Se avete adorato One Piece sempre di Netflix, l’adattamento live action dell’amato anime, allora tenetevi pronti: amerete anche Avatar – La Leggenda di Aang. Siamo ufficialmente entrati nel periodo in cui le major cinematografiche hanno deciso di approcciarsi ai remake live action di famosissime serie anime. Dopo la fase così detta dei “game movie”, film tratti da videogiochi, periodo che non ha mai convinto gli spettatori o soddisfatto i produttori al botteghino, ecco che i prodotti da tenere sotto osservazione sono le serie anime più amate. Per quanto fosse impensabile o improbabile ecco che Avatar – La Leggenda di Aang è diventato un prodotto live action e possiamo definirlo un buon corrispettivo in carne ed ossa del prodotto animato. Dopo il successo di One Piece, Avatar – La Leggenda di Aang è pronto a conquistare i fan dell’anime e tanto nuovo pubblico. È un adattamento perfetto? Forse no ma resta davvero tanto soddisfacente e ideale per approcciarsi all’universo fantasy di Nickelodeon. 

Avatar – La Leggenda di Aang: un fantasy degno dell’originale e l’erede di One Piece

Netflix pare aver deciso di rischiare. Il pubblico di utenti dì fedelissimi di Netflix sa bene che la piattaforma streaming dalla grande N agli albori non produceva tantissimi prodotti originali. Netflix all’inizio era solita acquisire a poco serie tv e film di terze parti per arricchire il suo catalogo streaming. Il caso La casa di carta è l’esempio più lampante. I tempi però sono decisamente cambiati, così come anche i budget a disposizione del colosso dello streaming. Lo dimostrano i dati forni della stessa Netflix ma anche i progetti a cui la grande piattaforma decide di affiancarsi. Ed i rischi che corre sono sempre molto elevati. Adattare in formato live action una fortunata e davvero tanto celebre serie anime non è cosa da poco. Il rischio di non soddisfare i fan di lunga data è davvero molto elevato. Gli appassionati dell’anime difficilmente riescono ad amare allo stesso modo un prodotto live action che cerca di riprodurre quello animato ma risultando per forza di cose limitante. Il passaggio dall’animazione alla realtà comporta sempre qualche taglio, sia per i tempi più ristretti che una serie tv live action richiede per il minutaggio complessivo della stagione che per il budget che, seppur molto elevato, non consentirà quasi mai di riprodurre con estrema fedeltà tutti gli effetti che in animazione risultano davvero più economici e praticabili. 

Avatar – La Leggenda di Aang però non è il primo progetto ad alto rischio di Netflix. A fine estate 2023 il pubblico della piattaforma streaming dalla grande N si era già affezionato per non dire sorprendentemente innamorato della serie tv live action di One Piece. Rendere in formato reale One Piece era una vera impresa ma Netflix ci è riuscito senza cadere negli stereotipi o rendendo macchiettistici i personaggi, tanto che in pochissimo tempo la serie tv ha raggiunto vette di ascolti davvero importanti idonei ad assicurargli la presto annunciata seconda stagione dello show. Avatar – La Leggenda di Aang è l’erede di One Piece, sotto tutti i punti di vista, persino il risultato. Forse Avatar – La Leggenda di Aang non soddisferà tutto il pubblico che era riuscito a catturare One Piece, perché di fatto non è perfetto e forse eccessivamente ripetitivo, ma resta un ottimo adattamento. 

I punti forti di Avatar – La Leggenda di Aang

Avatar – La Leggenda di Aang è una serie tv live action che ha il grande merito di attirare a se due tipologie di utenti, per non dire tre: i fan della serie animata, che anche nel caso in cui fossero scettici verso l’adattamento live action, desiderano vedere con i propri occhi se il risultato finale è disastroso o salvabile; coloro che non hanno mai visto l’anime ma ne hanno comunque sentito parlare e, non essendo dediti ai prodotti animati, decidono di affacciarsi al corrispettivo live action per conoscere la storia dei personaggi; infine, coloro che amano il genere fantasy ma non conoscono minimamente Avatar – La Leggenda di Aang. Netflix con questa serie tv ha scelto di segnare un nuovo punto di ingresso per potenziali nuovi fan del franchise. 

