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La Matita

10 anni fa

10 minuti

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È da un po’ che ho in mente questo articolo e vista la mia professione, ritengo di potervi aiutare a comprendere uno degli oggetti che praticamente chiunque ha usato, usa ed userà.

Enjoy!

 

La Matita

La matita è lo strumento più comune per scrivere e disegnare, ma non è il più antico.

La grafite fu scoperta solo nel 1664.

Infatti la grafite, cioè il minerale grigio che viene avvolto in un bastoncino di legno, fu scoperta solo nel 1664. Qualcuno si accorse che la grafite lasciava su un foglio di carta una traccia ben visibile, ma facilmente cancellabile con un po’ di mollica di pane, e pensò di utilizzare questa proprietà del minerale.

 

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Il 10 Settembre ricorre il compleanno delle matite.

 

Infatti proprio in quel giorno dell’anno 1665, furono messi in vendita i primi bastoncini di grafite protetti da un involucro di stoffa o da sottili canne di bambù. Le matite con il rivestimento di legno, come quelle che si utilizzano oggi, comparvero molto più tardi, nel 1795 e fu il francese Nicolas-Jacques Conté a metterne a punto la produzione.

 

 

È costituita da un involucro che racchiude una mina.

La matita moderna (e il portamine) è quindi lo strumento fondamentale per disegnare. È costituita da un involucro di legno (in genere legno di ginepro), di plastica o di metallo che racchiude una mina. Le mine sono formate da un impasto di grafite e di argilla in percentuali variabili e la funzione dell’argilla è quella di aumentare la durezza.

 

 

Il portamine, costituito da un astuccio metallico o di plastica, si differenzia dalla matita perché la mina può scorrere all’interno del telaio grazie alla pressione di un pulsante a molla. Nella matita la mina è bloccata dall’involucro. Nel caso del portamine, le mine possono facilmente essere sfilate, appuntite, sostituite. I portamine a tratto sottile (micromine) permettono di tracciare linee di spessore costante senza dover temperare le mine, evitando il rischio di sporcare con la polvere della matita.

 

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Esistono micromine con differenti durezze e con diametro di 0,3 mm, 0,5 mm e 0,7 mm; sono le più indicate per il disegno tecnico.

 

 

 

Le gradazioni delle mine

Le mine e le matite sono prodotte e vendute in diverse gradazioni di durezza, per soddisfare le varie esigenze dei disegnatori.

 

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Sono comunemente impiegate due scale di gradazioni della durezza:

  • una gradazione utilizza i numeri (che vanno dal numero 1 al numero 9, crescendo con l’aumentare della durezza);
  • una seconda scala è impiegata per le mine utilizzate nel disegno geometrico, tecnico e artistico e utilizza lettere e numeri (gradazioni che vanno dalla “EE” per la mina più tenera, fino alla “9H” per la mina più dura).

Si hanno mine tenerissime, tenere, semidure, dure e durissime. Tale durezza varia con il variare della percentuale di argilla presente nella mina: in genere, essa aumenta con l’aumentare di questa percentuale.

 

Di seguito trovate la classificazione per durezza della mina:

EE (morbidissima, grazie ad essa si può ottenere un tratto nero molto intenso), EB, 6B, 5B, 4B, 3B, 2B, B, HB (media), F, H, 2H, 3H, 4H, 5H, 6H, 7H, 8H, 9H (durissima, particolarmente adatta per disegni tecnici).

 

 

Le lettere utilizzate nelle sigle derivano da termini inglesi:

  • B = black, nero (tenero)

  • F = firm, compatto (medio)

  • H = hard (duro)

 

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Prima di iniziare un qualsiasi disegno occorre appuntire la matita con un temperamatite o la mina del portamine con un raschietto in modo tale che la punta abbia forma conica. Nel caso si utilizzasse un portamine con micromine (0,5 mm), queste ultime non vanno appuntite.

 

 

 

Le parti della matita

Una matita è costituita generalmente da una mina scrivente che viene montata all’interno di uno stelo di legno di cedro.

 

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La mina o lapis

Le mine sono prodotte con impasti in proporzioni variabili di creta e grafite. L’impasto viene cotto per dare all’argilla la necessaria durezza.
Le mine sono poi immerse in cera o sostanze grasse per chiudere i loro pori e renderle scorrevoli sul foglio di carta.
La creta serve ad aumentare la durezza della mina, infatti maggiore è la sua percentuale e più dura è la mina.

