Urbanizzazione e caldo estremo: perché nuovi parchi non sempre riducono i rischi
Che cosa devono fare assessori, sindaci e decisori politici nelle città in crescita contro il caldo? Dalla teoria alla pratica, grazie ad un'analisi locale a Taiwan.

Nuovi parchi e tanti alberi stanno arricchendo le città di spazi verdi. Vengono costruiti per promuovere lo sport, il contatto con la natura, contrastare gli effetti del riscaldamento climatico. La soluzione non è sufficiente secondo i ricercatori della National Taiwan University, che hanno condotto uno studio profondo su sei aree urbane nord di Taiwan.
Hanno considerato le temperature, il numero di spazi verdi e diverse variabili socioeconomiche. I periodi scelti vanno dal 2009 al 2012, poi dal 2019 al 2022. La ricerca è stata pubblicata su Sustainable Cities and Society. Alcune zone vivono riscaldamento costante nonostante la crescita delle aree verdi. Il motivo sta nella velocità dell’urbanizzazione, quindi troppi palazzi o industrie e troppo pochi alberi per rispondere con impatto attraverso il verde.
Nelle città si creano delle isole di calore che si intensificano sempre di più. Il problema è soprattutto la frammentazione delle aree naturali rispetto all’edilizia, pochi alberi e un praticello potrebbero non bastare per rispondere alla quantità di smog, cemento e altre emissioni urbane.
Città moderne e vecchi distretti: perché il verde progettato ad hoc funziona davvero contro il caldo urbano, mentre quello estetico non basta a ridurre i rischi climatici
Il verde è importante perché crea una sorta di raffreddamento e assorbe il calore ma deve essere proporzionato alle trasformazioni urbane in atto, molto veloci e vaste. La capitale e i quartieri riqualificati di nuova generazione potrebbero avere progetti di rigenerazione con un numero di aree alberate e verdi adeguate e studiate ad hoc. In generale, ci sono investimenti pubblici per costruire tanti parchi e aree alberate ma pensate più ad uso della popolazione oppure dal lato estetico.
Questo avviene soprattutto nei vecchi distretti industriali e nelle città satelliti, la popolazione diventa così più svantaggiata e vulnerabile. Anche le aree periurbane, considerate più verdi, non hanno un verde sufficiente e costruito per rispondere al grado di urbanizzazione in atto. Le città non diventano soltanto più calde ma anche con meno ecosistemi naturali, utili anche per costruire una coesione sociale e abitudini lontane da macchine e cemento.