Uno studio di Yale scopre cambiamenti positivi negli adulti dai 65 anni in su
Scoperta importante sugli anziani americani: un gruppo con caratteristiche particolari trae vantaggio dall'età che avanza e dimostra che l'invecchiamento può diventare una nuova filosofia di vita.

Che cosa c’è dietro un’importante affermazione dell’università di Yale sull’invecchiamento? Lo studio di un suo team di scienziati ribalta l’opinione che diventare anziani sia un male: l’avanzare dell’età offre possibilità di miglioramento, perché? Gli studiosi affermano che è proprio il pensiero degli anziani sull’invecchiare a influenzare un processo che fa i conti con la salute ma ha anche delle potenzialità. Quindi, sono mentalità e pregiudizi che possono incidere sulla qualità della vita dopo gli anta.
L’autrice dello studio, Becca R. Levy, docente di scienze sociali e comportamentali, ha analizzato i dati di uno studio decennale sugli anziani americani a livello nazionale. La scoperta all’interno del dipartimento di salute della Yale School è che la metà degli adulti di età pari o sopra i 65 anni ha mostrato un miglioramento cognitivo ma anche fisico nel tempo.
In tarda età, molte fatiche della vita come il lavorare, portare pesi e altro vengono limitate. Si tende a faticare meno o a disincentivare il lavoro più pesante. Mente e fisico sicuramente devono affrontare primi problemi di salute. Però, non è una costante e molti anziani, che hanno più tempo libero, possono usufruirne per migliorarsi e migliorare anche le condizioni fisiche.
I dati riconsiderati dell’Health and Retirement Study: anziani dai 65 anni in su seguiti per 12 anni tra attività fisiche e vita quotidiana per scoprire la tendenza al miglioramento
L’analisi di Becca Levy non ha scoperto miglioramenti in piccoli gruppi eccezionali ma in soggetti collegati o accomunati da diversi fattori importanti. Tra questi, anche il non vedere l’invecchiamento per forza come un ostacolo o un decadimento. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Geriatrics e contengono diverse informazioni.
L’Health and Retirement Study è l’indagine longitudinale sugli anziani americani, finanziata a livello federale. Coinvolse 11.000 partecipanti ed è lo studio utilizzato per trarre i dati sulla nuova filosofia dell’invecchiamento. I cambiamenti cognitivi furono valutati considerando funzionalità fisiche come camminata veloce e altre attività. In un follow-up di 12 anni, il 45% dei partecipanti ha registrato miglioramenti in due ambiti di vita. Il 32% ha registrato miglioramenti cognitivi, il 28% miglioramenti fisici.
Queste percentuali non dicono che non ci siano deterioramenti fisici e cognitivi, come dice lo studio stesso: “Se si fa la media di tutti, si nota un declino. Ma quando si considerano le traiettorie individuali, si scopre una storia molto diversa. Una percentuale significativa dei partecipanti più anziani che abbiamo studiato è migliorata“.