Robert Anson Heinlein #LegaNerd
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Buon giorno a tutti, sfrutto questo giorno di permesso straordinario causa donazione del sangue per cimentarmi nel mio primo articolo. (in realtà è di qualche giorno fa ora, ndSabas)
Ho pensato quindi di parlare un po’ del mio scrittore preferito, Robert Anson Heinlein.

Su LN se ne è già parlato un paio di volte, ma limitatamente a due delle sue opere più note: Fanteria dello Spazio (più che altro per il film) e Straniero in Terra Straniera, che gli hanno procurato tra l’altro due dei suoi quattro premi Hugo.
Cercherò quindi di parlarne in maniera diversa.
Sorvolerò sulla biografia, che potere reperire sulla Wiki, per parlare un po’ del suo pensiero.

Sicuramente è uno degli scrittori di fantascienza più amati, sia dal pubblico che dalla critica, tanto da commentare per la CBS lo sbarco del primo uomo sulla Luna, ma come sempre ad una grande notorietà si accompagnano le critiche di qualcuno.

Le principali accuse che lo hanno riguardato sono state quelle di fascismo e di incoerenza.
La prima e più diffusa si è sviluppata soprattutto dopo la pubblicazione di Fanteria dello Spazio, romanzo che tra l’altro ha comportato la rottura con il suo editore che lo considerava troppo violento e militaresco per il pubblico di ragazzi a cui doveva essere rivolto.
Per chi approccia l’autore da quest’opera l’accusa può sembrare fondata.
Heinlein non ha mai negato di apprezzare l’ambiente militare, di nutrire poca fiducia nella democrazia e di considerare onore e dovere i due ideali principali e da questo libro tutto questo traspare in pieno.
Questo però certamente non fa di lui un fascista, semplicemente indicano che per alcuni aspetti la sua filosofia combacia con il fascismo, ma chi di noi per qualche aspetto non è comunista, fascista, socialista eccetera?

La seconda critica è una diretta conseguenza di quello che ho appena detto. Non essendo perfettamente inquadrabile in una delle ideologie più in voga è stato accusato di cambiare bandiera molto spesso.
Nella sua lunghissima produzione che va dal 1939 al 1987 ha invece mantenuto una linea molto precisa, anche se a prima vista potrebbe non sembrarlo.
Un suo personaggio in “La Luna è una Severa Maestra” si definisce un anarchico razionalista, un personaggio che come molti altri nei suoi lavori non è che un alter ego dell’autore stesso.
Senza dubbio è stato un individualista convinto (e quindi fortemente anticomunista) ma sosteneva che ad ognuno devono essere date uguali opportunità e totale libertà, compresa quella di morire di fame se incapace di sopravvivere.
Non tollerava leggi e burocrazia, tanto da sostenere che quando un luogo fosse arrivato ad averne bisogno sarebbe stato il momento di emigrare, ma contemporaneamente dava massimo valore alla parola data, o anche quella semplicemente sottintesa.

Il suo eroe tipico, idealizzazione di se stesso tra l’altro, è un uomo (o più raramente donna) pragmatico, estremamente sicuro di se, intelligente ma non geniale, spesso con formazione militare, con una spiccata curiosità in tutti i campi, sempre pronto a fottere fregare il governo ma a lottare per il bene dello stato/pianeta/impero spaziale/genere umano/forme di vita conosciute e non ostili.
Da massimo valore alla scienza ed alla ricerca, anche se è meglio lasciarle ai geni, lui è più interessato all’aspetto pratico, poco importa come funziona purché funzioni!

Dal punto di vista sessuale è quello che oggi definiremmo un poliamorista, molte sue famiglie sono composte ma svariati co-mariti e co-mogli, nulla di particolare contro l’omosessualità, semplicemente non fa per lui, e ritiene che se qualcuno lo è forse per lui sarebbe il caso di cambiare sesso ed alcuni suoi personaggi in effetti lo fanno.

La razza non è assolutamente un fattore importante e chi la ritiene tale lo disgusta. La maggior parte dei suoi personaggi è bianca ed americana solo perché è quella la realtà che conosce meglio, ed Heinlein ha scritto solo di quello che conosceva bene: è stato cinque anni in marina come ufficiale, parla di scherma perché l’ha praticata, di ingegneria perché ci ha lavorato durante la guerra, di prospezioni minerarie perché ha comperato una vecchia miniera d’argento (che l’ha portato quasi alla bancarotta), ha condotto ricerche addirittura per descrivere il lavoro di segretaria di cui non aveva esperienza diretta.

Nell’approfondimento riporto da Wikiquote I Taccuini di Lazarus Long, che esprimono il suo pensiero sicuramente meglio di quanto abbia fatto io fino a qui.
Ora forse è meglio che mi fermi, altrimenti nessuno arriverà a leggere tutto l’articolo e a commentare.

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