Anche “Questo mondo non mi renderà cattivo“, come “Strappare lungo i bordi” prima di lei, ha ricevuto più di qualche attenzione da parte del pubblico internazionale. L’ultima stagione della serie TV animata di Zerocalcare, al secolo Michele Rech, ha ricevuto una discreta copertura, sia grazie a Netflix, che banalmente la raccomanda in homepage ai suoi abbonati, sia grazie ad una manciata di siti specializzati, che l’hanno recensita.

«L’ultima serie animata di Netflix, creata dal fumettista italiano Zerocalcare, tratta del mantenere la testa fuori dall’acqua mentre si combattono forze reazionarie», scrive IndieWire, che non è esattamente un foglietto parrocchiale, ma, appunto, è l’IndieWire. E ancora:

Preso nel suo insieme, “This World Can’t Tear Me Down” (questo il nome internazionale ndr) è un’opera di tre ore che spiritualmente si avvicina ad un monologo teatrale. (…) Alla fine di “This World Can’t Tear Me Down”, Zero riceve una grande lezione su cosa significhi combattere per la propria comunità e difenderla. Se questa sarà la prima stagione, con altre in arrivo, sarà interessante vedere quanto di questa nuova consapevolezza la serie sarà in grado di applicare a se stessa.

Altri siti americani sono giunti a conclusioni simili. Insomma, i giudizi sono perlopiù positivi.

Tuttavia, non proprio tutti gli spettatori internazionali hanno gradito l’ultima fatica di Zerocalcare. Il suo stile, tipicamente romano, ha, infatti, destato più di qualche perplessità all’estero. Una battuta su Stranger Things ha suscitato un vespaio, attirando le critiche di più di qualche utente americano di Twitter.

“Come il ragazzo con i capelli a scodella di Stranger Things, che piange perché il suo amico si tromba Unidici”, recitano i sottotitoli di un frame preso dalla serie TV e molto circolato online. Apriti cielo! “Come c- è possibile che Netflix abbia acconsentito a questa schifezza?”, scrive l’utente @angelwithnightm, che nel frattempo ha ristretto l’accesso al suo account, forse in risposta alle critiche ricevute da molti italiani. “HANNO SOLAMENTE 14 ANNI”.  Non che Zerocalcare abbia bisogno delle nostre difese, l’assurdità del commento è abbastanza manifesta, ma, per quel che vale, tutti gli attori di Stranger Things erano maggiorenni al momento dell’uscita dell’ultima stagione, incluso Noah Schnapp, cioè il “ragazzo con i capelli a scodella” a cui fa riferimento la battuta e che oggi frequenta il primo anno di economia all’ University of Pennsylvania.

https://twitter.com/mortacci_/status/1669082682238676993

E se pensate che questo commento abbia toccato il fondo, un altro utente, @w1llel, è pronto a trascinarci ulteriormente nell’abisso del grottesco.  “Inoltre, lo stile di disegno è veramente inquietante”, scrive in un tweet che, per motivi a noi completamente sconosciuti, ha accumulato oltre 50 like. “Dà l’idea di essere antisemita”. Come faccia uno stile di disegno ad essere antisemita? Boh, non ne abbiamo davvero idea.