Cannabis contro le radiazioni

Cannabis contro le radiazioni

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27 Aprile 2011

Girasoli e cannabis: secondo il sito web francese Alchimia Web – che probabilmente approfitta per farsi un po’ di pubblicità – basterebbe trasformare le zone del Giappone contaminate dalle radiazioni in piantagioni di marijuana (o girasoli) per assorbire gli isotopi pericolosi, come il cesio 137 e lo stronzio 90, fino all’80%.

Secondo il quotidiano Le Parisien, che ha intervistato alcuni ricercatori, è possibile anche usare la colza, che poi potrebbe ancora essere utilizzata per produrre biodiesel; la cannabis andrebbe invece incenerita in apposite strutture in grado di gestire le ceneri radioattive.

L’articolo apparso su Zeus News ha trattato questo argomento con una superficialità tale che ho controllato più volte di non essere finito per sbaglio su TGCom; in ogni caso mi ha dato la possibilità di apprendere questa notizia, e di poter approfondire la questione, per cui ho comunque deciso di mantenere il quote dalla loro fonte.

Il sito web Alchimia Web riporta infatti la notizia di uno studio del 1998 della Consolidated Growers and Processors (CGP), dell’azienda Phytotech, e dell’Istituto di Bast Crop dell’Ucraina effettuato sul suolo di Chernobyl. La ricerca puntava ad identificare quali piante potevano eliminare più efficacemente i metalli contaminanti dal suolo, e dopo mesi di studio vennero identificate come adatte allo scopo le piante di cannabis, di colza e di girasole.

Secondo questo studio tali piante sarebbero in grado di assorbire fino all’80% dei metalli contaminanti contenuti nel suolo colpito da disastro naturale, tramite un vero e proprio processo di fitodepurazione del terreno. Le piante utilizzate a questo scopo andrebbero poi strapiantate, lasciate seccare e poi bruciate in appositi impianti in grado di gestire le ceneri radioattive.

Fa eccezione la colza che, nonostante sia in grado di assorbire grosse quantità di cesio 137 e stronzio 90, potrebbe essere comunque riutilizzata per la produzione di biodiesel (che risulta essere marginalmente contaminato).

Soluzione miracolosa? Sembrerebbe di no.
Nonostante la coltivazione della cannabis sia perfettamente legale in Giappone, rimane estremamente difficoltoso ricoprire tutte le zone colpite con piantagioni (ricordate che parliamo di un 30 km di raggio dalla centrale), e rimarrebbe comunque il problema delle ceneri radioattive.

In ogni caso io ritengo che questo approccio meriterebbe un approfondimento più serio, se non altro per dare una speranza di ritorno alla normalità a quelle zone come il Giappone e la Bielorussia che altrimenti rimarrebbero per sempre dei deserti cancerogeni.

Via Zeus News | Piantagioni di Marijuana per assorbire le radiazioni? [ADUC] | Alchimia Web

Alessio Marinelli a.k.a. Defkon1

Software developer, appassionato di tutto ciò che è possibile smontare e rimontare in modo differente, ma anche di cinema, fumetti e cucina.
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mercoledì 27 aprile 2011 - 9:40
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