La Bathofobia #LegaNerd
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0paque
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Bathofobia: paura persistente, anormale ed ingiustificata della profondità.

Premessa: scusate l’ora; di solito posto molto più tardi, ma se non lo faccio adesso non lo faccio più.

Precisazioni: Dopo il fail che feci tra “rettili” e “relitti” mi sono infognato in un mare (è proprio il caso di dirlo) di fobie, alla ricerca di quella che più si avvicinava alla fobia per i relitti (se vi domandate il perchè leggetevi i post P.A.U.R.osi precedenti).

Ho cominciato concentrandomi sulla Talassofobia (paura dei mari), ma non ho trovato abbastanza punti in comune, ho proseguito sulla scia dell’ Aquafobia (paura dell’immergersi nell’acqua) ma i risultati sono stati ancora più scarsi; per questo motivo, dopo una profonda analisi, confronti e riflessioni sono arrivato alla conclusione che la Bathofobia è la paura più simile a quella descrittami da Zano. Il motivo per il quale sono arrivato a tale conclusione è semplice: un relitto marino, per essere tale, deve per forza trovarsi in fondo all’oceano, ergo, se ho paura del fondo dell’oceano, automaticamente ho anche paura del relitto!

Detto questo approfondiamo l’argomento.

La Bathofobia è una paura “stupida”, uso questo termine perchè é decisamente fuori da ogni concezione umana trovare una persona che consapevole di avere paura dei fondali marini si immerga. Nonostante questo, la sopracitata fobia non abbraccia soltanto le profondità del mare, ma anche pozzi, trivelle petrolifiche e (udite udite) strade rette che baciano l’orizzonte.

Chi soffre di questa fobia non ha subìto traumi di nessun genere (i soggetti affetti da traumi del genere entrano infatti nella categoria degli aquafobici) e di conseguenza non risponde a nessuna delle terapie più comuni usate per sconfiggere le fobie.

Nonostante questo, è decisamente una paura ostica da estirpare; esempio lampante del concetto di “anormale ed ingiustificata”, la bathofobia colpisce indistintamente tutti a prescindere dal genere, dall’età e dall’estrazione sociale. L’unico modo per contrastarla sono gli incontri mirati e tanta, tanta pazienza.

Il soggetto affetto da tale patologia vive in un continuo stato di sconforto ed ansia ogni qualvolta si trovi in situazioni che prevedono anche solo teoricamente il concetto di “profondità” (esempi pratici: vuoi vedere The Ring? NEIN! Titanic? NEIN! Baywatch? NEIN!… per non parlare di Spongebob!)

Teoricamente una persona bathofobica può fare una crociera senza nessun disagio, a patto e condizione che non butti un sasso nel mare o non veda gente pronta ad immergersi, per lo stesso principio può visitare l’acquario di Genova ma non vedere un documentario sui fondali marini su Rieducational Channel.

Per coadiuvare il post aggiungo come sempre una gallery, a parer mio molto affascinante ma in grado di scatenare pianti incontrollati ed attacchi di panico nel bathofobico che è in voi!

E tu? Di cosa hai paura?

[P.A.U.R.A.?] è la rubrica a cura di @0paque che tratta di fobie più o meno conosciute

0paque

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domenica 10 aprile 2011 - 20:44
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