Leganerd.com
Menu

Yellowstone, un sollevamento profondo fa discutere

Come si fa a vivere e lavorare senza timori dentro un parco vulcanico e con caldere ancora attive anche se silenziose? La risposta di un geologo e responsabile scientifico.

Yellowstone, un sollevamento profondo fa discutere

Mike Poland è uno scienziato ed è il responsabile dello Yellowstone Volcano Observatory. Ci racconta le meraviglie di un sottosuolo calpestato e visitato da milioni di turisti ogni anno. “Ciò che rende Yellowstone davvero spettacolare è tutta quell’attività idrotermale, la sismicità, il terreno che si solleva e si abbassa, i gas che fuoriescono“. C’è un sollevamento che sta attirando l’attenzione dei geologi, lo Yellowstone è in movimento.

È il segno di cambiamenti piuttosto radicali in atto nelle profondità del sottosuolo. La fonte si trova a 16 chilometri di profondità, quindi c’è molta roccia tra lì e la superficie, ma ha ancora l’energia necessaria per spingere la superficie verso l’alto, anche se solo di circa 2,5 cm, il che è comunque impressionante” ha aggiunto lo scienziato. Il rigonfiamento si trova sul bordo settentrionale della caldera e si estende superando di poco i 30 chilometri. La zona è attorno alle Cascate Gibbon e il sollevamento è aumentato fino a 2,5 centimetri rispetto a luglio scorso.

monitoraggio del Parco Nazionale di Yellowstone

Eruzioni preistoriche e vicine negli anni, Poland ci racconta i segnali che manda lo Yellowstone poco prima di esplodere. Sicuramente, nel sottosuolo un fiume di magma vivo

Lo scienziato a direzione del parco vulcanico parla di un probabile fluido magmatico. Non è nuovo come fenomeno e i radar satellitari servono per monitorare in profondità questi cambiamenti. Il parco può contare su un sistema di monitoraggio GPS come osservatorio. Poland non allarma curiosi e turisti, il rialzamento proviene da qualcosa che è molto sotto la superficie e che non dà segni di risalita. Un’attività magmatica che culmina in un’eruzione dà altri segnali, più evidenti.

Yellowstone sorprende ancora: una nuova formazione sfida la geologia Yellowstone sorprende ancora: una nuova formazione sfida la geologia

Produrrebbero cambiamenti incisivi sui modelli sismici. Nel 1980 ci fu l’esplosione del Monte Sant’Elena, nello stato di Washington. Quell’esperienza insegna quali sono le avvisaglie che il suolo manda prima di un’esplosione. Sul fianco settentrionale si creò all’improvviso una sporgenza e ogni giorno si spostava verso l’esterno di diversi metri.

L’ultima eruzione dello Yellowstone è storica, se non paleontologica. Avvenne 70.000 anni fa e ancora se ne individuano i segni. Il magma che fuoriuscì dalla superficie cambiò radicalmente l’area e mandò segnali molto chiari di cosa stava per succedere. Come si monitora tutti i giorni un parco vulcanico, ancora vivo e visitato da tanti turisti? Con tecnologia all’avanguardia e preparazione nelle rilevazioni, tracciature e geostrutturali.

Fonte:
Ti potrebbero interessare