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Dedizione lavorativa: il confine sottile tra passione e stress

Bisognerebbe bilanciare la dedizione al lavoro per evitare il burnout. Sai quanto ed in che modo può influire il lavoro sulla salute mentale di una persona?

Dedizione lavorativa: il confine sottile tra passione e stress

Il lavoro è importante per l’uomo e su questo non c’è alcun dubbio, ma talvolta ci sono delle situazioni in cui la dedizione può causare dei problemi alla salute non indifferenti. Come il lavoro può influire soprattutto sulla salute mentale dell’uomo?

A parlarne è stata Marie-Colombe Afota, professoressa presso la Facoltà di Relazioni industriali dell’Università di Montrèal, la quale ha condotto uno studio insieme ad alcuni colleghi della stessa facoltà e della Francia. Il team di ricercatori ha studiato 544 laureati di una scuola di commercio francese nell’arco di un periodo di circa otto mesi. Adesso, i risultati dello studio condotto da Afota, Christian Vandenberghe dell’HEC Montreal e Veronique Robert sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Psychology.

dipendenza dal lavoro

Quando la passione per il lavoro può diventare un problema

Lo studio in questione è stato condotto su alcuni dati specifici, ovvero la crescente digitalizzazione della società e l’aumento delle modalità di lavoro da remoto durante la pandemia di COVID-19, che in qualche modo hanno modificato il rapporto tra persone e lavoro. Afota ha fatto sapere che in seguito alla diffusione degli smartphone e della posta elettronica, si sono in qualche modo persi i confini tra la vita personale e professionale, soprattutto negli ultimi 15 anni ed i risultati sono stati i seguenti, ovvero un aumento delle ore di lavoro.

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“Quando è scoppiata la pandemia, molti pensavano che il lavoro da remoto avrebbe invertito la tendenza. Tuttavia, è successo il contrario: molti telelavoratori si sentono obbligati a essere disponibili e reattivi in ​​ogni momento per dimostrare di essere produttivi e impegnati nel lavoro.” Queste le parole dichiarate dal ricercatore Afota. Lo studio evidenzia tre tipi di investimento nel lavoro, tra cui l’investimento eccessivo tossico, l’impegno lavorativo e l’impegno organizzativo affettivo.

Esiste anche una sorta di dipendenza dal lavoro, che viene definita Workaholism e consiste nella pressione interna costante e pensieri ossessivi focalizzati su compiti correlati al lavoro. L’impegno lavorativo è uno stato mentale positivo associato a entusiasmo, vigore e concentrazione. “In un panorama lavorativo in cui il confine tra vita personale e professionale è sempre più labile, i nostri risultati impongono di riconsiderare le pratiche di gestione che valorizzano il presenteismo digitale e i lunghi orari di lavoro“, ha affermato Afota.

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