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La lunga storia dei poli terrestri: nuove analisi mostrano inversioni più complesse del previsto

Il campo magnetico terrestre è più importante di quanto si credi e ci protegge dal Sole, ecco che cosa hanno scoperto due scienziati in fondo all'Oceano Atlantico.

La lunga storia dei poli terrestri: nuove analisi mostrano inversioni più complesse del previsto

Il campo magnetico terrestre è dipendente dall’azione del nucleo, un composto incandescente di ferro e nichel. Una forza importante visto che protegge il pianeta dal vento solare e ha contribuito a generare la vita. La storia geologica del nostro campo magnetico ha visto più volte invertirsi dei poli nord e sud, che si scambiano gradualmente posizione. Questo processo è conosciuto con il nome di inversione geomagnetica. Alcune rocce e sedimenti hanno tracce di quest’azione, tanti minuscoli cristalli che si orientano secondo il campo esistente, un po’ come succede all’ago della bussola. La loro esistenza ai nostri occhi è affascinante ma agli scienziati serve per ricostruire la storia paleomagnetica del nostro pianeta.

La ricerca è stata condotta da Yuhji Yamamoto (Università di Kochi) e Peter Lippert (Università dello Utah). Durante una spedizione di perforazione al largo di Terranova, nell’Atlantico settentrionale, hanno raccolto carote di sedimenti dell’Eocene, un periodo geologico molto lontano da noi, tra i 56 e 34 milioni di anni fa. Questo tempo fu caratterizzato da forti cambiamenti climatici e tettonici, la sua storia è oggi un insieme di depositi e strati del tempo che fungono da archivio informativo. Il team ha misurato qui la direzione e l’intensità della magnetizzazione per individuare le variazioni del campo terrestre.

Yuhji Yamamoto esamina i carotaggi di una spedizione

Yuhji Yamamoto

Le inversioni dell’Eocene durate fino a 70.000 anni mostrano che il ritmo del campo magnetico terrestre è irregolare e che nelle fasi di transizione la protezione dalle radiazioni può ridursi

Le due più lunghe inversioni geomagnetiche sono dell’Eocene, due tempi incredibilmente lunghi registrati dai sedimenti raccolti: 18.000 e 70.000 anni. Prima di questo ritrovamento, gli scienziati credevano che il processo richiedesse in media circa 10.000 anni. Un calcolo venuto fuori da ipotesi e modelli di 540 inversioni avvenute negli ultimi 170 milioni di anni. Un’anomalia non dovuta a disturbi nei sedimenti ma a reali cambiamenti del campo magnetico.

L’oro del nucleo terrestre sta lentamente emergendo: una scoperta che rivoluziona la geologia L’oro del nucleo terrestre sta lentamente emergendo: una scoperta che rivoluziona la geologia

La scoperta indica che l’attività del nucleo terrestre non è regolare e la durata delle inversioni può variare molto. Le inversioni si sviluppano in più fasi: c’è un momento precursore, una transizione principale e un rimbalzo finale. In queste fasi, la protezione dalle radiazioni cosmiche diminuisce, le inversioni lunghe registrate nell’Eocene potevano benissimo influenzare la chimica atmosferica, il clima e l’evoluzione della vita. Perché non è successo è la domanda che si pongono i ricercatori.

Non sappiamo cosa inneschi un’inversione. Le singole inversioni non durano la stessa quantità di tempo, quindi questo crea questo codice a barre univoco. Possiamo utilizzare le direzioni magnetiche conservate nei sedimenti e correlarle alla scala temporale geologica“, ha affermato Lippert.

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