Dalla terapia genica la cura per la beta-talassemia #LegaNerd

La beta-talassemia è una malattia che colpisce fin dalla nascita e, nella metà dei casi, costringe il malato a trasfusioni di sangue a vita. La malattia è provocata da due mutazioni sulle due copie del gene della porzione beta dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nei globuli rossi). I pazienti quindi non producono emoglobina funzionante e senza le trasfusioni muoiono soffocati dall’interno.
Una terapia possibile è il trapianto di staminali da parenti stretti o, meglio, da un gemello, ma spesso non è possibile o è molto rischioso.

Un team internazionale guidato da Marina Cavazzana-Calvo e Emmanuel Payen hanno tentato con (moderato) successo un nuovo approccio di cura: la terapia genica.

La terapia genica consiste nel “curare” il difetto genetico inserendo nelle cellule malate il gene corretto, sfruttando vettori virali.

Al paziente P2, che adesso ha 18 anni, sono state prelevate cellule staminali ematopoietiche (HSC), che producono cellule del sangue, e sono state “infettate” con un lentivirus (modificato per NON replicarsi o fare danni e per suicidarsi dopo aver iniettato il DNA) che portava il gene corretto dell’emoglobina.
Il virus inietta il DNA e il gene si integra nel genoma delle cellule in corrispondenza del gene HGMA2.
Il paziente viene sottoposto ad un pesantissimo ciclo di chemioterapia per eliminare le cellule staminali ematopoietica malate e in seguito gli vengono ipiantate le nuove cellule “corrette”.

Un anno dopo il trattamento, P2 è libero dalle trasfusioni di sangue: le nuove cellule sono 1 su 9 rispetto le vecchie e producono 1/3 dell’emoglobina corretta ma è sufficiente per soffrire solo di una leggera anemia. E’ aumentata notevolmente la qualità della sua vita.

C’è un MA. Il gene nuovo è stato inserito in HGMA2, che di conseguenza risulta 10k volte più attivo. Questo aumento di attività ha portato molte di queste cellule a dividersi e perdere funzionalità, un comportamento simile all’insorgenza di leucemia. Mutazioni in HGMA2 sono state ritrovate in tumori.
Però è vero anche che molti pazienti con questa mutazione non hanno mai sviluppato un tumore maligno e, almeno finora, sembra che questo sia anche il caso di P2. I ricercatori sono quasi sicuri che le condizioni messe a punto siano sicure e non nasceranno tumori. In ogni caso P2 rimane sotto attenti controlli.

Mettere a punto un trattamento di terapia genica è estremamente complesso e i risultati non sono mai certi. Con l’avanzare di esperienza e conoscenze potremo forse usare questo potente strumento per sconfiggere alcune malattie finora curate solo in maniera sintomatica.

Fonte: DiscoverMagazie blog.

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giovedì 16 settembre 2010 - 10:21
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