Siamo volati a Los Angeles per l’evento di anteprima mondiale dell’attesissimo Borderlands 3, scoprite le nostre impressioni in quest’anteprima del titolo Gearbox Software.

Tra il 30 aprile e il 1 maggio 2K e Gearbox hanno organizzato a Los Angeles un super evento per la world premiere di Borderlands 3. Sono volato in California sia per assistere alla presentazione (di seguito il video integrale dell’evento), che per giocare con mano la demo pre-release presente nelle postazioni fornite da AMD.

 

 

Chi già conosce la serie Borderlands sa che questa ha saputo distinguersi, nel vasto panorama dei first person shooter, per l’immediatezza del gameplay (che sa divertire come pochi altri titoli in co-op), per la presenza di corposi loot e, soprattutto, per aver creato personaggi sgangherati, esagerati, e per questo iconici.

Recentemente vi ho parlato dell’edizione remastered del primo capitolo (link di seguito, qualora ve la foste persa), ma lo stato dell’arte lo si è raggiunto con Borderlands 2 nel 2012. Se non consideriamo gli spin-off, dunque, questo titolo arriverà a ben sette anni di distanza dal capitolo precedente, segnando l’esordio della serie su questa generazione di hardware. Questo comporta, oltre a un netto miglioramento tecnico, sebbene la veste grafica cartoonesca resti fedele ai primi due capitoli, che Borderlands 3 si ponga anche come starting point per i neofiti che non hanno giocato i capitoli precedenti della serie.

 

 

La volontà di Borderlands 3 di allargare il proprio bacino d’utenza anche oltre le già folte schiere di fan si riverbera anche nell’allargamento del mondo di gioco: oltre a Pandora si potranno visitare altri pianeti grazie alla nave Sanctuary III, l’hub mobile dei protagonisti di questa nuova avventura. Non più solo steppe post-apocalittiche, si spazierà da foreste verdi e lussureggianti a enormi paesaggi urbani, come Promethea, location della demo.

In questo pianeta metropolitano dall’estetica cyberpunk ci siamo ritrovati in mezzo a una guerra tra le corporazioni Maliwan e Atlus. Il CEO di quest’ultima è Rhys, il protagonista di Tales from the Borderlands, che ci ha chiesto di occuparci della minaccia Maliwan e ci ha promesso, in cambio, di aiutarci a trovare il caveau di Promethea (potete vedere in azione il titolo sul nostro canale Twitch con il mio gameplay dall’evento).

Del resto sappiamo che Borderlands 3 tornerà un team di quattro vault hunter che si dovranno opporre ai malvagi gemelli Calypso.

 

Quello che abbiamo giocato tuttavia è solo un piccolo frammento di una storia che pare essere molto più grande.

Quello che abbiamo giocato tuttavia è solo un piccolo frammento di una storia che pare essere molto più grande, e sono parecchio curioso di scoprire gli altri pianeti oltre ai già citati Pandora e Promethea, e quali saranno le loro caratteristiche peculiari. Come nella presentazione, anche durante la mia prova ho potuto giocare sia nei panni della Sirena Amara, che del letale Zane (che può disporre contemporaneamente due abilità).

Ogni personaggio ha tre rami di abilità, ciascuno con i vari talenti potenziabili.

Ogni personaggio ha tre rami di abilità, ciascuno con i vari talenti potenziabili: ogni abilità può essere migliorata con gli appositi punti, che vengono acquisiti dopo aver livellato. Di Zane l’abilità più interessante mi è parsa il digi-clone, che crea copie del personaggio da far colpire ai nemici e con le quali possiamo anche scambiarci per muovere la posizione nell’arena di scontro, istantaneamente. Pad alla mano il feeling con i due personaggi mi ha convinto pienamente, e anche l’ambientazione di Promethea.

Il gameplay di Borderlands 3, per chi conosce la serie, è rimasto pressoché invariato dal capitolo precedente, salvo qualche modernizzazione che strizza l’occhio ai giocatori più giovani. In particolare il sistema di mira appare decisamente migliorato, il gunplay è decisamente divertente e il gioco gode di una verticalità e una velocità inedite. La mia arma preferita nella prova è stata l’SMG, che quando si va a ricaricare viene lanciata da Zane e diventa una sorta di torretta per un po’ (in abbinamento con l’abilità digi-clone è una risorsa non da poco).

 

 

Tornano anche i combattimento con veicoli, come l’Outrunner e Cyclone, che sono ottimi per andare dal punto A al punto B, rendendo l’azione di gioco ancora più rapida così da fiondarci da uno scontro a fuoco all’altro, tra missioni principali e secondarie. Giusto nei combattimenti i veicoli mi sono sembrati un po’ goffi per via del sistema di controllo, ma forse da qui all’uscita del titolo le cose potranno migliorare.

Non abbiamo potuto provare la demo in co-op, ma restiamo speranzosi sulla buona riuscita di una feature fondamentale per il titolo.

Purtroppo, come non posso pronunciarmi più di tanto sul comparto narrativo, visto che la demo rappresentava una brevissima frazione in medias res, per così dire, non vi posso neanche parlare di come il titolo funzioni in co-op perché la demo l’abbiamo giocata tutti in singolo. Tuttavia, se anche le cose fossero rimaste come in Borderlands 2, direi che la buona riuscita è assicurata.

Borderlands 3 ripropone lo stile artistico in cel-shading tipico della serie.

Borderlands 3 ripropone lo stile artistico peculiare della serie, che si distingue fin dal suo esordio per l’uso del cel-shading con cui mette in scena uno stile cartoonesco, dei colori saturi e degli appaganti contrasti. Non resta uguale a se stesso però, perché sia le texture che gli effetti particellari appaiono decisamente migliorati dalla nostra prova (e c’è da dire che si tratta pur sempre di un prodotto non finito). L’universo stravagante di Gearbox è rimasto lo stesso di sempre, dunque, solo più nitido e rifinito che mai.

 

 

Tirando le somme, dopo questa prima prova losangelina Borderlands 3 ha superato le mie aspettative, e non vedo l’ora di poter mettere le mani sulla versione definitiva che ci aspetta su PC, PlayStation 4 e Xbox One il prossimo 13 settembre.

Sul piatto sembrano esserci a una storia più ricca e sfaccettata che mai, un gameplay che non tradisce le proprie origini ma riesce a modernizzarsi quanto basta, tantissime armi uniche, abilità d’azione incredibilmente divertenti e variegate e nuove ambientazioni. Insomma, siamo davanti a un terzo capitolo bello pieno e non a un Borderlands 2.5, che non potrebbe presentarsi meglio di come ha fatto con questa prova.

 

Ecco la registrazione della nostra sessione di prova:

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