Il Pil è la somma di tutti i beni e servizi prodotti da ottobre a dicembre. In America ha superato le stime al 2,6%, con un ritmo annualizzato del 2,9%. Se il 2022 ormai è passato chiudendo in maniera positiva, dall’altra il 2023 potrebbe registrare una crescita negativa. La politica americane dei tassi sarà ancora aggressiva? Le aziende manifatturiere e dei servizi hanno tagliato i costi e il settore tecnologico sta avendo licenziamenti di massa. Rallentata la spesa dei consumatori, si sono allentate le pressioni sui prezzi. Forse l’America a fine 2023 entrerà in recessione, visto l’alto tasso di disoccupazione.

 

Il mix di crescita è stato scoraggiante e i dati mensili suggeriscono che l’economia ha perso slancio con l’avanzare del quarto trimestre. Prevediamo ancora che l’impatto ritardato dell’aumento dei tassi di interesse spinga l’economia in una lieve recessione nella prima metà di quest’anno.

Andrew Hunter, economista statunitense senior per Capital Economics

 

 

Si ipotizza che una serie di aumenti aggressivi dei tassi di interesse per domare l’inflazione si verificherà nel 2023 e avrà un effetto ritardato. Un rallentamento sull’economia. Quest’anno la crescita economica globale dovrebbe superare appena il 2%. Molto dipenderà dalle banche centrali mondiali che dopo un anno di rialzi dei tassi d’interesse aggressivi a livello storico non sono ancora terminati. L’impatto pieno di tali aumenti può richiedere un anno o di più per toccare e influenzare le economie. La più grande minaccia alla crescita economica globale nel 2023 sembrano essere una politica monetaria più restrittiva e un’inflazione persistentemente più alta