Il Re e la corte - Seconda parte

Nella prima parte si era parlato di come la situazione lavorativa nei primi anni di Atari fosse piuttosto “bizzarra”. Era chiaro che Bushnell non poteva circondarsi solamente di persone prese letteralmente dalla strada, ma aveva bisogno della presenza di altre figure, maggiormente fidate, che lo aiutassero a costruire un vero e proprio impero.

Gente che va, gente che viene.

Mano a mano che l’Atari cresceva Bushnell iniziò a circondarsi di persone che conosceva e di cui si fidava ciecamente, con il risultato che si rese immediatamente conto del successo che sarebbe arrivato in poco tempo e decise di non avere più tempo per le persone che non condividevano la sua visione.
Ted Dabney, il suo amico di lunga data e co-fondatore della Atari, fu la prima vittima. Secondo Bushnell, Dabney, era ancorato ad una visione piuttosto limitata, da ingegnere di una piccola azienda, non era pronto ad essere co-proprietario di una azienda internazionale e di conseguenza avrebbe solamente rallentato i progressi di Atari.
Inzialmente Dabney si rifiuto di andarsene, e lui e Bushnell si accusarono a vicenda, anche se alla fine Dabney decise di lasciare e ricevette un sacco di azioni dell’azienda, per poi venderle diversi anni più tardi ottenendo un notevole profitto. In cambio del suo investimento iniziale da 250$ era diventato un milionario.

I bought him out two years into the business. What happened was that the business outgrew Ted, and he knew it. I mean, he was an engineer’s engineer, and he liked being in the company, but all of a sudden it got too big for him. Ted ended up running the coin route. It was a very positive cash flow operation. When we sold off [Bushnell later sold Atari], he ended up with a large note for his shares and the operations, which he ran successfully for many years thereafter. I think, probably all totaled, it was worth about a million bucks.
-Nolan Bushnell

Al posto di Dabney Bushnell formò una squadra con alcuni membri della Ampex che avevano abbandonato l’azienda. Il gruppo così formato divenne noto, in tutta Atari, come “the King, the Queen and the Five Princes”
Il gruppo includeva un certo Al Alcorn, che diresse la divisione di ricerca e sviluppo, Steve Bristow, che divenne il vice presidente del dipartimento di ingegneria, Bill White, il direttore finanziario, Gil Williams, a capo del settore di produzione, Joe Keenan, che nel futuro sarebbe poi diventato presidente della Atari e della Kee Games e Gene Lipkin, vice presidente delle vendite.
Keenan era eterosessuale e sposato, il fatto che avesse l’appellativo “Queen” era dovuto solamente al fato che era il secondo in comando, e non per le sue preferenze sessuali.

Fra i compagni di squadra di Bushnell solamente Lipkin aveva un background all’interno della industria dei divertimenti di tipo coin-op, poiché prima lavorava alla Allied Leisure Industries, una compagnia della Florida che produceva giochi.

Allied Leisure was started by an old timer in our business named Dave Braun, basically to give his son Bobby something to do. Bobby was severely crippled. They had a factory in Hialeah, Florida, and they made a couple of pretty good motorcycle games. That’s where Gene Lipkin got his start, working as the sales manager for Dave Braun and Bobby Braun. That motorcycle game was a good game, but it broke down a lot, and Gene ran around the country apologizing for the game as often as he was selling it.
-Eddie Adlum

Nuova gente, vecchie abitudini

Bushenll continuava a preferire al duro lavoro un lavoro più rilassato ma produttivo, e si assicurò che la sua corte la pensasse allo stesso modo in merito a questa sua filosofia. I meeting venivano tenuti all’interno di vasche ad idromassaggio, si beveva abbondantemente, si faceva largo uso di droghe e i progetti avevano il nome delle impiegate femminili più sexy. Praticamente i meeting alla Atari erano più delle feste tipo confraternita che incontri di business.

