Hyundai apre le porte ai robot umanoidi Atlas: qualcosa sta cambiando nelle fabbriche
Operai, sindacati, dirigenti si confrontano sul futuro del lavoro e della produzione di automobili: un dibattito fatto di domande, risposte e preoccupazioni.

La visione degli operai sull’arrivo dei robot nelle fabbriche può essere molto diversa dai grandi imprenditori costruttori. Hyundai Motor Group sta introducendo umanoidi Atlas per aumentare il numero di produzione delle macchine, un lavoro quasi senza pausa. Gli operai vedono nell’automazione un rischio per i posti di lavoro. “Pensavo che quei processi fossero qualcosa che solo gli esseri umani potevano fare – afferma un lavoratore – ma ora sembra che anche quello possa essere sostituito. Suppongo di dover dire che sono fortunato perché mancano solo cinque anni alla pensione”.
Molti operai tra paura e abitudine convivono con sistemi automatizzati e multi-specializzati. Gli umanoidi, così vengono ormai definiti sempre più nei media, gestiscono controlli di qualità, movimenti di componenti, assemblaggio finale. Proprio quest’ultimo veniva visto come compito umano irrinunciabile. Atlas ha presentato le sue innovazioni al CES 2026, ha mostrato un robot capace di apprendere rapidamente tantissimi compiti e movimenti. Riesce a sostituirsi da solo la batteria, nelle fabbriche potrà lavorare in autonomia e con continuità. Hyundai vuole impiegarlo negli Stati Uniti nel 2028 e nell’assemblaggio entro il 2030.
Hyundai non è un caso isolato e il cambiamento con gli umanoidi toccherà le fabbriche negli Stati Uniti. Ecco le altre grandi aziende che stanno automatizzando la produzione
Se da una parte i robot toglieranno lavori ripetitivi e pesanti, dall’altra si teme l’impatto sull’occupazione. Ecco le parole di un rappresentante sindacale dopo la presentazione al CES, “l’ufficio del lavoro ha ricevuto un numero crescente di chiamate da parte di lavoratori che chiedevano se il sindacato dovesse opporsi all’introduzione del robot“. Gli analisti invece vedono altre prospettive, l’automazione può dare lavoro e guadagno perché spingerà su produzione e profitti. Non viene esclusa la riduzione di manodopera ma sarà minima.
Molti operai della Hyundai reagiscono osservando anche Tesla, BMW, Mercedes e altri gruppi internazionali. L’arrivo ottimistico dei robot umanoidi preoccupa i lavoratori tradizionali nei cantieri, nelle acciaierie e della logistica. I sindacati non sono contrari a dare agli umanoidi mansioni pericolose ma chiedono un confronto sulla velocità di transizione.
Tutte le grandi aziende stanno vivendo tanti ingressi di nuovi lavoratori e pensionamenti. Hyundai ha risposto che i robot, gestendo compiti pericolosi o impopolari, contribuiscono a proteggere la salute dei lavoratori. Un ex dirigente, Mobis Kim Ki-Chan, ha dichiarato che l’intelligenza artificiale non distrugge automaticamente l’occupazione ma cambia il modo in cui le persone lavorano. Sicuramente, leggeremo ancora articoli e storie su questo tema.