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Ansia tra gli adolescenti: rivelate le radici profonde che stanno trasformando una generazione

Scopriamo cosa propone un'educatrice ai genitori di ragazzi e ragazze che entrano in un vortice pericoloso per la loro salute sociale e mentale. Una terapia d'urto è necessaria.

Ansia tra gli adolescenti: rivelate le radici profonde che stanno trasformando una generazione

Dure parole quelle di Amber Chandler su giovani e tecnologia. Smartphone, videogiochi a tutte le ore, teledipendenza da tv o computer fanno crescere l’isolamento degli adolescenti. Un isolamento voluto, perché la tecnologia viene riconosciuta come migliore di amici e familiari, quello conseguente al rinunciare alle relazioni per il gioco.

Il Covid ha peggiorato la situazione e gli adolescenti che tendono a isolarsi per la dipendenza da tecnologia si sentono anche ansiosi. Chandler lavora come educatrice, insegnante e aiuta tanto gli adolescenti, i bambini che i genitori. La scuola diventa un ambito importante per intervenire, dare supporto e studiare il fenomeno appena descritto.

adolescente che usa lo smartphone

I centennials hanno bisogno di super genitori? La risposta è no, Chandler propone tre caratteristiche importanti e la condivisione di un percorso no tech per tutta la famiglia

Nel libro Reclaiming Connection—How Schools and Families Can Nurture Belonging in a Scared New World propone una terapia d’urto, utile ai ragazzi e alle ragazze, ai genitori. Rinunce e astinenza per tutti: niente telefoni prima di dormire (utile per l’igiene del sonno), preferire spazi pubblici no-tech e la regola più importante.

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Bambini e adolescenti non sono in grado di risolvere da soli i propri problemi, quindi non devono essere lasciati soli. Significa dare presenza, dialogo e risolutezza anche perché, soprattutto gli adolescenti, tendono a rivolgersi proprio alla rete: prima finivano in mano a persone disoneste, adesso rischiano di utilizzare i consigli dell’IA senza valutazione critica e responsabile.

Amber Chandler non è sola in questi consigli, in questo percorso a terapia d’urto. Le scuole la seguono ma, soprattutto, ci sono esempi importanti. L’Australia continua a far parlare con il suo divieto di uso dei social media ai minori di 16 anni. Qui in Italia siamo arrivati a vietare il telefono a scuola, altri paesi sono sulla via dell’Australia. C’è anche la discussione sul mondo digitale iperconnesso, pre e post pandemia: il Covid ha accelerato questo processo. Giovani e adulti meno dipendenti dagli schermi, piccoli e grandi che siano, non significa negare le potenzialità positive della tecnologia.

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