Il 2023 sarà segnato da due parole chiave nell’economia: inflazione e recessione. Ci aspetta un aumento dei prezzi al consumo del 7% secondo le previsioni dell’UE, ma questo potrebbe essere solo l’inizio di una spirale recessiva a causa di tensioni sui prezzi, costi energetici e paure geopolitiche. La crescita economica dell’UE alla fine del 2023 potrebbe essere solo dello 0,3%, ma non tutti gli analisti sono d’accordo. La tecnologia, soprattutto i chip, sarà un protagonista importante dell’economia, così come il greentech e le acquisizioni a livello globale. Il friend shoring, ovvero la collaborazione con paesi amici per affari, potrebbe tornare ad essere un tema caldo. Ecco quali sono le 10 parole più ricorrenti che troveremo in ambito economico nel 2023 e che è necessario conoscere per essere più consapevoli.

Recessione

Senza dubbio la paura più grande del 2023 è la recessione, che ha ancora ricordi vividi della crisi finanziaria del 2008. L’economia italiana non si è ancora completamente ripresa e un nuovo crollo potrebbe causare complessi scenari. Al momento, le previsioni indicano un rallentamento dell’economia, ma i pareri sulla probabilità di una recessione sono discordanti. Il FMI prevede una contrazione dell’economia italiana (-0,2%), mentre l’OCSE e l’UE sono più ottimiste (+0,2% e +0,3% rispettivamente). Bruxelles ha recentemente rivisto al rialzo le previsioni di crescita per il 2022, con un aumento del prodotto interno lordo previsto del 3,8%. Ormai è chiaro, moltissimi economisti attendono una vera e propria recessione globale tanto che secondo i dati circa il 20% degli esperti lo considera probabile nell’anno corrente. Altri ricercatori economici, invece, sono più fiduciosi anche se anche questi ultimi restano convinti che la crescita sarà comunque piuttosto debole sia negli Stati Uniti che nella nostra Europa. Anche per quanto riguarda l’inflazione gli studiosi si pronunciano temendo però un elevato aumento dei prezzi In Cina, il quale avrà drastiche ripercussioni su tutto il mondo. In tutto questo, però, sembra esserci un lato positivo: le catene di approvvigionamento non subiranno interruzioni nelle loro attività commerciali, tantomeno rallentamenti.

Skimpflation

L’aumento dei prezzi che si verifica in Europa e in Italia continuerà a causare problemi nel 2023. Dopo il picco del 2022, che ha raggiunto l’8,7%, le stime dell’Unione europea prevedono un aumento del 6,6% dei prezzi nel nostro paese, con una lieve riduzione nel 2024 al 2,4%. Questo drastico aumento dei prezzi riduce il potere d’acquisto delle persone e costringe le imprese a ridurre la disponibilità di prodotti e servizi a causa dei costi più elevati. Il processo in questione è noto come “skimpflation“, e rappresenta il fatto che le aziende hanno la necessità di ridurre i costi anziché aumentare i prezzi, anche se ciò significa fornire servizi di qualità. Il termine, come precisa l’economista Alan Cole, offre una prospettiva differente del concetto di inflazione, poiché secondo le particolari dinamiche della cosiddetta skimpflation, il prezzo, a differenza dell’inflazione resta invariato, ma è la qualità a subirne le gravi conseguenze. 

Chip

Il 2023 sarà l’anno dei chip nell’economia internazionale. Sia gli Stati Uniti che l’Unione europea sono determinati a riconquistare la sovranità tecnologica, investendo ingenti somme di denaro per proteggersi da rischi geopolitici. Gli Stati Uniti hanno già stanziato 52 miliardi di dollari per potenziare la produzione interna di chip e semiconduttori, mentre l’Europa ha preparato un pacchetto che utilizzerà 43 miliardi di euro, sia pubblici che privati, per recuperare terreno in un settore critico per il futuro dell’industria. Il Consiglio europeo ha dato il via libera il primo dicembre, e nel 2023 la proposta passerà al Parlamento per diventare legge. L’Europa deve agire in fretta, poiché secondo la Ue, la domanda di chip raddoppierà entro il 2030 e l’obiettivo è quello di raggiungere il 20% di quota di mercato all’inizio del prossimo decennio.

Prestiti

Nel 2023 la Banca Centrale Europea che aumenta i tassi di interesse rapidamente avrà un impatto sul prestito a famiglie e imprese italiane. Secondo l’EY European Bank Lending Economic Forecast 2022, in Italia ci sarà una riduzione del 1,8% dei prestiti bancari quest’anno, con prestiti alle imprese in calo del 2,8%, il credito al consumo in ribasso del 1,5% e mutui per l’acquisto delle case in diminuzione dello 0,3%. Tuttavia, gli analisti prevedono che questo calo sarà temporaneo e che ci sarà un ritorno alla crescita dell’1,3% nel 2024 e di un ulteriore aumento dell’1,9% nel 2025. Questo periodo di difficoltà, causato dall’aumento dell’inflazione, dei tassi di interesse e dei prezzi dell’energia, nonché dalle difficoltà nella gestione delle supply chain e delle filiere di approvvigionamento, sarà impegnativo per le economie, le imprese e gli istituti di credito nel 2023, ma si prevede che sarà di breve durata.

Friend shoring

Quando si parla di friend shoring si identifica un nuovo fenomeno che consiste nella rilocalizzazione di specifiche fasi della produzione nei cosiddetti “paesi amici”. Nel 2022, le tensioni geopolitiche hanno cambiato le relazioni commerciali a livello internazionale. Non solo nel settore energetico, ma anche a causa delle sanzioni contro la Russia e dei timori di un’escalation militare tra Cina e Stati Uniti, i paesi sono costretti a rivedere le proprie strategie commerciali. Anche l’Italia è influenzata dalla globalizzazione. Un rapporto del Censis ha identificato un trend che potrebbe intensificarsi nel 2023: il friend shoring, ovvero la tendenza a migliorare e rendere più forti i rapporti economici con i paesi che condividono una solida base di valori.

Greentech

Fortunatamente, l’attenzione per l’ambiente sta diventando una priorità per gli innovatori in tutto il mondo.  Molti imprenditori, consapevoli degli effetti negativi causati dai cambiamenti climatici e dall’esaurimento delle risorse naturali, hanno deciso di destinare tempo ed energie allo sviluppo della tecnologia verde. La crescita della greentech, envirotech e cleantech nella vita quotidiana nasce dal desiderio di utilizzare le risorse naturali senza comprometterne l’integrità, al fine di ridurre gli effetti negativi causati dall’impatto umano. Negli ultimi 7 anni, ci sono state 78 start-up verdi che hanno raggiunto una valutazione di un miliardo di dollari. Un’analisi di Stefano Guidotti, partner del fondo di venture capital italiano P101, ha mostrato che gli investimenti in tecnologie verdi sono “quasi 90 miliardi di dollari”.

Regtech

Nel 2023, la combinazione di regolamentazione e tecnologia, nota come regtech, raggiungerà la sua piena maturità a causa della necessità di organizzare le attività del settore fintech e insurtech. Il World Economic Forum riconosce il loro potenziale per alleggerire l’incertezza che può ostacolare l’adozione di nuove tecnologie. Il regtech può semplificare il sistema normativo sfruttando la potenza della tecnologia che utilizza strumenti collaudati come l’analisi dei dati, l’intelligenza artificiale, l’apprendimento automatico e la blockchain, che aiutano a ridurre i costi e accelerare i processi autorizzativi. Il regtech è in grado di raccogliere, analizzare e agire su una quantità maggiore e più precisa di dati in modo più tempestivo e preciso.

Orso

La previsione per il mercato azionario nel 2023 non è positiva, secondo gli analisti di Goldman Sachs. Il mercato si trova in una fase di calo, nota come bear market, che si protrarrà per tutto il 2023 e diventerà ancora più evidente. Nonostante i rialzi registrati nel 2022, gli indici globali sono calati del 19%. La volatilità continuerà a far calare le quotazioni in borsa fino a quando il mercato non toccherà il suo picco di ribasso più avanti nel corso dell’anno. Le banche centrali stanno contribuendo all’incertezza nelle piazze finanziarie, alzando i tassi di interesse per controllare l’inflazione e il deterioramento della crescita economica a livello globale, causato dalle preoccupazioni geopolitiche. Per far riprendere il mercato azionario, serve stabilità.

Acquisizioni

Dopo un anno in cui le attività di fusioni e acquisizioni hanno avuto un calo, c’è attesa per una ripresa globale nella seconda metà del 2023. Secondo Emanuela Pettenò, leader dei deals markets di Pwc Italia, il mercato si aspetta un rimbalzo nella seconda metà del 2023, anche se probabilmente non raggiungerà i livelli record del 2021. L’attività m&a a livello mondiale ha registrato un declino nei primi 9 mesi del 2022, ma in Italia c’è stata una crescita a volumi, grazie all’offerta pubblica di acquisto di Blackstone su Atlantia. Esclusa questa operazione, c’è stato un calo a valore. La Exor, guidata da John Elkann, potrebbe essere uno dei protagonisti del 2023 con la sua intenzione di investire 6,5 miliardi di euro, di cui 5 per nuove acquisizioni.

Argento

In periodi di incertezza economica, i metalli preziosi sono visti come una destinazione sicura da molti investitori. Nel 2022, l’oro ha avuto un andamento instabile, ma alla fine è riuscito a recuperare e superare le previsioni degli analisti. Per il 2023, l’attenzione è focalizzata sull’argento, considerato il fratello minore. Union Bancaire Privée ha dichiarato in un recente rapporto di fine anno che si aspettano che l’argento aumenterà di valore durante il 2023, mentre in precedenza si prevedeva un modesto calo. L’oro potrebbe stabilizzarsi intorno ai 1.800 dollari l’oncia, trainando anche il valore dell’argento. La stima per l’argento è di crescere fino a 22-24 dollari l’oncia durante il 2023. A dicembre 2022, l’argento consegnato a marzo 2023 è già stato venduto a 22,9 dollari l’oncia.