Avatar – La Leggenda di Aang di Netflix, infatti, parte dagli albori e non da nulla per scontato, consentendo ai neofiti di seguire senza alcun problema la serie tv. Come con One Piece, Netflix ha scelto di narrare da capo le avventure dei protagonisti dello show, presentando l’universo fantasy fin dalle sue basi. Acqua, Terra, Fuoco e Aria. Una volta le quattro nazioni vivevano in armonia e l’Avatar, il dominatore di tutti e quattro gli elementi, manteneva tra loro la pace. Purtroppo tutto è cambiato quando la Nazione del Fuoco, assentata di potere e desiderosa di dominare il mondo, ha attaccato i Nomadi dell’Aria annientandoli e compiendo così il primo passo verso la conquista del mondo. L’Avatar non ha potuto impedire la disfatta. Ad inizio serie l’attuale incarnazione dell’Avatar non è ancora emersa e il mondo crede di aver perso la speranza, essendo sotto scacco della Nazione del Fuoco. Fortunatamente la speranza si riaccende quando Aang (interpetato dal giovanissimo e talento Gordon Cormier), un giovane dominatore dell’Aria ed ultimo della sua specie, si risveglia da un sonno glaciale durante 100 anni per assumere il ruolo che gli spetta come prossimo Avatar. Netflix introduce subito il concetto di equilibro nella dominazione degli elementi, sviluppa la caratterizzazione seppur semplice e lineare dei personaggi oltre che alle dinamiche tra di loro. 

Aang, infatti, non proteggerà il mondo da solo. Affiancato dai suoi nuovi amici Sokka (Ian Ousley) e Katara (Kiawentiio), fratelli e membri di una piccola tribù nordica situata nella zona dell’Acqua del Sud, Aang intraprenderà un viaggio per ristabila la pace tra le Nazioni. Sarà un’avventura ricca d’azione, conoscenza e nuovi incontri che cambieranno definitivamente la vita dei personaggi.

La forza dello show risiede nella capacità dei creativi di Netflix di essere riusciti a rendere reali le vibes dell’anime. Grazie alle ambientazioni, alla colonna sonora ed ai costumi è impossibile negare che l’anime ha preso vita. Forse non tutti saranno soddisfatti dal risultato finale, perché come vedremo in seguito ci sono dei difetti, ma il cuore dell’opera originale non è stato tradito. 

A convincere più tutti sono i legami tra i personaggi. Avatar – La Leggenda di Aang è una storia di formazione e crescita in cui i protagonisti sviluppano nuove competenze e padroneggiano sempre più le loro abilità episodio dopo episodio. Da completi sconosciuti il trio diventa una famiglia. La chimica tra Gordon Cormier (Aang), Kiawentiio (Katara) e Ian Ousley (Sokka) è da subito convincente. Le espressioni e le movenze degli attori sono state studiate nei dettagli, indice di una cura maniacale verso una fedele trasposizione. Gli interpreti si sono dichiari fin da subito fan dell’anime ma comunque, nel caso in cui non lo fossero davvero, hanno studiato davvero nei particolari la serie animata, diventano così la versione in 3 dimensiono dei loro personaggi. Il casting per Avatar – La Leggenda di Aang non poteva che essere fatto meglio di così. 

Il formato seriale si conferma eccellente per raccontare la storia. Il fallimento del progetto cinematografico di M. Night Shyamalan dimostra che riassumere una stagione della serie animata, o poco meno, in un solo film risulta davvero impossibile. La pellicola di M. Night Shyamalan è stata inevitabilmente troncata: troppi erano i tagli sia del worldbuilding, della formazione di Aang che delle relazioni tra i personaggi; ciò ha significato un progetto privo delle emozioni e delle vibes dell’originale. Per non parlare degli effetti visivi, decisamente non all’altezza dei fan dell’anime. 

La serie tv Netflix impara dagli errori di altre produzioni e mediante 8 episodi dalla durata media quasi superiore all’ora riesce a racchiudere le vicende narrate nella prima di tre stagioni della serie animata di Avatar – La Leggenda di Aang, arricchendo l’universo e, grazie al maggior tempo a disposizione, rendendo la serie unica rispetto alle precedenti versioni.  La riproposizione degli eventi della saga anime è sostanzialmente pedissequa nel progetto Netflix, anche se in alcune circostanze gli accadimenti sono stati montati in momenti diversi. 

A sorprendere in maniera molto positiva è tutto il reparto tecnico: effettivi visivi, costumi e scenografie sono sotto diversi profili davvero eccellenti ed all’altezza dell’originale. Impossibile guardare lo show e non sentirsi parte dell’universo di Avatar – La Leggenda di Aang. Le coreografie dei combattimenti e l’utilizzo studiato dell’effetto slow motion sono stati la ciliegina sulla torta di un prodotto che poteva facilmente cadere nel trash ma non ha ceduto al tranello.                                                                                                                                                                                        

Avatar – La Leggenda di Aang: forse è un adattamento troppo pedissequo?

