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Lucha Libre

¡Mucha Lucha!

Per questa puntata di Ready To Rumble ci spostiamo dagli USA per andare poco più a sud, ossia in Messico. Dopo questo mio precedente articolo sul puroresu, il wrestling Giapponese, ho pensato sarebbe stato opportuno dedicare spazio anche a un’altra importante scuola, quella della Lucha Libre.

Come si può facilmente intuire, l’espressione Lucha Libre significa essenzialmente “lotta libera”. Nonostante questo nome fosse originariamente usato per indicare tutte quelle discipline derivate dalla lotta greco-romana ma con meno limitazioni (oggi conosciute come free fight), il termine attualmente viene comunemente usato per indicare la particolare forma di Professional Wrestling che si è sviluppata a partire dagli anni ’30 in Messico, quasi in contemporanea a quella ben più nota americana.

Lo stile di combattimento dei luchadores (i lottatori messicani) è molto particolare, e spicca subito rispetto a quello americano o nipponico per l’elevata velocità, agilità e frenesia degli incontri. Non mancano inoltre spettacolari manovre aeree, in quello che viene chiamato dai cugini americani high-flying style, a discapito, certe volte, anche del realismo del match stesso.

La màscara


Altro requisito fondamentale dei luchadores è indossare la caratteristica maschera (máscara), che accompagna un lottatore per tutta la sua carriera. La maschera ha un significato particolare e spesso il tipo di maschera, i colori, i disegni, etc derivano da altre maschere: per esempio può essere un tributo nei confronti dell’accademia nella quale il lottatore si è allenato, oppure può riportare le effigi di una particolare famiglia che si è costruita una reputazione nel mondo della lucha libre (si pensi ad esempio ai Los Guerreros).

L’origine di queste maschere è controversa. Il primo a sfoggiarne una fu El Santo, nel 1944 (si veda di seguito) e a quanto pare si ispirò ad alcune maschere rituali azteche. Altra importante influenza sulla cultura delle maschere deriva invece dal diffusissimo rito denominato Dia de los Muertos, ossia il giorno dei morti. Il 2 novembre infatti in Messico si celebra questo particolare rito che mescola elementi di chiara origine cristiana e cattolica con elementi di derivazione religiosa pre-colombiana. In questa occasione hanno un ruolo importante alcune simbologie macabre, al fine di esorcizzare la paura della morte, tra cui la più ricorrente è rappresentata da un teschio stilizzato. Questa immagine è presente in moltissimi contesti diversi, dalle decorazioni ai dolci, e non manca la tradizione di tingersi il volto con questa tetra figura.

Le due immagini qui sotto mostrano una maschera rituale atzeca e una ragazza col volto tinto per la festa dei morti. Le similitudini sono molto evidenti, sia tra loro che con le prime maschere utilizzate nella lucha libre (si veda l’immagine di testa). Oggigiorno ovviamente queste componenti hanno subito un’evoluzione particolare, che le ha portate ad essere sempre più colorate e ricche di particolari, ma come la teoria dell’evoluzione ci insegna, spesso la forma attuale può essere molto diversa da quella ancestrale.

La maschera è quindi la principale identità di un lottatore sul quadrato ed in ogni apparizione in pubblico, ma può anche essere messa in palio in particolari match (máscara contra máscara), nei quali il lottatore che viene sconfitto è costretto ad abbandonarla per sempre. In tal caso il luchadores in questione abbandona anche quella particolare gimmick e si può ripresentare solo dopo un certo periodo con una nuova maschera e una nuova identità. Dagli anni ’80 e ‘90 però il wrestling made in USA ha contaminato anche la scuola messicana, e capita spesso oramai di vedere luchadores senza maschera combattere con il loro nome, il loro costume e le stesse mosse anche dopo aver perso la maschera (sempre la famiglia Guerrero, ad esempio, ha combattuto in USA senza maschera, oppure si pensi a Rey Mysterio, che nonostante abbia perso un match máscara contra máscara, si è presentato in WWE indossando ancora la vecchia maschera e il vecchio ring name).

