Google celebra Bunsen e il suo becco

10 anni fa

Google celebra oggi il celebre chimico Robert Bunsen.
Ovvero l’inventore del famigerato “becco Bunsen“! Ogni nerd che si rispetti ne ha sentito parlare e se ne ha avuto uno per le mani probabilmente avrà testato ogni oggetto nei dintorni per vedere quali non erano infiammabili… :D

Quote da Wikipedia:

Robert Wilhelm Bunsen (Gottinga, 31 marzo 1811 – Heidelberg, 16 agosto 1899) è stato un chimico e fisico tedesco.
Perfezionò il bruciatore che ora porta il suo nome (becco Bunsen), inventato dal chimico e fisico britannico Michael Faraday e lavorò sulla spettroscopia di emissione degli elementi.

La domanda che sorge spontanea dopo aver visto il doodle di Google è:
Ma la caffettiera???

Edit: muovendo il mouse sopra l’immagine è possibile cambiare altezza e colore della fiamma del becco Bunsen!

A proposito del becco Bunsen…

[more]Il becco di Bunsen brucia un flusso continuo di gas senza rischio che la fiamma abbia un ritorno nel tubo e giunga fino alla bombola. Tipicamente il bruciatore usa gas naturale (sostanzialmente metano con piccole quantità di propano e butano) o, in alternativa, gas di petrolio liquefatto (propano, butano o una miscela dei due).

Il becco di Bunsen è composto da uno zoccolo con il tubo da cui giunge il combustibile gassoso, che presenta all’estremità finale un beccuccio; l’apparecchio è formato anche da un tubo verticale, all’imboccatura del quale viene acceso il gas.

Il tubo verticale è forato in due punti per l’accesso dell’aria ed è ricoperto da un manicotto, anch’esso munito di due buchi: ruotando il manicotto si può regolare quanto i suoi buchi coincidano con quelli del tubo. In questo modo è possibile avere una maggiore o minore quantità di aria aspirata per effetto Venturi e quindi ottenere una fiamma di diversa natura, ossidante o riducente. La portata del gas è regolata invece da un’apposita vite.

La fiamma raggiunge la temperatura anche di 1400 °C quando è ossidante, e si divide in diverse zone a seconda della temperatura: la base della fiamma che raggiunge i 300 °C, la zona di fusione (che si ritrova a circa 2/3 dell’altezza della fiamma) che raggiunge i 1400 °C.
Oltre che come fonte di calore, il becco di Bunsen trova impiego anche nell’esecuzione dei saggi alla fiamma.

Al giorno d’oggi il becco di Bunsen è stato sostituito in molti utilizzi da riscaldatori elettrici (a piastra o manicotto) che hanno il vantaggio di essere più sicuri, facilmente controllabili e di non emettere prodotti di combustione che potrebbero interagire con le reazioni in atto.[/more]

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