Come vi abbiamo ribadito più e più volte nei paragrafi precedenti, nonostante la serie tv a chi scrive sia piaciuta davvero tanto, non è un prodotto perfetto. I problemi, se poi vogliamo definirli tali, risiedono nella componente di trasposizione dell’opera e potrebbero urtare i veri fan della serie animata.

Per dichiarazioni di Neflix lo show non vuole affermarsi come un adattamento fedele e pedissequo all’originale ma come una serie che si pone su una linea parallela. Evita così diversi problemi ma al tempo stesso una simile dichiarazione appare più che altro come una scusa e una giustificazione dei cambiamenti che per forza di cose si sono resi necessari nel corso della scrittura della sceneggiatura della serie live action. A conti fatti però lo show finisce per essere un adattamento davvero pedissequo dell’originale. Chi ha già visto la serie anime sa bene che all’interno dello show Netflix sono presenti diverse citazioni identiche al corrispettivo animato, alcune sequenze sembrano la copia carbone del cartone. Quindi, perché dichiarare che lo show è diverso dal prodotto animato quando in realtà finisce per essere sostanzialmente identico, anche se con alcune aggiunte che arricchiscono l’universo? Forse queste dichiarazioni, che sembrano come necessarie a mettere le mani avanti in attesa di eventuali critiche da parte dei fan, sono successive all’abbandono del progetto da parte di Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko, creatori della serie animata Avatar – La Leggenda di Aang andata in onda per tre stagioni dal 2005 al 2008 solo su Nickelodeon, che tra l’altro è partner di Netflix in questo nuovo adattamento. 

Il rischio, con un simile adattamento, non è quello di stufare i fan più assidui della serie? Riproponendo le stesse identiche vicende in formato diverso perché un fan del cartone dovrebbe approcciarsi ad un prodotto nuovo ma che ha giù visto ed amato in un altro formato? Resta sempre vero, come anche nel caso dei live action Disney, che i fan del prodotto originale sono i più difficili da soddisfare. I fan di lunga data sono gli spettatori più esigenti. Qualsiasi adattamento diverso dall’originale non sarebbe stato soddisfacente per un fan puro. Se la serie live action fosse stata uno spin-off di Avatar – La Leggenda di Aang, molti fan avrebbero voluto vedere prima l’adattamento dell’anime, diversamente ora possono lamentare l’eccessiva aderenza al prodotto madre. “Come fai sbagli”, verrebbe da dire. 

Secondo chi scrive il progetto di Netflix ha assolutamente senso. Partire dalla trasposizione del materiale originale per poi allargare l’universo live action mediante eventuali spin-off è la scelta più sensata per garantirsi nuova fanbase che non era prima legata all’anime. Anche se, occorre precisare che, all’interno degli episodi sino presenti alcuni momenti ripetitivi e alcuni capitoli che sotto un certo punto di vista potrebbero essere considerati filler.

Questo è l’obbiettivo di Netflix: conquistare sempre più pubblico allargando il proprio bacino d’utenza. Approcciandosi a prodotti legati ad anime sta cercando di raggiungere proprio questo risultato. Il successo di One Piece, e il potenziale inevitabile successo di Avatar – La Leggenda di Aang, tra pubblico e critica dimostra che Netflix ha assolutamente ragione. 

La seconda stagione di Avatar – La Leggenda di Aang non è ancora stata annunciata ma secondo noi verrà rivelata molto presto e altri saranno i progetti anime su cui il colosso dello streaming ha già messo gli occhi. Se vi dicessimo Naruto quale sarebbe la vostra reazione? Aspettiamo con ansia gli annunci e nel frattempo ne approfittiamo per riguardare sia Avatar – La Leggenda di Aang che One Piece. 

80
Avatar - La leggenda di Aang
Recensione di Chiara Giovannini

Avatar - La leggenda di Aang è l'adattamento perfetto per coloro che desideravo un prodotto live action fedele all'anime. Se avete amato One Piece dovere correre a visionare anche Avatar - La leggenda di Aang, non resterete delusi. Netflix ha scelto la strada giusta.

ME GUSTA
  • Le vibes dell'anime ci sono tutte
  • Il casting è perfetto
  • Una serie che chiunque può vedere, anche coloro che non hanno mai sentito parlare di Avatar - La leggenda di Aang
  • Davvero molto buoni sono gli effetti visivi, per non parlare dei costumi
FAIL
  • Forse in certi punti risulta troppo ripetitiva per chi ha già visto l'anime