L'RGB nei sensori #LegaNerd
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Bentornati alla nona puntata di Colorama!
Sommario delle puntate precedenti: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8.

In questa puntata vedremo come il modello RGB viene implementato nei dispositivi di acquisizione d’immagine, come scanner, telecamere, macchine fotografiche digitali, o rilevatori di colore industriali.

A differenza dei monitor, in questi casi si usano alcuni sensori, che invece di proiettare, assorbono la luce dei tre diversi primari, e la convertono in impulsi elettrici successivamente elaborabili.

Sensori CCD e CMOS


I tipi di sensori più utilizzati sono quelli di tipo Bayer (dal nome dell’inventore di questo pattern), nelle due varianti CCD e CMOS.

Al di la delle singole differenze tecnologiche, entrambi funzionano secondo lo stesso principio: alcuni elementi sensibili (fotodiodi) convertono le radiazioni elettromagnetiche della luce che li colpisce in impulsi elettrici, che verranno successivamente elaborati per ricostruire l’immagine.

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Sensori Foveon


Ultimamente si stanno diffondendo nella fotografia digitale, anche nuovi tipi di sensori derivati da quelli di tipo CMOS, prodotti dalla Foveon.

In questi, gli elementi sensibili ai tre colori non sono affiancati secondo una griglia, ma sovrapposti, in modo da eliminare il problema dei diversi angoli di incidenza della luce, ed aumentare la risoluzione.

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Sensori SuperCCD

Un approcio diverso e’ stato invece quello introdotto dalla Fuji, con i sensori SuperCCD.

In questi, pur mantenendo la classica disposizione GRGB dei sensori bayer, i pixel hanno forma ottagonale, e sono disposti per linee diagonali a 45 gradi.

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Sensori RGBE e RGBW


Nel tentativo di ottenere risultati sempre migliori, alcune case produttrici hanno provato alcune varianti alla griglia classica RGB (o meglio GRGB) della matrice Bayer.

E’ il caso della Sony ad esempio, col suo sensore RGBE, dove la E finale sta per emerald.

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Anche la Kodak sta sperimentando disposizioni alternative, con i suoi sensori RGBW

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Sensori industriali


In molti rilevatori di colore industriali, invece, dove è richiesta la discriminazione dei colori nelle condizioni di illuminazione più diverse, è il dispositivo stesso che emette la luce da rilevare successivamente.

Il sensore Omron E3MC, ad esempio, utilizza 3 led dei colori RGB per emettere una luce bianca formata dai tre fasci di luce sovrapposti, ognuno con lunghezza d’onda ben nota (680 nm per il rosso, 525 nm per il verde e 450 nm per il blu).

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Potrebbe dunque sembrare , dopo questa panoramica di tecnologie, che ormai ogni varietà cromatica sia acquisibile e riproducibile, ma il modello RGB, come abbiamo accennato nella puntata precedente, ha i suoi limiti: scegliendo i tre primari tra i colori reali, infatti, non è possibile esprimere come loro combinazione tutti i colori visibili.

Non esistono pertanto, monitor in grado di riprodurre tutto il riproducibile, e neppure scanner magici o sensori in grado di rilevare qualsiasi colore.

Approfondiremo questo concetto nell’ultima puntata, dedicata al Diagramma CIE.

A presto !

Fonti
Appuntidigitali
Hyperreview
Omron E3MC datasheet 1 e 2
Allaboutmotion
Broadstudio
Dpreview

[Colorama] e’ una rubrica a cura di @gigiopix sui colori e sulla percezione visiva.

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