Kevin Karsch, uno studente di scienze dell’informazione all’università dell’Indiana, ha prodotto questo software per inserire oggetti renderizzati in foto preesistenti adattando ombre, rifrazione, e luminosità, al contesto.

I risultati sono impressionanti, e la domanda che sorge spontanea a questo punto è: la fotografia può ancora essere considerata una prova valida?

Ad esempio, basterebbe fotografare qualcuno che passa fuori dalla casa in cui si è compiuto un delitto e aggiungere alla foto una versione renderizzata dell’arma usata, per avere una prova inoppugnabile che incolpa qualcun altro.

Lo stesso sistema potrebbe essere usato per infangare la reputazione di personaggi pubblici, aggiungendo oggetti imbarazzanti all’interno delle loro foto.

Link al sito progetto, che contiene anche alcune foto di esempio: Rendering Synthetic Objects into Legacy Photographs

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  1. Avatar di TDP

    TDP 1:47 pm on ottobre 24, 2011 | 394356

    wow! per un disegnatore può essere una cosa fenomenale senza andare en plain air

    fav :fav:
    e first +1

  2. Avatar di Follia

    Follia 2:00 pm on ottobre 24, 2011 | 394365

    non è male, nel ritocco fotografico è una cosa che comunque si usava da tempo nei casi in cui c’era bisogno di aggiungere oggetti mancanti anche se provenienti da altre foto e non renderizzati.

    Se l’oggetto è piccolo si nota comunque molto meno rispetto all’oggetto grande e tiene poco da conto della qualità della foto su cui lavora, la relativa lente usata con aberrazioni e distorsioni del caso.

    • Avatar di Follia

      Follia 2:03 pm on ottobre 24, 2011 | 394370

      Per la parte contraffazione di foto, ha ragione il gatto nella scatola qua sotto.

  3. Avatar di Schroedingerscat

    Schroedingerscat 2:01 pm on ottobre 24, 2011 | 394366

    Post inutile: esistono fior fior di software in grado di esaminare qualsiasi immagine e riconoscere contraffazioni e montaggi.

    Più che altro potrebbe essere la morte della fotografia still life in pubblicità. Rimane un post approssimativo e una riflessione campata in aria.

    • Avatar di Masaniello

      Masaniello 2:11 pm on ottobre 24, 2011 | 394376

      +1 bel video, bella tecnica, ma la domanda posta è veramente inutile.

    • Avatar di NomeRichiesto

      NomeRichiesto 2:12 pm on ottobre 24, 2011 | 394379

      Una riflessione non è campata in aria se permette di scoprire cose nuove. Personalmente non avevo idea esistessero software che esaminano le immagini per riconoscere le contraffazioni.

      Hai qualche link?

      • Avatar di Schroedingerscat

        Schroedingerscat 2:25 pm on ottobre 24, 2011 | 394396

        Guarda che anche Photoshop stesso può aiutare già a scoprire fotoritocchi.

        Poi se hai dubbi non ci fai un post. Se non hai idea di qualcosa non ci fai un post, se non hai conoscenza degli argomenti ti informi su Google, su Wikipedia, chiedi in giro, e al massimo la tua riflessione la pubblichi come status di fb. Scusa, nulla contro te, è un discorso che vale per tutti.

        • Avatar di Scampaforche

          Scampaforche 2:32 pm on ottobre 24, 2011 | 394407

          Secondo me l’articolo ci stava, il software è interessante, è solo la “riflessione” che è fuori luogo. Andava bene anche metterla in fondo all’articolo come commento personale, ma come titolo e come vero e proprio “corpo” dell’articolo è un po’ eccessivo. Ci stava un “Nuovo Software per renderizzare oggetti all’interno di fotografie”, nulla di più.