Le regole


Le regole della lucha libre sono fondamentalmente le stesse del wrestling americano, ma con qualche piccola modifica, ad esempio negli incontri a squadre (chiamati tercias, ossia 3 vs 3 o atomicos, 4 vs 4) non è necessario dare il cambio tramite contatto fisico al proprio compagno, ma basta entrare all’interno del quadrato per essere l’uomo legale. L’incontro poi termina quando si verifica una delle seguenti condizioni: schienamento dell’avversario al conto di tre, sottomissione, conteggio fuori ring (conteggio al 20, come in Giappone, e non al 10 come in USA e Europa), KO tecnico (incapacità di uno dei due lottatori di proseguire l’incontro) oppure per squalifica. La squalifica di un luchadores può avvenire a causa dell’utilizzo di oggetti contundenti, di colpi bassi, di manovre proibite (ad esempio il martinete, nome messicano per indicare il piledriver) oppure in caso di rimozione totale della maschera dell’avversario. È fondamentale questa precisazione, perché se la maschera fosse rimossa solo in parte, oppure se sotto la maschera ci fosse un’altra maschera, la squalifica non avviene!

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Un po’ di storia


Il fondatore della lucha libre è un certo Salvador Lutteroth, che a sua volta ha importato lo sport dagli Stati Uniti, dove lavorava come ispettore nel dipartimento delle imposte. Nel 1933 Lutteroth fondò la Empresa Mexicana de Lucha Libre, ma la vera rivoluzione fu solo negli anni ’40, quando fece capolino il primo luchadores mascherato, ossia Rodolfo Guzmán Huerta, noto come El Santo. L’impatto che ebbe questo lottatore fu enorme, e riscosse subito un grandissimo successo, tant’è che da quel momento in poi tutti i lottatori messicani iniziarono a lottare mascherati. Altri nomi che hanno segnato la storia della lucha libre sono stati senza dubbio Gory Guerrero (padre di Eddie Guerrero e nonno di Chavo Guerrero jr), Blue Demon (considerato da molti l’erede di El Santo) e Mil Máscaras, a cui si deve la diffusione dello spettacolare stile messicano nel mondo e padre, nonché allenatore, del lottatore WWE Alberto del Rio.

La lucha libre oggi


Oggi uno dei migliori lottatori messicani è senza dubbio Místico, che recentemente ha firmato un contratto con la WWE (fortemente voluto da Triple H, futuro erede della federazione di Stamford) sotto il nome di Sin Cara (letteralmente “senza volto”). L’impatto con il pubblico americano è stato minore di quanto si fosse previsto, a causa di match non sempre all’altezza delle aspettative. La causa di tutto ciò starebbe principalmente nella difficoltà di Sin Cara di adattarsi allo stile americano, ma soprattutto da parte dei lottatori WWE di avvicinarsi allo stile del luchador. Se si considera poi che Sin Cara non mastichi una parola di inglese, non è difficile spiegare tutti i botch (errori o incomprensioni durante lo svolgimento di un match di wrestling) a cui Sin Cara ci ha abituato nelle sue apparizioni americane.

Oltre al Messico lo stile della lucha libre è giunto anche in altri paesi. In particolare la lucha libre ha contaminato lo strong style giapponese, dando origine a una nuova corrente denominata per l’appunto lucharesu. Al di fuori del Messico, una delle principali federazioni indipendenti dove viene regolarmente eseguito uno stile da luchador è senza dubbio la Chikara Pro fondata da Mike Quackenbush (un personaggio davvero grandioso che ebbi il piacere di conoscere di persona durante un suo tour nel Bel Paese), il quale si è a sua volta allenato da Jorge “Skayde” Rivera Serrano, uno dei più longevi luchadores messicani.

Nell’ultimo approfondimento dell’articolo trovate un video tributo a Místico, prima che firmasse per la WWE. Se volete cercarvi qualche suo match interessante, vi consiglio quelli contro il suo storico avversario Averno. Buona visione!
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Link:
CMLL (Consejo Mundial de Lucha Libre), una delle principali federazioni messicane.
AAA (Asistencia Asesoría y Administración), l’altra principale federazione messicana.
The Masked Legacy, approfondimento sulle principali maschere Giapponesi e Messicane.
Lucha Wiki, una wiki sulla lucha libre.
Deportes Martinez, negozio artigianale fondato da Don Antonio Martinez, colui che realizzò la prima màscara a El Santo. Il negozio è ben fornito, ma vi avviso che i tempi sono abbastanza lunghi, perché viene fatto tutto su misura.

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RTRReady To Rumble è la rubrica di Lega Nerd che ti scaraventa nel mondo del wrestling.

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mercoledì 1 febbraio 2012 - 15:18
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