
“I can tune my instruments so that no other instrument that is not similarly tuned can tap my messages” – Guglielmo Marconi
Una componente fondamentale di ogni hack é il senso di sfida all’autoritá scientifica costituita. Ipse dixit non é scienza anche quando l’ipse di turno é un gigante del calibro di Guglielmo Marconi.
Nel 1903 un prestigiatore professionista di nome Nevil Maskelyne beffò il nostro Guglielmone inviando, poco prima di una dimostrazione publica, insulti sul ricevitore Morse in ascolto per la trasmissione di Marconi. Nevil, pioniere della trasmissione elettromagnetica per i suoi trucchi da palcoscenico e frustrato per i pesanti brevetti imposti da Marconi sullo sviluppo della tecnologia wireless, aveva deciso di vendicarsi dimostrando la vulnerabilitá del sistema di trasmissione in chiaro.
Nonostante l’utilitá della dimostrazione, la cosa non fu molto apprezzata e l’assistente di Marconi (tale John Ambrose Fleming inventore della valvola termoionica) arrivó a parlare di scientific hooliganism e di attentato alle tradizioni scientifiche dell’epoca.
Questo Nevil Maskelyne mi é sempre piú simpatico…
Per la storia completa:
Dot-dash-diss: The gentleman hacker’s 1903 lulz
Fonte: Crypto-Gram January 15, 2012 (se non la conoscete siete delle cattive persone)

ygy2020 11:41 am on gennaio 18, 2012 | 422621
Per la storia completa mi aspettavo un approfondimento non un link… Anche se è un argomento interessante niente fav, siamo su
non su faccialibro se si vuole fare un articolo si approfondisce l’argomento e si mettono contenuti non link a babbo morto.
PullS 11:47 am on gennaio 18, 2012 | 422627
Quoto, foto + citazione + du’ righe de testo non mi dicono niente.
O traduci tutta la storia o niente post
Pau 4:47 pm on gennaio 18, 2012 | 422762
Traduci un par di ciufoli. Se è una traduzione di un articolo altrui, va segnalato.
Non è IL MALE(tm) metterci del proprio.
Thal 12:12 pm on gennaio 18, 2012 | 422644
lancilnove 1:16 pm on gennaio 18, 2012 | 422675
Mokkori 1:26 pm on gennaio 18, 2012 | 422679
Sir Jo 11:58 am on gennaio 18, 2012 | 422634
:vaf:
mordechaimordechai 12:17 pm on gennaio 18, 2012 | 422648
Maskelyne è un soggetto interessantissimo. io lo conoscevo per i suoi exploits in WW2. Portò i concetti dell’illusionismo nel warfare. Pare che ci sia lui anche dietro alla riscoperta del Ghillie suit.
Unicorn One 12:31 pm on gennaio 20, 2012 | 423436
Occhio a non confondere i membri della famiglia Maskelyne:
James Nevil Maskelyne (1839-1917) è uno degli illusionisti più importanti del novecento e membro del Magic Circle.
Suo figlio Nevil Maskelyne (1863-1924) è il protagonista della vicenda qui riportanta.
Mentre è Jasper Maskelyne (1902-1973) figlio di Nevil e nipote di John Nevil, il prestigiatore impiegato dagli inglesi durante la seconda guerra mondiale, famoso soprattutto per “lo spostamento” del porto di Alessandria d’Egitto.
mordechaimordechai 5:07 pm on gennaio 20, 2012 | 423863
Top of the hat for you!
Nani | Queen of the OT 12:17 pm on gennaio 18, 2012 | 422649
Senza offesa ma sembra uno spunto, non un articolo… però mi sembra un personaggio davvero interessante che conosco tremendamente poco, lo ammetto.
Pau 2:35 pm on gennaio 18, 2012 | 422700
1906, Berlino: prima International Wireless Telegraph Convention il cui scopo era quello di regolamentare la trasmissione wireless dei segnali.
Nel 1903 la telegrafia wireless era appena nata, non esisteva ancora nessuna regolamentazione, non esisteva nemmeno gente che la usasse a scopo personale (i radio amatori al tempo stavano appena nascendo ed erano molto più attratti dal lato scientifico/sperimentale che da quello comunicativo).
Riassumendo:
- ti pare un articolo questo?
- Maskelyne, na pippa. Alla fine avrà pure trollato Marconi ma non ha fatto altro che dimostrare che il suo sistema funzionava.
- Marconi inizialmente venne mal visto da tutti. Perchè? Perchè seppe fare il passo che altri, nel secolo precedente, non erano stati in grado di fare: assemblare apparecchi già noti e senza un uso pratico in qualcosa che funzionava e rivoluzionò il sistema delle telecomunicazioni. Marconi un po’ figlio di buona donna, eh, ma gli altri pure troppo legati al mondo della scienza senza accorgersi che la strada era dare uno sviluppo pratico a ciò che la ricerca aveva permesso di realizzare. Sta di fatto che Marconi ha saputo salire sulle spalle dei giganti e vedere lontano: non è poco.
- la questione brevetti all’epoca era davvero selvaggia. Le stesse ditte produttrici di componenti impedivano di fatto alle stazioni che utilizzavano loro apparecchiature di comunicare con stazioni che utilizzassero apparecchiature concorrenti.
