Nanotubi di carbonio e api rivoluzioneranno la ricerca degli esplosivi

Cercare un ago in un pagliaio diventerebbe facilissimo se quell’ago fosse un esplosivo.

I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno ideato e creato un rilevatore per esplosivi talmente sensibile da riuscire ad individuarne anche solo una singola molecola.

Per creare tali sensori il gruppo di ingegneri chimici, guidati da Michael Strano, hanno rivestito dei nanotubi di carbonio con frammenti di una proteina (Bombolitina) solitamente trovata all’interno del veleno d’ape. E’ la prima volta che questa proteina si è vista reagire con degli esplosivi, in particolare con quelli della categoria dei nitroderivati aromatici come ad esempio il Tritolo (TNT).

Sensori di questo tipo, se sviluppati all’interno di dispositivi commerciali, risulterebbero ancora più sensibili rispetto agli attuali rilevatori di esplosivi (ad esempio quelli comunemente usati negli aeroporti) che utilizzano la spettrometria per analizzare le particelle cariche in movimento attraverso l’aria.

Spiega Michael Strano: “Gli spettrometri basati sul movimento ionico sono largamente utilizzati perchè poco costosi e molto affidabili. Tuttavia, questa nuova generazione di sensori porterebbe i dispositivi all’ultimo livello di rilevazione: percepire le singole molecole di esplosivo a temperatura ambiente e a pressione atmosferica normale.”

Un ex-studente laureato del laboratorio di Strano, Daniel Heller, ha pubblicato online nel corso della scorsa settimana un articolo descrivendo nei dettagli questa tecnologia, lo potete leggere in approfondimento.

Mostra Approfondimento ∨

Per chi non fosse molto ferrato con l’inglese ne faccio un breve riassunto:

I nanotubi di carbonio sono di per sè fluorescenti, cioè reagiscono emettendo luce a frequenza diversa da quella con cui vengono irradiati, e si è scoperto che la lunghezza d’onda della luce emessa cambia se le bombolitine (proteine estratte dal veleno d’ape) di cui sono ricoperti vengono a contatto con molecole di esplosivo disperse nell’aria.
Questa variazione di lunghezza d’onda non è percepibile ad occhio nudo, ma può essere facilmente rilevata con un apposito microscopio non essendo inoltre influenzata dalla luce ambientale.

La cosa più interessante riguarda il fatto che ogni composto di tipo nitro-aromatico reagisce in maniera differente a questi sensori, permettendo così di catalogarli associando ad ogni esplosivo la lunghezza d’onda relativa, come una sorta di “impronta digitale”.

Questi sensori riescono a rilevare due pesticidi di tipo nitro-aromatico rendendoli quindi potenzialmente utili a fini ambientali.

Fonte: MIT News, Popsci, Technews

Articolo di Noble bazingato qui.

Aree Tematiche
Attualità Chimica
Tag
martedì 17 maggio 2011 - 22:16
Edit

Lega Nerd Podcast

Lega Nerd Live

LN Panic Mode - Premi "P" per tornare a Lega Nerd