Netflix e Spotify si preparano ad un importante aumento del costo mensile dei loro servizi. Per il momento negli USA, ma il rincaro anche in Italia sembra inevitabile.

Dopo averci abituati a cataloghi sconfinati ad un prezzo sfacciato, Netflix e Spotify passano all’incasso. Entrambi i colossi puntano ad una massimizzazione dei profitti attraverso una semplice operazione di rincaro. Gli abbonamenti costeranno di più.

Per Netflix l’aumento, negli USA, è già realtà:  il piano standard sale a 14$ al mese, mentre il premium raggiunge i 18$. Rispettivamente, un aumento di 1 e 2 dollari. L’aumento è scattato nella giornata di ieri.

Ci deve interessare quello che accade dall’altra parte dell’oceano? Purtroppo la risposta è un secco sì: in passato agli aumenti per i clienti statunitensi sono seguiti, nell’arco di pochi mesi, rincari anche in Europa e all’interno degli altri mercati chiave di Netflix.

La formula entry-level, come era già successo in passato, rimarrà al contrario invariata.

Per Spotify, almeno per il momento, il futuro è un po’ più incerto. Per il momento c’è solo un generico annuncio che rivela i piani per studiare un eventuale ritocco al prezzo dell’abbonamento premium, quello per fruire del servizio Spotify senza interruzioni pubblicitarie.

Purtroppo l’aumento sembra inevitabile: l’azienda ha già spiegato che nei mercati dove l’aumento del prezzo dell’abbonamento Spotify Premium è già stato testato, la risposta dei consumatori è stata più che soddisfacente, con i clienti che si sono dimostrati più che disposti a mantenere la sottoscrizione a prescindere dal prezzo più alto.