Pedro99 4:19 pm on gennaio 18, 2012 | 422754
Strano, pensavo che Apple fosse stata fondata solo nel 1976…
Pau 4:29 pm on gennaio 18, 2012 | 422760
lol vero?
ragnoboy 2:28 pm on gennaio 19, 2012 | 422997
La lunga storia degli oligopoli tecnologici… sarebbe da farci un libro/un film!
Skep_ 4:24 pm on gennaio 18, 2012 | 422757
Uno di quei rari casi storici in cui un commento vale più dell’articolo.
numshub 6:31 pm on gennaio 18, 2012 | 422796
Premessa:
primo articolo su LN ed il tenore dei commenti mi conferma che vale veramente la pena cimentarsi con questo auditorium.
Nella fretta di lasciare questo spunto, non ho evidenziato le cose che ritenevo veramente importanti.
La grandezza del gesto di Maskelyne é proprio nel fatto che non ha trollato nessuno. Avrebbe potuto farlo tranquillamente. Avrebbe potuto fare jamming sulla frequenza con un rumore pseudocasuale durante la trasmissione di Marconi facendo fallire la dimostrazione pubblica ma rovinando lo sviluppo della nuova tecnologia. Invece ha inviato un messaggio ovviamente intelligibile prima che iniziasse la trasmissione, dimostrando che la tecnologia era efficace ma che le pretese di Marconi sulla sicurezza del suo sistema erano infondate (vedi quote iniziale). Ha dimostrato di amare la scienza più di quanto potesse odiare Marconi, costruendo invece che distruggendo. Hack e non Crack. E la cosa mi piace.
Per quanto riguarda Marconi, assolutamente niente da dire sul fatto che abbia saputo guardare lontano. Tuttavia la sua frase circa la sicurezza del suo sistema di trasmissione (perché ricordiamoci che di questo si sta parlando: di qualcosa da vendere in giro per il mondo prima di tutto) io la leggo cosí:
- o non aveva chiaro il modello matematico alla base del sistema, ma si limitava a mettere insieme tecnologie funzionanti (onestamente ci credo poco)
- oppure, pur sapendo che stava sostenendo qualcosa di errato, sottovalutando clamorosamente l’intelletto altrui, ha gonfiato il suo prodotto commerciale che, a questo punto, chiamerei iRadio (evvai con il flame).
itomi 6:38 pm on gennaio 18, 2012 | 422798
Pau 12:14 pm on gennaio 19, 2012 | 422978
Oh, finalmente qualcuno non permaloso ^___^
Btw “nella fretta” non postare: prenditi tempo e fai un post migliore, no? Già inserire nell’articolo il punto di vista che hai espresso nel commento sarebbe stato uno stimolo in più alla discussione.
tornando IT
Vero: Marconi sparava alto, ma è comprensibile per chi voleva rendere pratica una nuova tecnica, rendendola anche commerciale (in un certo senso sì, Marconi è uno squalo). Il discorso sulla sicurezza fu prematuro da parte sua (come detto, ancora non si era regolamentato nulla circa la comunicazione wireless. I radioamatori, ad esempio, potevano fare un po’ quel cacchio che volevano, usare qualsiasi frequenza/potenza di trasmissione disturbando di fatto le comunicazioni. Il problema fu affrontato ufficialmente solo nel 1904 negli USA, con un tavolo dei ministri convocato dal presidente in carica, e poi nel 1906 a Berlino).
Marconi non sottovalutò l’intelligenza altrui. Seppe però sfruttarla a suo favore e migliorare le invenzioni di altri. Alla fine ci vogliono anche dei “praticoni” per andare avanti.
E, per il flame, se vuoi farmi incazzare davvero con me l’Apple non ha presa: tira in ballo Tesla e vedrai
BiggMatt 2:52 pm on gennaio 18, 2012 | 422711
ma poi perchè il cit di Marconi è in inglese?
Artemism | Master of T 3:00 pm on gennaio 18, 2012 | 422719
Perchè fa figo.
numshub 6:09 pm on gennaio 18, 2012 | 422784
Perchè ho citato la frase detta da Marconi tal e quale in inglese, rilasciata alla St James Gazzette (fonte articolo citato). Fra l’altro la madre di Marconi era inglese e lui lavoró parecchio in Inghilterra, quindi la cosa non mi ha sorpreso piú di tanto.
Ho pensato che se la traducevo non era piú un quote esatto, ma in realtà ho reso l’articolo meno efficace, perchè non é ben chiaro il collegamento con il gesto di Maskelyne.
mordechaimordechai 4:05 pm on gennaio 19, 2012 | 423009
Marconi parlava l’inglese meglio dell’italiano.
In effetti nelle registrazioni marconi parla italiano con un accento particolare http://www.youtube.com/watch?v=2S3gU3uVWxQ&feature=related
notate come pronuncia trasmissione con la R non proprio rotacizzata.
Credo sia per via della mamma che era irlandese.
alc0r 3:29 pm on gennaio 18, 2012 | 422728
“Chiedo fonzies e mi danno avanzi, crist0″ [cit.]