Modificare il modo in cui leggi può trasformare la tua mente
Due autori importanti contro la lettura ultrarapida, ripetitiva, passiva e che alimenta la disinformazione. Tutto però può cambiare in un secondo, dipende da te. Scopri come.

L’articolo di JT Torres e Jeff Saerys Foy è uno dei tanti contributi utili al tema della lettura, delle ragioni per cui non leggiamo più ad alta voce, dei rischi legati alla micro lettura passiva e senza approfondimento tipica dei social. I due autori pubblicati su The Conversation e rilanciati da ScienceAlert sono il direttore dell’Harte Center for Teaching and Learning della Washington and Lee University e un professore associato di psicologia alla Quinnipiac University. Secondo i due esperti, negli Stati Uniti si controlla il telefono oltre 140 volte al giorno e vengono trascorse in media 4 ore quotidiane sullo schermo.
La disinformazione dilaga, non per colpa del digitale ma della sua fruizione. L’attenzione si riduce e le abitudini mentali passive vengono alimentate tutti i giorni. Allo stesso tempo, peggiorano i livelli di alfabetizzazione e comprensione della lettura. Sta diventando una condizione che caratterizza le generazioni presenti e future: i genitori della Generazione Z non leggono più ad alta voce ai figli, molti studenti universitari faticano a terminare un libro intero.
Doomscrolling e mente: le conseguenze cognitive e i consigli per tornare alla lettura lunga che riduce stress e migliora la salute più dei contenuti brevi. Il segreto è…
Vediamo il tutto con le scienze cognitive, proprio come hanno fatto Torres e Saerys Foy. Lo scorrimento continuo (doomscrolling) diventa un’abitudine per il cervello a ricevere informazioni in maniera veloce e automatica. Non servono pensiero critico e troppe ore di lettura, questo disabitua il cervello allo sforzo mentale.
L’effetto “verità illusoria” viene rafforzato dagli algoritmi mostrando contenuti simili tra loro ripetutamente. Questo tipo di informazioni appare più credibile, non diventa più una semplice abitudine cognitiva ma anche personale. La lettura approfondita è la capacità che deve essere allenata, riaccesa perché è quella che sviluppa l’impegno cognitivo, analitico, empatico e critico.
E c’è una notizia in questo, più ci impegniamo nella lettura e più riduciamo stress, solitudine e confusione decisionale. A cosa ci dobbiamo riabituare? Al rallentamento intenzionale secondo gli autori, partendo dalla lettura. Significa poggiare i telefoni e prendere un libro? In parte sì, in parte no, magari se troviamo il titolo di un argomento importante sui social, proviamo ad entrare nel contenuto seguendolo fino alla fine. Oppure, trascorriamo più tempo anche su ebook, saggi, blog e, perché no, community digitali dedicati alla lettura, al dialogo e al confronto. In questo modo, si vince anche la disinformazione non collettiva ma individuale e partendo da una scelta piccola ma decisiva.