It’s an accurate part of the mythology that we played around with pot at our planning sessions and things like that. And it’s actually, Ithink, a very interesting documentable piece of society that most of us played around. Imean this is the late 1960s, early 1970s.
But then, very quickly, most of us said, “Hey, this isn’t really effective. This isn’t good.” But by that time some of us had already destroyed our lives.
-Nolan Bushnell

I remember this board meeting … Nolan lived in Los Gatos in a very nice house on the hilltop with a hot tub out back. We had a board meeting in his tub. Nolan was saying how much money we were going to be worth, all these millions, and I thought to myself, “I’ll believe this when I see it.”
Nolan needed some papers and documents so he called his office and said, “Have Miss so and so bring them up.” We were in this tub [when she arrived], so he proceeded to try to get her in the tub during the board meeting. Nolan’s attorney was miffed [because] we got his papers wet. He was not in the hot tub and he was not amused by any of this. That was the sort of fun we had.
-Al Alcorn

Nel 1974 Bushnell aggiunse le componenti finali all’arsenale di Atari: Steve Mayer e Larry Emmons, due dei suoi vecchi colleghi alla Ampex, di cui rispettava le abilità tecniche e con cui ebbe da subito un rapporto molto stretto. Mayer ed Emmons divennero responsabili di diversi progetti negli anni successivi in Atari.

They [Mayer and Emmons] both worked with me at Ampex, and so I knew they were good.
So we had this little group up in Grass Valley, California. We had kind of a reputation, you know, for smoking pot and things like that. And I think a lot of it came from the fact that we had a think tank in Grass Valley and people thought, “What is that? Grass Valley in California can only mean one thing.”
-Nolan Bushnell

La “Grass Valley” si trovava nelle Sierra Mountains vicino al confine con il Nevada, era un posto particolarmente “scenico”, situato vicino ad alcune città che erano nate durante la corsa all’argento. Il posto divenne la location ufficiale per i ritiri aziendali, dove venivano pianificati i nuovi progetti e le nuove scelte che dovevano essere compiute dall’azienda, gli stessi viaggi divennero una parte molto importante della cultura di Atari.

Territori sconosciuti

Con il crescente successo di Atari, Bushnell decise di assumere il ruolo di manager e di direttore della pubblicità, lasciando così tutta la parte tecnica a Mayer e Emmons, mentre Alcorn e Bristow gestivano le parti pratiche di ingegneria.
Bushnell potè così iniziare a pensare al futuro, cercando di predire quale fosse la direzione in cui si sarebbe mossa la Atari negli anni a venire. Era fortemente convinto che fino a che ci sarebbero state nuove idee l’azienda sarebbe cresciuta continuamente, quindi cercò come prima cosa dei nuovi lavoratori.
Imparando dalla lezione impartita dal Magnavox Odissey decise di proteggere le sue invenzioni tramite diversi brevetti, al fine di scoraggiare i possibili imitatori. Purtroppo, come spesso accade in questi casi, Bushnell si mosse troppo lentamente e al momento in cui il brevetto venne approvato era oramai troppo tardi. Un numero incalcolabile di concorrenti avevano già costruito e spedito diverse imitazioni.

Nolan filed for a patent on the motion circuit with a guy who was a patent attorney on the low end of the totem pole. We were a very small company. The guy was fundamentally incompetent. The patent was flawed because it was filed too late. We told him that, but he told us it didn’t make any difference. It was patently wrong-pun intended.
-AI Alcorn

Attorno al 1974, le macchine che simulavano il ping-pong potevano essere trovate in ogni bar e sala da bowling di tutti gli Stati Uniti, peccato che Atari ne avesse fabbricato solamente un terzo. Bushnel chiamava i suoi avversari “The Jackals” (gli sciacalli) perché avevano ottenuto un vantaggio in modo scorretto, ovvero copiando la sua principale invenzione. Di fatto i suoi avversari erano riusciti in quello che lo stesso Bushnell aveva tentato di fare all’inizio della sua carriera, quando cercava disperatamente di realizzare cabinati di “Computer Space”, con la differenza che il suo tentativo non ebbe il successo sperato, mentre gli Sciacalli riuscirono a garantirsi un cospicuo profitto dalla loro “clonazione”.

Con questo si chiude il lungo excursus sulla nascita e sui primi anni di vita della Atari, senza la quale, molto probabilmente, non si avrebbe avuto nessuno SNES, Mega Drive, XBox o PS3.

via Wikipedia IT | Wikipedia EN | Libro “The Ultimate History of Video Games

[Classically Trained] è la rubrica a cura di @ilsologheo00 e @papaincacchiato che tratta la storia dei videogiochi e delle console.

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Giacomo Giorgi a.k.a. ilsologheo00

Gli viene regalata la sua prima Amiga quando aveva 6 anni. Da quel momento non si stacca più dal mondo dei videogiochi ed oltre a spaccarsi di fumetti e serie TV, cerca sempre di trovare modi innovativi per perdere tempo in modo nerd e poco produttivo, con gunpla, giochi da tavolo, lego e cerca anche di fare l'informatico nelle ore lavorative.
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martedì 20 marzo 2012 - 12:43
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