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Nvidia G-Sync Pulsar trasforma un monitor da 360Hz in uno da 1.000Hz con un click

La nuova versione di G-Sync Pulsar permette di quadruplicare la chiarezza in movimento azzerando il motion blur: un monitor da 360Hz si comporta come se avesse refresh a 1.000Hz.

Nvidia G-Sync Pulsar trasforma un monitor da 360Hz in uno da 1.000Hz con un click

Al CES 2026, Nvidia ha svelato una serie di novità dedicate al mondo gaming, ma una delle più interessanti riguarda l’evoluzione di G-Sync Pulsar. A due anni dalla prima presentazione, la tecnologia torna con un aggiornamento sostanziale che punta a rendere l’elevata nitidezza in movimento non più un esercizio da demo tecnica, ma una funzione utilizzabile con maggiore continuità.

Motion clarity spinta ai limiti

G-Sync Pulsar nasce dall’unione tra refresh rate variabile e backlight strobing adattivo, con una sincronizzazione molto stretta tra GPU, pannello e retroilluminazione. L’obiettivo resta quello di ridurre il classico effetto sample-and-hold, responsabile del motion blur percepito durante movimenti rapidi della visuale.

Nvidia sostiene che la nuova versione arrivi fino a quadruplicare la chiarezza in movimento rispetto a un display VRR tradizionale, con un risultato che, sul piano percettivo, avvicina un pannello a 360Hz al comportamento di uno schermo da circa 1.000Hz.

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Il miglioramento è legato soprattutto a una gestione più raffinata dello strobing: non più un lampeggio globale, ma bande orizzontali di retroilluminazione che seguono con precisione la scansione del pannello, riducendo artefatti e perdita di luminosità senza introdurre latenza aggiuntiva. Nei contesti competitivi, come gli sparatutto esports, il vantaggio diventa evidente durante l’inseguimento rapido dei bersagli.

Nuovi monitor e adattamento alla luce

L’adozione di Pulsar dovrebbe ampliarsi grazie a una nuova generazione di monitor da 27 pollici, risoluzione 2560×1440 e refresh a 360Hz, annunciati da produttori come Asus, AOC, Acer e MSI. L’integrazione diretta delle funzionalità G-Sync nello scaler del pannello elimina la necessità di un modulo proprietario Nvidia, aprendo a costi più sostenibili e a una diffusione meno limitata, pur restando comunque una funzione che sarà confinata pressoché al solo segmento premium. Resta però il vincolo dei frame rate elevati: al di fuori del gaming ad alte prestazioni, i benefici tendono ad attenuarsi.

A completare l’aggiornamento arriva una funzione inedita che regola dinamicamente luminosità e temperatura colore in base all’illuminazione della stanza. L’intento è compensare l’inevitabile dimming introdotto dallo strobing e rendere Pulsar più gestibile anche in ambienti reali, non solo in setup controllati.

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