Molti clienti della sezione cinese di Tesla hanno lamentato problemi, quindi il Governo ha convocato i responsabili per un confronto.

Considerando il contesto, sembrano quanto mai remoti gli anni in cui “cinesata” era sinonimo di un prodotto di pessima qualità. Ora il Paese è infatti attentissimo ai suoi consumatori e provvede a tenere in riga tutte quelle aziende che sono sul punto di sgarrare.

In effetti non stiamo parlando dei “problemucci” capitati in Occidente, quelli dove al massimo salta via il tettuccio della macchina mentre si è in autostrada, in Cina i difetti di fabbricazione sono più radicali e potenzialmente pericolosi.

Il Governo cinese ha evidenziato come le autovetture Tesla siano propense a sviluppare irregolarità nel sistema di accelerazione, a incappare in batterie che vanno a fuoco e a impantanarsi in upgrade che si inceppano.

In passato, l’azienda automobilistica aveva già ritirato con solerzia diversi modelli difettosi, nel Paese. La Cina è d’altronde una nazione estraneamente importante per Tesla: non solo è il suo secondo mercato più grande, ma la città di Shangai ospita anche una sua mega-fabbrica di assemblaggio, cosa che permette alla ditta di salvarsi da parecchie tasse.

Su Weibo, il corrispettivo cinese di Twitter, Tesla ha detto di voler “accettare vivamente la guida dei dipartimenti governativi” e che si “conformerà rigorosamente con le leggi cinesi”, giurando di garantire la preservazione dei diritti dei consumatori.

Ultimamente Tesla ha iniziato ad avere grane anche con il governo USA, il quale l’ha “persuasa” a ritirare 134.000 autovetture corrotte da un microchip difettoso che, di fatto, ne rendeva illegale la circolazione.

 

Potrebbe anche interessarti: