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Nasce il biochar che accelera la degradazione degli inquinanti

Per bonificare terreni, acque e altri suoli, in passato si utilizzavano procedure complesse e sostenibili. Ecco che cosa hanno ottenuto dei ricercatori in laboratorio sfruttando biomassa e scarti ecologici.

Nasce il biochar che accelera la degradazione degli inquinanti

L’energia solare non sarà importante solo per alimentare case e luoghi pubblici, ma anche per mantenere l’ambiente pulito dagli inquinanti. La bonifica ambientale spesso è utile ma non sostenibile, un biochar attivato con il fotovoltaico cambierà di sicuro la situazione. Lo studio è stato pubblicato su Biochar, un’importante rivista scientifica. La nuova tecnologia si basa sulla co-ingegnerizzazione del biochar, un materiale ricco di carbonio. Il processo utilizza sostanze umiche artificiali progettate per potenziare le proprietà fotochimiche nell’azione di bonifica.

Il biochar può essere ricercato in rete come immagine, ha un colore scuro e si nota la consistenza di carbone. Viene venduto in sacche per essere utilizzato nell’agricoltura, negli orti urbani e anche nelle piante a vaso. Si ottiene dalla pirolisi della biomassa ed è associato alle coltivazioni biologiche con controllo dell’inquinamento.

I ricercatori hanno studiato la reazione del materiale alla luce solare. Così sono arrivati all’innovazione, l’integrazione di biochar con sostanze umiche sintetizzate. Parliamo di composti organici derivanti da residui vegetali e animali, un insieme che fa parte del suolo sotto forma di humus. Questo insieme naturale è stato elaborato dall’uomo, sintetizzato. Che cosa ha utilizzato in più il team per arrivare alla bonifica di inquinanti sostenibile?

bonifica ambientale più rapida

Un legno diffuso e comune utilizzato nel nuovo biochar a luce solare per bonifiche ambientali, scopriamo perché le alte temperature sono importanti e come si otterranno

La segatura di pino, il team l’ha sostituita alla biomassa di partenza e ne ha controllato le qualità di temperatura e trattamento idrotermale. La segatura di pino ha ottimizzato la capacità del biochar di donare elettroni sotto irradiazione solare. Le reazioni fotochimiche utili al trattamento di inquinanti nascono da questo processo e combinazione. I test sperimentali hanno visto la riduzione degli ioni argento.

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I materiali trattati a temperature elevate, fino a 340 gradi centigradi, hanno dimostrato una capacità di fotoriduzione incredibile. Superiore ai materiali trattati con temperature più basse. La luce solare produce gradualmente una temperatura elevata in giornata e, a seconda della stagione, in più mette in moto altri processi fotochimici.

La lignina contiene gruppi fenolici che agiscono come donatori di elettroni, favorendo la formazione di specie reattive dell’ossigeno. L’azione di degradazione dei contaminanti parte da questo processo naturale ed era un elemento inatteso secondo i ricercatori. Ne deriva che il Sole può alimentare anche senza pannelli un sistema di bonifica fotochimica. In più, non dovrà utilizzare materiali prodotti ma di scarto dalla biomassa. Il nuovo biochar potrà essere utilizzato per il risanamento di suoli e acque contaminate.

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