          Btw: la risposta alla domanda del titolo è secondo me molto semplice: “No, non lo è mai stata.” ;)

          • Avatar di Schroedingerscat

            Schroedingerscat 2:36 pm on ottobre 24, 2011 | 394409

            Infatti, il post è inutile in quanto presenta un software senza né descriverlo né parlarne veramente, spostando tutta l’attenzione, compreso il titolo, su una riflessione. È un argomento che interessa molti? Bene, finché qualche autore competente in materia non scrive un articolo, c’è tutta internet per informarsi. E magari poi ti informi così bene che potresti essere tu l’autore a scrivere un articolo dettagliato in materia.

            • Avatar di Scampaforche

              Scampaforche 2:40 pm on ottobre 24, 2011 | 394420

              Argh, sono vittima del fuoco amico!

              • Avatar di Schroedingerscat

                Schroedingerscat 2:55 pm on ottobre 24, 2011 | 394442

                LOL! Era una risposta doppia a te e al commento sotto. Mi scassavo la uallera a scriverne due separati. Da

                È un argomento che inter

                stavo rispondendo a @NomeRichiesto ;)

        • Avatar di NomeRichiesto

          NomeRichiesto 2:32 pm on ottobre 24, 2011 | 394408

          Ok, me lo segno per la prossima volta.

          Non correggo il post cancellando la riflessione, perchè mi pare contrario alle regole qui sulla lega.

          Nel frattempo, teniamo per lo meno buono il filmato, che è comunque interessante.

          Fai però conto che la maggior parte della gente non esperta si pone le mie stesse domande. Una risposta da parte degli esperti è sempre una buona cosa, quindi la riflessione, seppure da non esperto, può alla fine dare delle risposte a tutti :)

      • Avatar di Scampaforche

        Scampaforche 2:25 pm on ottobre 24, 2011 | 394397

        http://www.dmi.unict.it/~battiato/CF1011/sw%20Image%20Forensics%20esistenti.pdf questo è quello che ho trovato in una googlata velocissima

        • Avatar di NomeRichiesto

          NomeRichiesto 6:00 pm on ottobre 24, 2011 | 394489

          Mi sono letto tutto il PDF al link, ma sono rimasto un po’ deluso.

          Le uniche due tecniche di controllo dell’esattezza dell’immagine, si basano su:
          - controllo dei metadati (EXIF, IPTC), che però possono essere facilmente editati e quindi sono semplici da fasificare.
          - controllo del numero di salvataggi basandosi sulla degradazione dell’immagine. Se però lavori sempre in un formato raw, non c’è degradazione e quindi il metodo non funziona. Oppure puoi lavorare con immagini molto degradate, e anche in quel caso non c’è modo di capire il trucco.

          Le critiche le accetto volentieri, ma ho chiesto dei link apposta per poter vedere cosa fanno i programmi (che tutti qui conoscono tranne me ;) ), che scoprono automaticamente eventuali fotoritocchi.

          Però fino a questo momento nessuno me na ha fornito neppure uno valido.

          • Avatar di Scampaforche

            Scampaforche 6:19 pm on ottobre 24, 2011 | 394494

            Sì Nome, questi programmi sono bazzecole lo so, infatti è solo il primo link che ho trovato googlando “image forensics” – era solo per segnalarti l’esistenza, appunto, di tale branca di studio.

            Il punto non è questo, il punto è che se veramente volevi fare una la “morte della fotografia come prova”, se proprio vogliamo ipotizzarla, non c’entra niente con quel software, come chiunque con una conoscenza della storia della fotografia o di tecniche forensi maggiori di me e te ce lo può tranquillamente spiegare.

            Non capisco cosa ci sia da “confutare”: che quel programma metterà in crisi l’attendibilità delle prove fotografiche? La fotografia è una continua storia fatta di innovazioni tecnologiche atte a rendere l’immagine artificiale indistinguibile da quella “reale” (e anche tra i due termini, ci sarebbe da discutere parecchio).