 

La grafite

È un materiale molto diffuso in natura, conosciuto fin dall’antichità per il suo potere colorante; si trova sotto forma di masse scagliose e lamellari. È buon conduttore di elettricità, morbido, untuoso e di colore nero. I giacimenti più importanti si trovano in Boemia ed in Baviera, ma anche in Madagascar, in Canada, nell’isola di Ski Lanka ed in Siberia. In Italia i giacimenti principali sono situati nelle Alpi Occidentali, nel monte Amiata e nel monte Pisano. Le materie prime della grafite sono polveri di carbone (antracite e coke) che vengono calcinate (sottoposte all’azione del fuoco) a 1.000–1200°C, per eliminare le sostanze estranee. Poi la grafite viene impastata con pece a caldo e successivamente si stampano i pezzi usati in commercio, cioè cilindri, mattoni, ecc. Ad esempio la centrale di Cernobyl utilizzava i cilindri di grafite per il raffreddamento degli impianti.

 

L’argilla

È un materiale costituito da silicati di alluminio, distinto dai caolini, anch’essi formati dagli stessi elementi, ma di natura cristallina. Viene impiegata per la fabbricazione delle mine grazie alle sue proprietà colloidali, alla capacità di assorbire notevoli quantità di acqua trasformandosi in una massa plastica ed infine perché dà all’impasto la gradazione di durezza. Nelle matite l’argilla deve essere molto dura e soprattutto non contenere ferro: le migliori qualità sono quelle di Sri Lanka, della Siberia, della Boemia e del Messico.
Inoltre l’argilla deve contenere pochissimo ferro e soprattutto deve essere molto plastica. Per matite fini l’argilla è preventivamente trattata con soluzioni di silicati e carbonati alcalini, in modo da eliminare le impurità più pesanti. L’argilla si può purificare anche mediante levigazione.

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Lo stelo

È la guaina di legno che serve da impugnatura, a sostegno e protezione della mina, che è molto fragile.

 

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I migliori legni impiegati sono:

  • Cedro di Virginia (Juniperus Virginiana, della famiglia delle Cupressacee)
Di colore rosso porporino, con un caratteristico odore resinoso, è di facile lavorazione; coltivato anche in Europa per ornamento, proviene soprattutto dal Nord America.

 

  • Cedrella della California (Libocedrus decurrens, della famiglia delle Cupressacee)
È di colore rosso chiaro, con un caratteristico odore aromatico. Di facile lavorazione, viene coltivato prevalentemente negli USA, e precisamente in California, Oregon e Nevada.

 

 

 

 

Preparazione e fabbricazione delle matite

Le fasi principali della fabbricazione delle matite sono:

  • 1/2 – Preparazione ed intaglio dello stelo
  • 3/4 – Impasto e inserimento delle mine nello stelo
  • 5/6 – Trafilatura e laccatura/verniciatura delle matite

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Dopo aver raffinato e mescolato insieme argilla e grafite nelle proporzioni volute (la percentuale di grafite può variare dal 30 al 70% del prodotto finale), il tutto è sottoposto per diverse ore a macinazione umida in mulini a pale ed in macine di granito. Per le matite da disegno, la macinazione può durare anche 1.000 ore. La massa così ottenuta deve essere filtrata, e ciò avviene attraverso filtri a pressa, successivamente essiccata e trafilata per mezzo di presse idrauliche, che costringono l’impasto a passare attraverso un mantice, o per mezzo di filiere, di materiale duro, ottenendo così le mine in lunghi fili, come spaghetti, che vengono tagliati della misura desiderata.

Le mine così preparate sono sottoposte a processo ceramico, che consiste nel riscaldarle, in casse ricoperte di coke, fino a 1.000°C; in tal modo l’argilla cuoce sena fondere e fa acquistare alle mine una determinata durezza e resistenza. Infine le mine cotte vengono immerse in bagni grassi, per renderle più dolci e resistenti alla scrittura.

