La nuova leggenda del cinema action torna in sala: John Wick – Capitolo 2 è il ritorno dietro alla macchina da presa di Chad Stahelski, ma soprattutto il ritorno nei panni del temibile sicario John Wick di Keanu Reeves. Questa volta John sembra essere deciso più che mai a godersi la meritata pensione, ma sarà davvero così?

Dopo aver vendicato la morte del suo cucciolo, unico elemento concreto rimastogli dopo la perdita della moglie Helen (Bridget Moynahan), John Wick continua a vagare in cerca di pace.

In John Wick – Capitolo 2 il regista Chad Stahelski cerca di far venire tutti i nodi al pettine nella vita del sicario Jonathan, cercando di chiudere tutti i conti lasciati in sospeso.

Proprio per questo motivo, la pellicola comincia lì dove si era fermata nel primo capitolo: i conti con la famiglia russa Tarasov non sono ancora stati del tutto chiusi e Wick non riuscirà a trovare pace fino a quando anche l’ultimo tassello sarà andato al suo posto: ovvero riprendere possesso della sua macchina.

John Wick – Capitolo 2 si apre come un film muto. Privo di parole, ma carico d’azione. Questa volta Chad Stahelski non perde tempo e lascia immergere il suo spettatore in una profonda scia di sangue sullo sfondo di una New York notturna.

Il regista porta subito a un altissimo livello l’adrenalina nello spettatore, in qualche modo anche per aumentare la tensione dei fan più accaniti di questo personaggio, ricreando le sfumature ricercate, ma pur sempre grezze, del primo film.

A differenza del primo capitolo, qui non abbiamo bisogno di preamboli, sappiamo benissimo chi e cosa è John Wick. Sappiamo fin troppo bene chi è Baba Yaga, l’uomo nero, ma proprio per questo motivo perché rivangare su battute già sentite e situazioni già viste?

 

 

John Wick - Capitolo 2

 

 

Ridondante, e quasi ridicolo,  vedere nelle prime scene ancora uomini russi che parlano delle incredibile fama di Wick e di come sia impossibile trovarlo o ucciderlo. Ancora una volta viene costruito un alone di mistero e magnificenza che, nel primo capitolo,  suonava come qualcosa di epico, mentre adesso sembra più un ritornello stanco e non necessario.

Dopo questo preambolo, forzatamente, adrenalinico e più dettato dal fanservice.

Dopo questo preambolo, forzatamente, adrenalinico e più dettato dal fanservice che da una vera economia per la storia, si entra nel vivo di questo John Wick – Capitolo 2.

Certo, a quanto pare le tempistiche per il pensionamento di John Wick sono sempre sbagliate, e anche quando sembra che finalmente possa godersi un po’ di calma e pace, ecco il passato tornare a bussare bruscamente alla sua porta.

E sebbene John faccia una scelta, a quanto pare questo lavoro non lascia davvero possibilità di scegliere, soprattutto quando alle spalle ci sono patti da onorare. Ed ecco come il mondo creato nel 2014 da Chad Stahelski inizia a prendere sempre più forma, non più guidato dalla caotica, ma ragionata, vendetta di Wick, bensì da un’insieme preciso di regole alla base di una radicata società.

Rendendosi conto di essere stato messo con le spalle al muro dal proprio passato, John deve fare per forza i conti con le regole e con i propri debiti. Tutti, neanche un sicario, possono sottrarsi alle regole.

 

John Wick - Capitolo 2

 

Il mondo di John Wick – Capitolo 2 è sospeso in un tempo in bilico tra il passato e il presente, dominato da continui riferimenti a un’era antica ma immortale, un tempo dove i debiti d’onore continuano a venir pagati con monete antiche e i patti di sangue sono vincolanti.

L’adrenalina iniziale finisce col diventare un mero contentino per tenere buono lo spettatore. Il secondo capitolo di John Wick decide di dedicarsi molto di più alle immagini e suggestioni, che riversano sui personaggi quasi mitici, dalle drammatiche uscite di scena femminili in stile antica Roma, ai nomi di guerra come Cassian e Ares.

Se nel primo film era solo John Wick il centro di tutto e la sua sofferenza, l’intimità del personaggio era perfettamente bilanciata con la natura action – ma molto ricercata – del film, in questa pellicola si ha continuamente la sensazione di dover, a tutti i costi, ostentare sempre troppo, rendendo i personaggi quasi come delle entità eteree e ultraterrene, degli dei stanchi ed annoiati in cui John Wick si ritrova a fare da pallina da flipper.