            Se proprio vogliamo, una “rivoluzione” in tal senso è nata con la digitalizzazione delle immagini e quindi con Photoshop – il fatto che oggi giorno non esista più il concetto di “negativo”: l’effettiva testimonianza fisica dell’avvenuto scatto e della relativa impressione sulla pellicola; il fatto che si possa realizzare immagini completamente in digitale, senza che sia necessario un referente reale…

            Si vuole parlare di questo? Si vuole fare un bell’articolo riguardo allo statuto ontologico del mezzo fotografico, a come la tecnologia influenzi il suo rapporto con il reale? Ne uscirebbe un articolo coi controcazzi – purché scritto da qualcuno che ne sa – ma una frase buttata lì mischiata ad un articolo su un software che, per quanto interessante, non cambia affatto le regole del gioco, beh non è proprio la stessa cosa.

            • Avatar di Scampaforche

              Scampaforche 6:20 pm on ottobre 24, 2011 | 394495

              volevi dare una *RIFLESSIONE SUL* la morte

              Piccolo editing fail :)

            • Avatar di Scampaforche

              Scampaforche 6:23 pm on ottobre 24, 2011 | 394497

              “ce lo può”. Sigh. Grammar fail ovunque. Chiedo scusa a tutti i :gn: : scritto ma non riletto.

            • Avatar di NomeRichiesto

              NomeRichiesto 6:43 pm on ottobre 24, 2011 | 394507

              Sinceramente mi piacerebbe davvero leggere un articolo come quello di cui parli nell’aultima parte della tua obiezione, e spero che qualcuno lo scriva.

              Per il resto, non sto cercando di difendere il mio articolo, ormai ho perfettamente capito che era sbagliato l’approccio al problema perchè non è “quello specifico software” che decreterà la morte della fotografia come prova.

              Però, già che eravamo in tema, mi sarebbe piaciuto approfittare dell’errore per capirne qualcosa di più, e mi spiacerebbe se la cosa cadesse nel nulla, perchè mi sarei solo beccato una lavata di capo, senza però trovare una risposta alle mie domande.

              Tutto qui. :)

        • Avatar di salvatrane

          salvatrane 7:23 pm on ottobre 24, 2011 | 394517

          Volevo farci un articolo su sto sito…. :(

    • Avatar di Bl4cksheep

      Bl4cksheep 3:02 pm on ottobre 24, 2011 | 394447

      Proprio inutile no…
      Secondo me questo programma potrebbe avere un miliardo di utilizzi (contraffazione di foto di delitti a parte).

      Pensate al programmino merdoso di Ikea fatto per progettare casa.
      Ora ripensatelo fatto con questa tecnologia.

      - Loggo
      - Uppo le foto di casa
      - Ci inserisco i 3D dei mobili di Ikea che ho scelto

      • Avatar di Scampaforche

        Scampaforche 3:09 pm on ottobre 24, 2011 | 394452

        Figo, con tanto di rendering di illuminazione delle lampade…

      • Avatar di salvatrane

        salvatrane 7:26 pm on ottobre 24, 2011 | 394518

        Brevetta :D

    • Avatar di eagle1

      eagle1 3:15 pm on ottobre 24, 2011 | 394457

      Ci sono diversi PDF della CIA e dell’FBI su Internet che parlano della questione. Spesso per riconoscere una foto taroccata basta farne il negativo.

  4. Avatar di Scampaforche

    Scampaforche 2:12 pm on ottobre 24, 2011 | 394378

    Questo software non rivoluziona niente: da che esiste la fotografia, esiste la lotta tra la sua autorevolezza come prova del reale e le sue possibilità di contraffazione. In quest’ottica, la tecnologia non fa altro che dare ad entrambi i fronti strumenti più potenti: sia per chi intende manipolare un’immagine, ma anche per chi necessita di svelare l’autenticità della stessa. Non ci siamo spostati di una virgola da qui http://weburbanist.com/wp-content/uploads/2010/10/vanishing-trotsky.jpg

  5. Avatar di candido2k

    candido2k 2:39 pm on ottobre 24, 2011 | 394415

    In un processo non è sufficiente che una prova possa essere “in teoria” contraffabile perché essa non venga presa in considerazione.

