un esercito?
Non ne ho la minima idea, avevo iniziato a fare i conti partendo da qui ma mi sono stufato abbastanza in fretta.

Il valore reale non è così importante comunque 10 portaerei senza aerei costano circa 50 miliardi di dollari e ogni anno il budget per il pentagono è di circa 680 miliardi di dollari.

Con tutti i distinguo del caso un robottone che deva essere in grado di sconfiggere gli eserciti della Terra costa molti, molti soldi.

 

 

Daitarn 3 Ep 1: Lean Production vs Make to Stock

La prima battaglia i nostri alieni la combattono non sulla Terra ma sul loro pianeta di origine: meglio produrre decine di robottoni e tenerli li o meglio produrli quando servono?

Beh i robottoni hanno 2 brutte caratteristiche, la prima è che costano tanto e ok, la seconda è che non sono riutilizzabili.

Una volta conquistata la Terra che me ne faccio di un robottone da guerra?
Si magari lo posso usare per controllare il pianeta ma che me ne faccio di 2 robottoni da guerra? Nulla, una volta vinto il secondo non serve a nulla, e se non ne servono 2 figuriamoci 50 e non posso nemmeno rivederli! Neppure scontati! I robottoni sono un incubo gestionale.

E’ come andare in giro con 50 cellulari uguali, che senso ha? Meglio comprarci altro con i soldi degli altri 49 cellulari e, in caso uno si guasti, comprarne un altro alla bisogna.

Produrre e mantenere 50 robottoni inutili è una spesa che nessuna persona sana di mente farebbe mai e probabilmente è anche una spesa insostenibile per qualunque civiltà: se hai l’arma definitiva non ne produci 50, avete mai visto l’Impero produrre 50 morti nere?

Cioè qui si fa un bordello dell’anima per 30 caccia da guerra immaginate il casino per 30 armi che vincono da sole ogni esercito del mondo, il movimento 5 galassie dei cattivi sarebbe sempre in piazza.

Quando un bene ha un altissimo valore di mercato (e di conseguenza un altissimo costo di giacenza) e una possibilità di riutilizzo scarsa se ne produce solo lo stretto indispensabile, alcuni esempi concreti: dighe, autostrade, piattaforme petrolifere, portaerei nucleari etc.
Qualcuno di voi ha mai visto un magazzino di piattaforme petrolifere? Appunto.

Quindi anche gli alieni malvagi non producono robottoni per accumularli ma anzi, cercano di produrne il meno possibile.

Il rovescio della medaglia è che se io non posso permettermi di stockare devo essere molto efficiente nel prevedere i picchi della domanda, soprattutto se il mio bene vale molto e se non ne vendo\uso ho altissimi costi opportunità (in questo caso il costo opportunità è la mancata conquista del Giappone).

E’ molto probabile che i vari malvagi abbiano studiato talmente bene il processo produttivo da essere in grado di costruire rapidamente un grosso robottone e questo li libera dall’obbligo di averne un magazzino.
Anzi, probabilmente avranno fatto di necessità virtù, impossibilitati a sostenere i costi di giacenza di queste macchine succhiasoldi avranno cercato di ottimizzarne la produzione e renderla più flessibile e dinamica un po’ come fanno Zara e Benetton.

 

 

Daitarn 3

 

Conclusione

Ogni settimana (o in base alla cadenza del fumetto) i cattivi assemblano un robottone e lo mandano sulla Terra.
Conoscono esattamente la domanda: 1 robottone, ma hanno calcolato male questo valore.

Magari i loro calcoli sulle serie storiche erano sballati (dopotutto è la prima volta che attaccano un pianeta nemico, quanti dati pregressi possono avere? Oppure in passato il primo robottone è sempre stato sufficente) ma ormai il processo produttivo è quello che è.

Forse potrebbero fermarsi e accumulare 2 o 3 robottoni prima dell’attacco ma probabilmente non sono in grado di pagarne la giacenza (dove li metto?) o i costi produttivi sono inaffordabili.

Pensiamo a una flotta di invasione con il suo robottone, le cose vanno storte, bisogna produrne un altro, magari si sono attrezzati per poterne costruire un secondo nel caso il primo avesse guasti ma poi?

Dove reperiscono i materiali? Magari sono costretti a cannibalizzare le loro navi spaziali, la popolazione si stringe mentre i vascelli volanti sono fatti a pezzi per costruire un altro robottone, le madri mandano i figli su navi sicure dopo un ultimo abbraccio, prima che la loro nave venga distrutta per assemblare l’ennesimo robot da combattimento.

Anche se stiamo parlando di un pianeta intero immaginate di spendere 2 o 3 volte il budget militare degli Stati Uniti ogni settimana, significa schiacciare l’economia sotto un peso insostenibile, significa inflazione, razionamento delle risorse, perdita dei diritti civili sacrificati alla causa produttiva, una specie di Germania sul finire della WWII.

Questi sono costi sociali altissimi soprattutto se hanno capito che uno o tre non fa una grande differenza per l’eroe di turno quindi meglio evitare gli sprechi.
Tra l’altro anche i terrestri, vedendo che li stanno accumulando, potrebbero ricominciare a produrre i loro (e non venitemi a dire che i robottoni li abbiamo trovati\arrivano dallo stesso pianeta dei nemici, perché in quel caso i nemici sono degli idioti che non ne fanno uno uguale e noi siamo degli idioti che non facciamo un minimo di retroingegneria, e per quello che mi riguarda i cartoni di robottoni sono una cosa seria non una lotta tra ritardati mentali tipo video di bullismo su youtube).

I cattivi quindi non attaccano con un robot alla volta perché sono stupidi, ma perché anzi hanno calcolato correttamente i costi-benefici ma hanno calcolato male la domanda, non hanno tenuto conto del cigno nero, in questo caso del Daitarn, di turno, che avrebbe fatto impennare le richieste.
Ma il cigno nero è, per sua stessa natura e per la sfiga dei cattivi, imprevedibile.

Se ci pensate anche noi terrestri abbiamo scelto la stessa strada e abbiamo un solo robottone pronto alla pugna, perché gli alieni non dovrebbero aver fatto altrettanto?

Così ogni settimana i cattivi teorizzano la domanda di robottoni (1) e scommettono sulla possibilità di sconfiggere Tetsuya e i suoi sodali e di rispondere esattamente alla domanda richiesta per conquistare un pianeta (1 robottone), ma soprattutto di evitare alla loro società dei costi inammissibili per produrre e accumulare robot che sono potenzialmente inutili in caso di vittoria.
(Ovviamente non prendo nemmeno in considerazione motivazioni stupide e chiaramente false e complottiste legate a fattori esterni non verificabili, tipo, ad esempio, il copione della serie o il fatto che i disegnatori tengano famiglia).

Questo dimostra che, come già teorizzato da Einstein “l’interesse composto è la forza più potente dell’Universo” e che, al pari delle leggi fisiche, ogni creatura dell’Universo è costretta a sottostare anche alle leggi economiche.

So long alieni malvagi, ci avete provato nel migliore dei modi possibili, lo stesso che avremmo scelto noi e io vi rispetto per questo.

 

 

Con questo articolo si conclude Nerdeconomy, avevo materiale per 5 articoli e 5 ne ho scritti.Con questo non voglio dire che non ne scriverò mai più altri, ma che potrebbe passare molto tempo prima che riesca a trovare nuovi spunti e nuove idee e il tempo per analizzarle e realizzarle.

Spero che la rubrica sia piaciuta e ringrazio per le spassose discussioni che ha generato.

L’economia può essere una cosa divertente e una cosa molto nerd anche.

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