Via Lattea, individuata una pulsar ideale per mettere alla prova la relatività di Einstein
Il mistero delle stelle di neutroni in trasformazione dentro il Centro Galattico, perché una singola scoperta può abbattere tutte le teorie e i metodi di ricerca finora utilizzati?

Il centro della Via Lattea è noto con il nome di Centro Galattico, è rotazionale e la sua lontananza dalla Terra è misurata in Parsec. Una singola unità di misura corrisponde a 3,26 anni luce, ovvero 31 miliardi di chilometri. Si cercano le pulsar al suo interno, sono stelle di neutroni nello stato finale della loro evoluzione. Emettono impulsi di radiazione elettromagnetica, pulsar significa “stella pulsante”.
Una pulsar è stata identificata vicino al centro della Via Lattea e la sua presenza mette in discussione la relatività generale. La scoperta è stata pubblicata su The Astrophysical Journal, l’autore principale della ricerca è Karen Perez, dottorato di ricerca presso la Columbia University. La scoperta preliminare è del Breakthrough Listen Galactic Center Survey.
Il Green Bank Telescope cattura BLPSR, la pulsar che nel buio dello spazio si comporta come un faro rotante. Per trovare altre stelle di neutroni bisognerà migliorare telescopi e strumenti esistenti
Il Green Bank Telescope è un radiotelescopio in West Virginia ed è stato utilizzato per venti ore con mirino puntato sul centro galattico. Sono stati individuati 5282 segnali candidati fino a identificare MSP di 8,19 ms. “Non siamo in grado di fare un’affermazione definitiva sul candidato a causa del grado di confidenza misto di questi test e, più in generale, della sua mancata rilevazione nelle osservazioni successive“, dichiarano i ricercatori.
La presenza di un corpo celeste all’interno di un’area con forti dinamiche energetiche e gravitazionali è stata trattata numerose volte proprio in relazione alle leggi della Relatività Generale. I ricercatori hanno riflettuto sul problema delle pulsar mancanti in un’area come il centro galattico chiamato anche ammasso celeste: “Il problema persistente delle pulsar mancanti nell’ammasso celeste rafforza l’idea che una forte diffusione e/o dinamiche orbitali estreme possano oscurare i segnali delle pulsar in questa regione“.
Il candidato individuato con il radiotelescopio della West Virginia è stato chiamato BLPSR, Breakthrough Listen Pulsar. Apre la strada a nuovi metodi di ricerca e a strumenti radio più potenti per individuare le pulsar. Possono essere individuate solo con le onde radio perché la loro luminosità è intermittente e rapida. Possono essere associate a un faro luminoso che può essere individuato quando la luce arriva nella traiettoria del telescopio. Questo può succedere in un tempo molto breve perché la rotazione delle pulsar, ovvero delle stelle di neutroni in trasformazione, è rapidissima. La frequenza di segnale registrata per BLPSR è di 8,19 ms (millisecondo).