    Prendiamo la testimonianza. Chi assicura che il tesimone dica la verità? Nessuno. Ci sono solo delle sanzioni penali per chi mente. Avrebbe senso abolire del tutto la testimonianza solo perché il testimone “potrebbe” non dire la verità? No, la testimonianza rimane, e il giudice deve valutare l’attendibilità del teste. E se viene fuori che ha mentito, si procede penalmente nei suoi confronti.

    Idem per le foto. Si possono tranquillamente usare. Se, poi, ci sono dei dubbi sulla loro autenticità, allora questi dubbi vanno sollevati. Non basta un dubbio generico, occorre essere precisi nell’indicare “ciò che non và”.

    Ad ogni modo, per chi ha la passione per la materia può cercare in rete la parola “computer forensic”, la quale indica proprio quella scienza che si occupa della ricerca e della conservazione delle prove digitali, sia in ambito civile che penale.

    E.. sveglia! Nel mercato del lavoro c’è un bisogno ENORME di esperti di questo settore! :D

    • Avatar di NomeRichiesto

      NomeRichiesto 6:10 pm on ottobre 24, 2011 | 394491

      Prima di tutto, grazie per la precisazione. Da come scrivi mi pare di capire che tu abbia competenza nel campo.

      La questione dell’attendibilità della prova non dipende però da quanto è probabile che sia falsa?
      Poniamo che durante la perquisizione del luogo del crimine venga trovato un capello che non appartiene al principale indiziato (e quindi lo scagiona): se il principale indiziato fosse un parrucchiere, questa prova avrebbe ancora lo stesso valore?

      La mia domanda quindi è: più diventa facile falsificare una prova, e meno questa prova dovrebbe avere valore, o no?

      E se domani la perfetta falsificazione delle foto diventa una questione semplice (e prima o poi ci si arriverà), le fotografie verranno ancora ritenute una prova valida?

      • Avatar di candido2k

        candido2k 7:04 pm on ottobre 25, 2011 | 394787

        Diciamo che in linea di principio ogni prova deve essere valutata, e che certamente la sua astratta falsificabilità è uno dei parametri da prendere in considerazione.

        Ti faccio un esempio concreto: un log di sistema spesso non è altro che un file di testo, con tutte le conseguenze che comporta… Per la sua validità in giudizio, dunque, conterà il modo in cui il log è stato estratto, conservato ecc. Ci sono delle procedure per questo genere di cose, che se no vengon o seguite invalidano la prova ottenuta.

        Difficile che le immagini diventino di per sé non utilizzabili. Certo è che il problema esiste. Ad esempio nel processo Unabomber si è discusso un sacco su di un’immagine forse manipolata non correttamente con Photoshop…

        Se ci pensi, la prova più usata nei processi è quella documentale: banalissimi fogli di carta stampata…

        • Avatar di Drag-on

          Drag-on 12:08 am on ottobre 29, 2011 | 395929

          Forse negli USA dove CSI è una realtà è diverso, ma qui in Italia con la giusta quantità di mezzi qualunque esperto riesce a dimostrare che una foto vera è falsa o comunque non attendibile, rendendola inutilizzabile per il processo, mentre migliaia di foto o documenti falsi passano come prove nei processi, nonostante la manipolazione spesso grossolana (per non dire demente).

  6. Avatar di chiave

    chiave 2:39 pm on ottobre 24, 2011 | 394416

    per verificare se è vera o no, ci sono diversi metodi, e non serve chi sa cosa, perché ci si riesce tranquillamente anche con un semplice cellulare…

    • Avatar di Masaniello

      Masaniello 2:45 pm on ottobre 24, 2011 | 394426

      Per chiamare quelli di C.S.I.?