In un certo senso Chad Stahelski si pone in bilico tra il raccogliere l’eredità delle sorelle Wachowski di Matrix e un cinema violento e visionario, come il Solo Dio Perdona di Refn.

Eppure tutto questo contorno alle scene d’azione appesantisce di molto la narrazione, rendendola fin troppo estetica una violenza sempre votata al dettaglio e al particolare, e non più al sangue, alla brutalità più istintiva e animalesca del primo John Wick.

Si ha la sensazione di vedere qualcosa di già visto.

Si ha la sensazione di vedere qualcosa di già visto, indubbiamente perfezionato e arricchito, ma non altrettanto elettrizzante; qualcosa che altro non è se non il mero riflesso di un primo capitolo decisamente più efficace.

 

 

John Wick - Capitolo 2

 

 

I giochi di luci, i toni dark e suggestivi del rosso, blue e verde ritornano anche in questo film. Una fotografia particolarmente estetica sullo sfondo della quale si muovono corpi e colpi. A volte tutto è estremamente lento, spiazzando un secondo dopo con movimenti velocissimi. Il rimando a Nicolas Winding Refn è piuttosto lampante. Scene d’azione particolarmente coreografate, tipiche dello stile di Chad Stahelski, prima ancora che regista, attore e stuntman professionista.

C’è una continua sospensione dell’immagine, piuttosto inusuale per il genere di film.

C’è una continua sospensione dell’immagine, piuttosto inusuale per il genere di film, e molto più marcata rispetto al precedente capitolo del 2014. La novità del primo vuole essere la stabilità del secondo. Eppure questa ricercatezza, questa cura maggiore del dettaglio, nelle scenografie e personaggi, non riesce davvero ad avere la stessa efficacia della materia più grezza del primo capitolo.

La particolarità di John Wick – Capitolo 2 è la sua ambientazione temporale indefinita, fatta di cellulari dei primi duemila e piccioni viaggiatori, ma di abiti alla moda e arsenali da scegliere come si stesse scegliendo un cocktail; centraliniste pin up anni ’40 tatuate e hall d’albergo neutrali. Un mondo fatto di mentite spoglie dove tutti, perfino l’innocuo barbone, hanno una doppia identità.

Una pellicola che fa dell’action qualcosa di estetico, creando delle spettacolari coreografie d’azione, dove nel paradosso ogni passante sembra quasi indifferente alle continue lotte, regole e principi alla base di ogni società segreta.

La regia marca troppo la mano su determinate situazioni, facendo sembrare tutto eccessivamente eccessivo anche per un film su John Wick, dimenticando di lasciare un po’ di passione più bruta, non dando abbastanza spago a una trama che si muove unicamente nei silenzi, tradimenti e vendette.

 

John Wick - Capitolo 2

 

Keanu Reeves, probabilmente anche da copione, è un po’ appesantito ma sempre molto agile e incredibilmente cupo nei panni di John Wick. Nell’interpretazione dell’attore c’è un’armonia che annulla del tutto i tre anni passati da un film all’altro.

La vera sorpresa è la performance di Riccardo Scamarcio. Assolutamente credibile in questo ruolo, volutamente teatrale. Molto buona la dizione inglese dell’attore. Palpabile il suo impegno in una produzione importante come quella di Wick, riuscendo a tirare il meglio di sé; anzi, riservando anche più di qualche sorpresa sul finale.

Nonostante le sue poche apparizione, Ian McShane riesce a rubare la scena a chiunque. Un ruolo cucitogli addosso e che fa ben sperare per la futura serie di Brian Fuller, American Gods.

Non particolarmente interessante il personaggio della Gerini. Una donna che crede di essere una dea invincibile, ma che finisce col bruciarsi nelle sue stesse passioni, nostalgie e malinconie. Forzatamente melodrammatica.

 

 

John Wick - Capitolo 2

 

 

John Wick – Capitolo 2 non è sicuramente il sequel che ci si aspettava di vedere

John Wick – Capitolo 2 non è sicuramente il sequel che ci si aspettava di vedere. Indubbiamente fondamentale è entrare nell’ottica di una pellicola che vuole essere un movimento, un cambiamento per un genere e non un semplice film; al tempo stesso però, questa apprezzabile crescita e sempre più marcata poetica di Stahelski stanca e appesantisce quello che potrebbe essere, in modo più semplice, un ottimo film d’azione.

 

John Wick – Capitolo 2 sarà nelle sale italiane dal 16 Marzo. Scopri tutto sul film nel nostro hub dedicato: leganerd.com/johnwick