 

Sagomatura

Il legno per gli steli delle matite arriva alla fabbrica sotto forma di tavolette già stagionate e preparate, per poter ottenere quattro o cinque matite per volta. Con una apposita macchina, la fresatrice, vengono incise le scanalature che serviranno a contenere le mine già preparate.

 

Rifinitura

Per mezzo di macchine automatiche, due tavolette alla volta ricevono le mine necessarie nelle scanalature; successivamente si passa all’incollatura. Per far sì che il fissaggio sia duraturo, le tavolette restano un po’ di tempo pressate e serrate in appositi telai. Vengono poi immesse in altre macchine automatiche, dette sagomatrici, che danno alle matite le sezioni desiderate: cilindrica, esagonale, ottagonale, ovale, piatta, ecc.

Lo stelo, infine, viene normalmente rivestito da uno strato di smalto o di vernice, che copre bene le venature del legno. Successivamente, a verniciatura effettuata, si applica alle matite il marchio di fabbrica ed esse si confezionano per la vendita.

 

 

 

 

I tipi di matita

Esistono molti strumenti definiti matita, per lo loro forma e per l’uso a cui sono destinati, che però sono costituiti da materiali diversi, proprio in funzione del loro uso.

 

Modello Impiego
Matite per stenografi Devono essere molto scorrevoli e dare un segno perfettamente rispondente al loro specifico impiego. Infatti in stenografia i segni sono simboli ben precisi e pertanto la matita deve rispondere con estrema facilità alla pressione della mano dello stenografo.
Matite per falegnami Hanno, in genere, durezza elevata. Caratteristica particolare di queste matite è inoltre lo loro sezione, che può essere rettangolare od ovale.
Matite per marmisti, scalpellini e muratori Sono durissime e molto simili a quelle per falegname, in unica gradazione.
Matite colorate Queste matite hanno la mina contenente pigmenti colorati. Sono molto note quelle usate a scuola chiamate erroneamente pastelli.
Matite colorate per trucco e maquillage  Vengono usate per il trucco degli occhi.
Matite vetrografiche  Le mine sono a base di cere e di adesivi.
Matite luterizzanti  Trovano impiego in chirurgia.
Matite per sarti  Sono costituite essenzialmente da cilindretti o tavolette di steatite o talco impastate con sostanze leganti e compresse.
Matite per lavagne  Sono costituite da creta e steatite mescolata a colori minerali.
Matite magnetiche  Sono costituite da polvere di ferrite e ferro mescolato e impastato con sostanze collanti.

 

 

 

Forma e punta della matita

Le matite hanno dimensioni e forma adattate alle mani dell’uomo: sono cioè prodotti ergonomici.

Nessuno userebbe matite di forma triangolare.

Nessuno userebbe matite di forma triangolare. La matita si impugna bloccandone la superficie esterna fra il dito indice e il medio. La matita ha infatti necessità di un appoggio sull’indice e di un vincolo nel medio. Se la matita avesse forma triangolare, gli spigoli provocherebbero delle vistose impronte dolorose nelle dita. Il triangolo equilatero può avere spigoli molto arrotondati; nasce così la forma esagonale.

 

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Se una matita cade in terra, quasi sempre si spunta.

La punta della matita deve essere rifatta spesso perché si consuma; ciò avviene rapidamente per le mine morbide. La punta non deve essere troppo corta perché dovrebbe essere rifatta più spesso, né troppo lunga perché sarebbe troppo fragile. Come ben sappiamo, se una matita cade in terra, quasi sempre si spunta.

 

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La punta può essere fatta con un temperamatite a lamette, con una lama oppure con un temperamatite da tavolo a frese.

 

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Il principio di funzionamento della matita

Una matita disegna o scrive perché c’è attrito fra la punta e la superficie del foglio di carta.

A causa dell’attrito, la mina cede una parte del suo materiale, che aderisce al foglio di carta.

A causa dell’attrito, la mina cede una parte del suo materiale, che aderisce al foglio di carta. Su superfici più lisce, come quelle di un vetro da finestra o di un tavolo coperto con laminato plastico, la matita lascia una traccia più tenue rispetto a quella che segna il foglio di carta; ciò è dovuto al minore attrito che la punta incontra su superfici lisce.

 

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E ora tutti a disegnare, feticisti della cancelleria che non siete altro!

 

 

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