  7. avatar

    Akeiron 3:15 pm on ottobre 24, 2011 | 394456

    Non posso far altro che quotare la Zia e il Gatto, il software è certamente interessante e offre una buona automatizzazione che potrebbe snellire di molto alcuni lavori di fotomontaggio, comunque la qualità non è ancora ottima, quando ha chiesto quali delle immagini fosse reale l’ho sgamata subito senza nemmeno sforzarmi. Comunque ripeto, sicuramente una bella base di partenza. Come hanno già detto il fotoritocco/fotomontaggio esiste da quando esiste la fotografia e ci sono molti metodi per scoprire se e come una fotografia sia stata contraffatta, dalle informazioni del file alla coerenza dei pixel, disturbo, ecc, quindi l’articolo basato sulla tua riflessione è un po’ fuori luogo, avremmo preferito più informazioni sul software magari.

    • Avatar di Drag-on

      Drag-on 12:23 am on ottobre 25, 2011 | 394551

      ci sono molti metodi per scoprire se e come una fotografia sia stata contraffatta

      peccato che questi software non siano affidabili al 100%, non ci vuole poi molto ad ingannarli, oppure dovremmo credere che tutte quelle foto di UFO che non sono stati capaci di smascherare siano VERE? :rofl:

  8. Non è un mondo per fotografi. « Dukkokun 12:14 am on ottobre 25, 2011 | 394547

    [...] un articolo di Lega Nerd: Ad esempio, basterebbe fotografare qualcuno che passa fuori dalla casa in cui si è [...]

  9. avatar

    Msx 1:07 pm on ottobre 25, 2011 | 394660

    concordando in toto con quanto scritto da schroedinger puntualizzo un paio di cosette
    - le foto in analogico (se accompagnate da relativo film negativo o positivo se dia) varranno sempre come elemento di prova (l’eventuale taroccatura è molto più facile da dimostrare)
    - le foto in digitale se taroccate, oltre ai succitati software (alcuni fanno campionamenti dei pixels per zone di luce/ombra e quando vedono uno scostamento da quella che dovrebbe essere la “norma” in quel determinato punto segnalano la possibile falsificazione), ad un occhio esperto risulteranno sempre tali (analizzare i bordi degli oggetti ad ingrandimento altissimo, nessun software di 3d potrà mai riprodurre pixel per pixel le eventuali irregolarità di un oggetto “reale”, e allo stesso tempo ci saranno sempre aberrazioni in termini di luce, ombra, purple fringing [che sarebbe una particolare aberrazione cromatica delle lenti fotografiche che traduce sul sensore la luce in termini errati] e così via, per non dimenticare le distorsioni sull’oggetto che una lente a 16 mm, per esempio comporterà comunque].

    • avatar

      Msx 1:12 pm on ottobre 25, 2011 | 394665

      dimenticavo: riportandomi a quanto affermato da candido2k, una foto viene depositata come elemento di prova in giudizio, quando sorga dalla controparte qualche dubbio in merito sulla sua “bontà” viene ovviamente nominato un consulente tecnico d’ufficio dal giudice per la valutazione della stessa (con possibilità delle parti in gioco di contestare o accodarsi alla sua posizione), ad ogni modo la prova resta nella disponibilità delle parti, e poi spetterà al giudice stabilire quanto essa possa influire (o meno) nel computo degli elementi valutati.

    • Avatar di Drag-on

      Drag-on 12:18 am on ottobre 27, 2011 | 395096

      Le foto in analogico si possono taroccare bene e pure meglio che non quelle in digitale, rendendo quasi impossibile scoprire la taroccatura (ricordiamo l’esempio degli UFO…).

      Ci sono inoltre una miriade di foto che i fantomatici esperti sono ben in gradi di dimostrare per FALSE che invece sono del tutto VERE…

      • Avatar di Scampaforche

        Scampaforche 12:20 am on ottobre 27, 2011 | 395097

        Confondi foto con negativo.

