Il cambiamento climatico sta trasformando la sicurezza del pesce tropicale
Ecco come gli scienziati hanno studiato una tossina nociva prodotta da microalghe che prosperano tra coralli sbiancati: le tecniche che hanno utilizzato e una sentinella.

Il cambiamento climatico sta aumentando il rischio di intossicazioni alimentari da ciguatossine, sostanze prodotte da microalghe marine appartenenti ai generi Gambierdiscus e Fukuyoa. Vivendo tra coralli, substrati della barriera e tra altre alghe entrano nella catena alimentare marina.
Pesci tropicali e frutti di mare si contaminano di ciguatossine che vengono trasmesse all’uomo. Rappresenta oggi la malattia non batterica da prodotti ittici più diffusa al mondo. Crea in un solo anno dai 20.000 ai 50.000 casi. Un team di ricercatori ha studiato a fondo il rischio di sicurezza alimentare legato alle due microalghe nocive, la ricerca è stata pubblicata su Plos One.
Isole Cook, tra caldo e tossine: le Gambierdiscus polynésiens sono associate al più alto rischio di ciguatera. Lo studio offre nuovi spunti sulle alte temperature oceaniche
Il team di ricercatori unisce le migliori menti dell’Australia, della Nuova Zelanda, delle Isole Cook e della Polinesia Francese. Come caso specifico è stato preso il rischio locale di ciguatera nelle Isole Cook, l’area più colpita del pianeta dalla malattia ittica. Il rischio non dipende dalla quantità totale delle microalghe presenti ma dalla composizione della comunità di Gambierdiscus.
La Gambierdiscus polynésiens è una specie rara che contamina più di altre i pesci di ciguatossine. Gli scienziati hanno utilizzato tecniche avanzate di metabarcoding, PCR quantitativa e analisi chimiche per studiare tossine e microalghe. I test hanno coinvolto il pesce chirurgo striato (Ctenochaetus striatus), definito anche sentinella. La sua presenza più di altre specie ittiche segnala lo stato di salute dell’acqua. Il suo movimento è molto limitato per diverse ragioni legate alla sua natura, si contamina più di altri di ciguatossine.
Grazie al pesce sentinella, gli scienziati hanno potuto mappare il rischio sito-specifico di intossicazione, un metodo che non era stato utilizzato prima. Lo studio conferma che le ciguatossine sono aumentate con le temperature più alte delle acque. Lo sbiancamento dei coralli crea nutrienti nelle lagune utili alle microalghe tossiche. Anche le alterazioni delle correnti oceaniche contribuiscono alla contaminazione, facendo arrivare la ciguatera o le microalghe dannose dove prima non c’erano.