Il visore per la realtà mista di Apple è un compromesso con la realtà. Mark Gurman di Bloomberg ha pubblicato un report completo che descrive il lavoro di Apple sul suo visore di realtà mista. Il progetto è durato oltre 7 anni e l’azienda ha dovuto fare diversi passi indietro rispetto alle sue ambizioni iniziali.

Il risultato è un prodotto che ci è stato descritto di recente come un dispositivo estremamente potente e avanzato, superiore a molti competitor, ma comunque distante da quel gadget “must have” che Apple aveva immaginato inizialmente.

Durante le fasi di progettazione, Apple aveva grandi speranze per un dispositivo indossabile autonomo e confortevole, che sarebbe stato percepito più come un accessorio di moda che come un computer legato al viso. Man mano che il progetto procedeva, però, gli ingegneri hanno presto realizzato che non sarebbe mai stato possibile superare alcuni limiti tecnologici. Apple, in altre parole, ha di volta in volta dovuto trovare il miglior compromesso possibile

si legge nel resoconto. Gurman scrive anche che alcune delle funzionalità su cui Apple puntava di più – come le videochiamate e o la possibilità di usare il visore come uno schermo esterno per Mac – sono molto meno riuscite di quanto sperato e che l’azienda spera di riuscire a migliorarle nel corso dei prossimi mesi.

Apple si prepara a presentare il visore il 5 giugno durante la WWDC.