        • Avatar di Scampaforche

          Scampaforche 12:31 am on ottobre 27, 2011 | 395098

          Aspetta, scritto così il mio commento sembra (ed in certi versi è) una cazzata :) mi shpieco.
          Da quanto (poco) ne so, la fotografia analogica intesa come positivo ha ormai decenni di esperienza di fotomontaggio alle spalle. Ma soprattutto, non è carica di “informazione” al di fuori, appunto, dell’informazione analogica: una volta che un positivo è quello che è, esso È: non c’è informazione “invisibile” – al contrario, l’immagine digitale ha un’informazione molto più abbondante rispetto a quella “leggibile” dall’occhio – e manipolare quell’informazione, nell’uno e nell’altro trincea, è la vera sfida odierna.
          L’immagine analogica però appunto possiede il negativo: un negativo è una TRACCIA CHIMICA della luce che è passata fisicamente attraverso una camera oscura per impressionare una pellicola sensibile. Non è possibile “simulare” – in modo non palesemente goffo – questa traccia chimica su una pellicola fotografica. L’unico modo in cui si può “falsificare” un negativo è “ricreando” fisicamente, con trucchi che a questo punto definirei scenografici o teatrali, l’immagine di fronte alla fotocamera (è l’esempio dei numerosissimi bigfoot, ufo di cartapesta etc., a cui forse ti riferivi). Ma qui si entra in un altro campo che esula dalla tecnologia a disposizione del mezzo fotografico.

          • Avatar di Schroedingerscat

            Schroedingerscat 11:22 am on ottobre 27, 2011 | 395149

            Scampa, spesso si tratta di macchie o difetti della pellicola, che amplificati dal fatto che la grana ha una certa misura, abbassando di fatto la definizione con l’ingrandimento, possono dare l’effetto di un UFO, di un’apparizione mariana, del Bigfoot o salamadonna. Quando si fa una perizia su una foto si richiede la pellicola completa, non solo il fotogramma interessato, si richiede la macchina utilizzata e l’obiettivo, per studiarne eventuali difetti, ed eventualmente altre testimonianze fotografiche o video dello stesso momento. Risultato: al 100% sono o false o semplici macchie/difetti.

        • Avatar di Drag-on

          Drag-on 10:48 pm on ottobre 27, 2011 | 395416

          Confondi foto con negativo.

          Non confondo “foto” con “negativo” o “diapositiva”.

          Piuttosto ti informo che da molti anni esistono i filmrecorder, che stampano immagini su pellicola (negativo o dia).

          Inoltre, secondo una voce di corridoio che pare essere certa al 99%, in almeno una famosa città del sud Italia almeno uno studio fotografico si è specializzato nella creazione digitale (tramite fotoritocco) di falsi negativi di incidenti automobilistici per truffare le assicurazioni.

      • Avatar di Schroedingerscat

        Schroedingerscat 11:18 am on ottobre 27, 2011 | 395146

        Drag-on non se tu sia serio o stai trollando, io spero la prima ma…

        Per le foto analogiche ci sono tutta una serie di sistemi per scoprire se sono false o no. E te lo dice uno che lavorava per un fotografo che veniva chiamato, molto più spesso di quel che si possa immaginare, per le perizie sulle foto delle apparizioni religiose o di fenomeni inspiegabili.

        Qualsiasi trucco può essere scoperto. I tuoi fantomatici esperti possono pure andare a zappare l’orto, per quanto mi riguarda.

        • Avatar di Drag-on

          Drag-on 10:53 pm on ottobre 27, 2011 | 395417

          Sono serio non sto trollando, casomai ci fosse da avere dubbi.
          Lavoro da 14 anni nella fotografia mista digitale/analogica e ne ho viste di tutti i colori.
          Per un breve periodo ho pure smascherato una certa quantità di foto di UFO, poi mi sono stufato perché ho capito che era una perdita di tempo totale.
          Eppure posso assicurarti che ci sono fotografi ben in grado di creare foto praticamente impossibili da smascherare, sia in analogico che in digitale.

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