Ospite a sorpresa della Festa del Cinema di Roma, Michael Shannon ha presentato Trouble No More, il documentario sugli anni cristiani di Bob Dylan. Ecco cosa ci ha raccontato.

Michael Shannon è l’ospite a sorpresa della Festa del cinema di Roma.

Michael Shannon è stato senza dubbio l’ospite che nessuno si aspettava, ma che l’organizzazione della Festa del Cinema di Roma è riuscita a portare alla kermesse per la gioia di tutti. Giornalisti e fan.

L’attore candidato due volte all’Oscar ha presentato, insieme alla regista Jennifer Lebeau, ha presentato Truoble No More. Nel documentario dedicato al periodo cristiano di Bob Dylan, l’attore americano vesti i panni di un predicatore ed interpreta sermoni scritti da Luc Sante ed ispirati alle canzoni di Dylan di quel periodo.

Ottima la sua interpretazione nei panni di un predicatore.

Un’interpretazione quella di Michael Shannon più che convincente. L’attore interpreta i sermoni, basati su scritture degli anni ’20, in maniera tanto serie ed intensa quanto ironica. Una vera e propria lezione di recitazione.

 

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Una pellicola che come ha spiegato la regista è nato dal ritrovamento di materiale d’archivio:

Il film ha preso vita quando ho visto i filmati del tour di Bob Dylan del 1979-80, ritrovati dal suo staff. Filmati ormai creduti perduti e dove si vede un Dylan più sereno e disteso del solito.

Un film in cui i testi delle canzoni non hanno sottotitoli, come avviene di solito, come a voler rimarcare l’importanza del sound. Concerti in cui Dylan trasmette tutta la sua spiritualità, che traspare dai suoi testi. Proprio i testi della canzoni del periodo della “rinascita” del menestrello del rock sono al centro di Truoble No More.

“Rivoluzionaria” la scelta di soffermarsi sui testi degli album del Dylan cristiano.

Una scelta in qualche modo “rivoluzionaria”, visto che da sempre critici e stampa non si sono mai fermati ad analizzare i tre album del periodo (Slow Train Coming, Saved, Shot of Love), ma si sono sempre occupati di cosa abbia portato il cantante a tale conversione.

 

 

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Un documentario che oltre alle riprese dei concerti, contiene anche rare immagini delle prove del menestrello del rock con la sua band. Immagini incredibile, in cui si vede un Dylan inedito, immerso in una dimensione intima e personale. Un film che riprende lo stile grezzo delle riprese dell’epoca e lo fa suo.

Truoble No More contiene rare immagini delle prove fatte da Bob Dylan per il tour del 1980.

Come detto a presentare il film un Michael Shannon introverso e rabbuiato. Una sensazione durata giusto il tempo dell’incontro. In conferenza stampa ha continuato a tenere un atteggiamento tanto pacato quanto distaccato.

A fine conferenza l’attore ha dimostrato tutta la sua disponibilità.

È stato alla fine, quando si è fermato a firmare autografi e a fare selfie, che ha tirato fuori tutta la sua disponibilità e la sua gigioneria. Non solo si è seduto sul palco per stare più comodo, ma si è addirittura sdraiato per le foto. Un vero e proprio showman.

 

 

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Michael nel documentario tu leggi dei sermoni basati sulle canzoni di Bob Dylan. Che rapporto hai con il cantante? Sei un suo fan?

Sono da sempre un suo grande fan. Il primo concerto a cui ho assistito in vita mia è stato proprio di Bob Dylan. Ricordo che mi ci porto mia madre, lui si esibiva alla fiera del Kentucky.

Già da quel concerto ho capito quanto fosse speciale come artista. Ho per lui da sempre una grande ammirazione, inoltre è stato fonte di ispirazione negli anni. Prima di salire sul palco sento sempre le sue canzoni.

 

I sermoni che reciti sono molto intensi. Pensavi a qualcuno in particolare mentre recitavi?

Non pensavo ad un’unica persona ma a più persone. Pensavo ad una figura che potremmo definire archetipica.

 

Il film è incentrato sul periodo cristiano di Bob Dylan, uno dei più discussi dell’artista, che in qualche modo interpreti recitando i sermoni tratti dalle sue canzoni. Recentemente hai interpretato Elvis, cosa hanno in comune queste due icone del rock? Bob Dylan ha visto il film?

Non ho avuto feedback diretti, ma so che ha visto il visto che è ne è rimasto piacevolmente sorpreso. Dylan è un uomo a cui non interessa il suo passato, ma il suo presente e futuro. Siamo noi quelli a cui interessa il suo passato, che riteniamo intriganti i suoi anni di carriera ormai trascorsi. Lui non ammira la sua leggenda.

È questo che fa di lui un grande artista. La somiglianza con Elvis? Quando ho fatto ricerche per interpretare il rocker di Memphis ho scoperto che era molto spirituale. Era un uomo sempre alla ricerca più profonda del significato più profondo della vita. Pensava a cosa poteva dare alle persone oltre alla sua musica. Cercava sempre di migliorare se stesso. Una ricerca che da sempre contraddistingue anche Bob Dylan.

 

Cosa conosci del lavoro da regista di Bob Dylan?

Conosco Renaldo & Clara e ho visto Masked and Anonymous. A proposito del film scritto insieme a Sam Shepard, so che per il commediografo scrivere la sceneggiatura del film per Dylan è stato snervante. Non so se i suoi film mi toccano come la sua musica, dove ha trovato il posto.

 

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Dalle immagini di repertorio si nota un Bob Dylan disteso., energico. Che idea ti sei fatto a proposito?

New York il mio agente mi ha detto di essere rimasto colpito dalla performance di Bob Dylan. E lui non è un suo fan. Nelle immagini di repertorio che si vedono sembra aver trovato la pace.

Si trova in una situazione in cui è a suo agio. Una situazione che spaventerebbe molti artisti. Lui ha il coraggio di portare avanti il suo messaggio nonostante tutto. È ammirevole.

 

Il predicatore che interpreti ha un grande senso etico. Una caratteristica che da sempre ti accompagna nella scelta dei ruoli che interpreti. Come stai vivendo il momento turbolento di Hollywood?

Che domanda complessa. A volte il mio lavoro mi sembra sciocco con tutto quello che succede. Ma allo stesso tempo è un piacere fare film che contengono un messaggio forte. Mi piace recitare in prodotti che ispirano le persone e che le invitano a riflettere. Cerco di scegliere film che possano risvegliare le coscienze.

 

I sermoni sono approfondimenti dei testi di Dylan? Nel film vi sono riferimenti ad Io sono qui. Che rapporto c’è con il film di Todd Haynes?

Credo che sia un po’ come quando vai in chiesa. Avvengono due cose distinte e consecutive. Prima c’è la celebrazione di Dio, anche con canzoni e musica. Poi il predicare inizia a parlare di cose serie, ti fa riflettere.

 

 

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